a giro in toscana. SAN GIMIGNANO, COLLE VAL D’ELSA E MONTERIGGIONI

«Tre le tappe fondamentali che mi hanno permesso di sprofondare in questa mia terra immerso tra i vigneti e gli uliveti. Accompagnato, come praticamente sempre, da colei che trovai sulla mia strada durante un Cammino di Santiago di due anni fa e di cui vi parlai al mio ritorno»
Uno spicchio di Colle val d’Elsa

SIENA. I toscani hanno l’inferno in bocca e il paradiso sotto i piedi. Mi vien da dir così dopo essere stato a Siena in Val d’Orcia, pensando a Curzio Malaparte e a “Maledetti toscani”, quel libro che parla di noi.

Tre le tappe fondamentali che mi hanno permesso di sprofondare in questa mia terra immerso tra i vigneti e gli uliveti. Accompagnato, come praticamente sempre, da colei che trovai sulla mia strada durante un Cammino di Santiago di due anni fa e di cui vi parlai al mio ritorno.

Distrussi una parte di me, perché scrivere fa anche male, nella speranza di costruire un giorno qualcosa d’altro. Ecco, questo viaggio nella terra senese è uno dei mattoni che da quel luglio 2016 accatasto. E ve lo consiglio spassionatamente, perché certi luoghi, soprattutto se vicini casa, scaldano il cuore come un libro.

San Gimignano, Colle val d’Elsa e Monteriggioni. Questa è stata la prima tappa. È fondamentale arrivarci senza utilizzare autostrade varie: le strade toscane che si infilano nei campi, salendo e scendendo, voltando a destra e a sinistra, sono parte integrante di questo viaggio che torna indietro nel tempo, tra vecchi ruderi e casolari riadattati al lavoro contadino, proprio quello che di solito un nonno ti racconta.

I miei occhi e quelli di Martina fuggivano fin da San Gimignano verso l’alto, non solo per via delle torri imponenti ma anche per il cielo azzurro e velato da qualche nuvola che, giuro, sembravano dipinte a mano. Era celeste immacolato, quasi scuro, con le nuvole dai contorni ben definiti che si mettevano in posa per le foto.

Due panini col salame comprati nella via che porta nella piazza principale sono la colonna sonora giusta e precisa: chi ama il tartufo, come il sottoscritto, si troverà in difficoltà per il numero esorbitante di salumi aromatizzati. Chi non lo ama, come la mia Martina, si troverà nella medesima situazione a causa dei salumi e dei formaggi disponibili per essere accoppiati. Il salame di cinghiale e il pecorino, fidatevi, si amano alla follia.

“Ma quanto è verde questa erba?”, mi diceva Martina dopo ogni curva. Io, sorridendo, rimanevo meravigliato per la semplice bellezza di questo luogo e per la cecità che ci opprime. Non è possibile, secondo me, ignorare con così tanta sfacciataggine il paradiso che ci circonda, finendo per cercane un altro lontano da noi, con l’illusione che questa fuga dalle proprie origini possa migliorarci.

Ah, Colle val d’Elsa e Monteriggioni! Tutto uno sporgersi dalle terrazze panoramiche, tutto uno scattar foto, tutto un mettersi la mano sulla fronte per cercare di individuare la fine di quella linea gialla e verde che, nessuno sa come, si fonde con l’azzurro del cielo e il bianco delle nuvole finendo in una sfumatura intermedia che t’abbaglia.

Un’avvertenza: parlate sotto voce mentre camminate per strada, e guardate che alle finestre non ci

Le scale che portano alle mura di Monteriggioni

siano residenti affacciati. Lì il silenzio è oro, perché si deve stare ad ascoltare il vento che si infila tra i rami degli ulivi e i tralicci delle viti, quindi se proprio è necessario dovete limitarvi a bisbigliare, e se vedete qualcuno al balcone zittitevi perché nessuno ha il diritto, tranne i bambini, di rompere quell’equilibrio.

Monteriggioni pare addirittura uno scherzo. Sali, sali e sali ancora per le scale che portano alla breccia nelle mura, e scopri che tutto si concentra lì dentro, e ti pare un nido accogliente che ti deve proteggere. Qualche turista, pochi residenti che parlano senza le “c” e che ti guardano sorridendo perché sei a bocca aperta come un baccalà.

È già finito qui e, nonostante ciò, è tutto questo?, ti domandi mentre giri su te stesso. Se in Toscana non vi fossero questi borghi minuscoli muniti rigorosamente di mura alte e che limitano la vista, tutto quel verde e quello spazio aperto infinito, che si mischia col cielo anch’esso infinito, ti ucciderebbe.

Perché verrebbe a galla, più chiaro di sempre, quanto si sia piccini.

[Lorenzo Zuppini]

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