BARTOLOMEI: LETTERA APERTA A SAMUELE BERTINELLI

«Ma più di ogni altra cosa temo il fatto che tu non ti sia mai voluto fidare di nessuno». «Come si può avere fiducia in una persona che non ha fiducia in nessun altro che in sé stessa?»
Alessio Bartolomei

PISTOIA. Caro Samuele, quando ho letto la stampa stamattina, non volevo credere ai miei occhi: ho dovuto rileggere l’articolo tre volte. Una parte di me si rifiutava di accettare che quelle parole così volgari, quei giudizi su di noi così trancianti, provenissero davvero da te.

Mi sono chiesto, poi, se quell’Alessio Bartolomei, additato come trasformista e ridotto a termine di paragone negativo per la qualità delle persone che potrebbero essere scelte per una giunta espressione di una maggioranza alternativa alla tua, fossi davvero io e non uno dei miei due omonimi che risiedono a Pistoia (ai quali chiedo scusa per le numerose volte che avranno dovuto giustificarsi del fatto che non erano me con persone non direttamente conosciute), alla luce del fatto che fino a pochi mesi prima delle elezioni insistevi, in pubblico ed in privato, affinché mi schierassi al tuo fianco in questa competizione  elettorale ed accettassi importanti incarichi nella tua futura giunta.

Dimmi la veritá, in nome di una nostra vecchia amicizia e di una stima che avevo pensato fosse reciproca: chi sei tu? Quello che mi voleva al suo fianco, pochi mesi fa e che ha chiesto umilmente scusa agli elettori per le numerose mancanze avute nei suoi cinque anni di governo della città, oppure quello che attacca a testa bassa, senza avere una idea precisa di quello che dice, me insieme alla peggiore destra d’Italia?

Credo, come cittadino prima ancora che come amico, di avere il diritto di saperlo. Sei una sola persona o più persone vivono dentro di te? In questi anni ho fatto bene a portare avanti un disegno di città alternativo al tuo senza, però, perdere l’occasione di sostenere certe scelte che ritenevo condivisibili, e a difendere sempre la tua onestà e la tua onorabilità anche a fronte di indagini della magistratura che riguardano te ed altri membri della giunta, oppure ho sbagliato, perché chi governava la città era una persona del tutto diversa da quella che appariva in pubblico?

Credo che siano domande legittime alle quali sia necessario dare risposte univoche e non equivocabili. Che cosa pensi davvero dei tuoi avversari politici?  Sei davvero convinto che, senza di te, Pistoia cadrebbe in mani indegne e pericolose? La lettera di scuse che hai scritto alla città era sincera o solo uno strumento per apparire da qui al ballottaggio quello che, per natura, non riesci ad essere?

Pensi davvero che persone come me, che non sono da un quarto d’ora all’opposizione, ma lo sono idealmente da 70 anni e materialmente da 23, che conoscono il bilancio del Comune come quello delle proprie aziende, e che hanno cognizione di ogni singolo aspetto di questa città, dove da sempre vivono e sono cresciute, rappresentino quanto di peggio esista in Italia, solo perché hanno liberamente scelto di continuare a sposare un disegno alternativo di città, anziché il tuo?

Per la prima volta mi fai davvero paura. Temo il tuo settarismo con il quale ci hai diviso tutti in buoni e cattivi, a seconda di chi sta con te o contro di te. Temo la tua malcelata misogenia, che per anni ti ha tenuto rinchiuso in un palazzo anziché in mezzo alla gente. Temo la tua albagia intellettuale che ti fa considerare tutti noi cittadini dei poveri sciocchi che non si rendono conto della fortuna che hanno avuto ad averti come primo cittadino.

Ma più di ogni altra cosa temo il fatto che tu non ti sia mai voluto fidare di nessuno: neppure di chi ti ha sempre dato buoni consigli, neppure di quegli stessi collaboratori che ti eri scelto, salvo poi commissariarli di fatto un attimo dopo, e sui quali oggi riversi buona parte della responsabilità della batosta elettorale del primo turno.

Come si può avere fiducia in una persona che non ha fiducia in nessun altro che in sé stessa? Allora, caro Samuele, pur rimanendoti amico, pur continuando a rispettarti, domenica prossima voterò convinto, al contario di te, che Pistoia ha bisogno di altro: di fiducia in chi ha fiducia, di aria nuova, di persone diverse, di scongelare energie ed iniziative sopite da troppo tempo. Andiamo tutti insieme a finire l’ottimo lavoro iniziato al primo turno: ormai ci siamo quasi. Votiamo Tomasi!

Alessio Bartolomei

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