chiesina. INDIVIDUATI GLI AGGRESSORI, ORA IL PARCO È ILLUMINATO

Nicola Venturi accusa l'amministrazione. Ci fosse stata l'illuminazione forse non sarebbe successo nulla. Interviene anche "Chiesina c'è": "Silenzio assordante dai partiti"
Nicola Venturi

CHIESINA UZZANESE. A distanza di quasi un settimana dall’aggressione subita torna a parlare Nicola Venturi, il lucchese colpito da un gruppo di giovani a Chiesina Uzzanese.

Da quella notte accusa nausea, cefalea e capogiri oltre a scosse nella testa e abbassamento di vista.

“I responsabili – scrive su Facebook — sono stati individuati Grazie alle telecamera di sorveglianza della pubblica assistenza“.  All’interno del parco pubblico non ce ne sono..

“Vorrei chiedere al sindaco di Chiesina Uzzanese — scrive — perché adesso al parco sembra di essere a Las Vegas la notte. Da quando sono stato aggredito il parco è sempre illuminato mentre prima era da diversi mesi al buio”.

Venturi continua: “Il comune si costituisce parte civile e fa da scaricabarile dando la colpa alla mancanza di sicurezza. Roba da non credere. Ricordo che la sera dell’aggressione il parco era completamente al buio e nell’oscurità possono agire e aggirarsi balordi, barboni, tossici e delinquenti in preda ad alcol e droghe.

Due anni fa alla manifestazione sulla sicurezza i partiti erano in prima fila

Meno male che ci sono testimoni che hanno visto che il parco era sempre al buio. Doveva essere necessario che fosse picchiato qualcuno con il rischio di essere ammazzato per illuminare così bene?

Di chi è la responsabilità?”.

Intanto sulla vicenda si registra una netta posizione del comitato “Chiesina C’è” che scrive:

“Ormai è passata quasi una settimana dai brutti fatti accaduti nel centro del paese e sembra che aleggi una specie di voglia di dimenticare tutto, nascondere (finchè non capiterà un’altra volta).

In questo silenzio assordante spiccano i partiti politici. Anche quelli che storicamente hanno sempre parlato di sicurezza. Già, in tutto questo palco-osceno, la partitocrazia tace.

Perchè?

Eppure vi assicuriamo che dieci giorni prima delle elezioni verranno a suonarvi il campanello e vi chiederanno il voto con un sacco pieno di giocattoli. Ma ora dove sono?”.

[Andrea Balli]

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