diritti dell’uomo. CRESCE LA TUTELA DELLA STAMPA

La Corte europea dei Diritti dell’Uomo, prosegue nella azione di tutela della libertà di stampa e introduce nuovi criteri per i risarcimenti – per danni non patrimoniali – in difesa dei giornalisti perseguitati con querele e minacce

 

La legge è disuguale per alcuni

PISTOIA. Il sito specialistico della ricercatrice Marina Castellaneta, presenta la più recente attività giuridica della Cedu (Corte europea diritti dell’uomo) che vede rafforzare la “libertà di stampa” nell’Unione e per conseguenza, anche nel nostro sciagurato paese, che sembra posto ancora in fondo alla lista dei paesi liberi, in spregio all’articolo 21 della Costituzione.

La Corte europea dei diritti dell’uomo prosegue dunque nell’opera di rafforzamento dell’attività dei giornalisti, considerata non solo come esercizio della libertà di espressione dei reporter, ma soprattutto come strumento essenziale per assicurare la democrazia. Ultime in ordine di tempo le sentenze depositate da Strasburgo il 2 ottobre relative a tre cause contro la Russia in violazione all’articolo 10 (Fedchenko n. 3 (CASE OF FEDCHENKO v. RUSSIA (No. 3), n. 4 (CASE OF FEDCHENKO v. RUSSIA (No. 4), n. 5 (CASE OF FEDCHENKO v. RUSSIA (No. 5)) che potrete conoscere sui link.

La Corte di Strasburgo, ha chiarito che la norma convenzionale tutela anche la scelta stilistica dei giornalisti che hanno diritto a utilizzare un certo livello di provocazione e ha sottolineato che i procedimenti per diffamazione a danno dei giornalisti, anche in sede civile, procurano uno stress nel professionista che ha diritto a un indennizzo per il danno non patrimoniale subito.

Giornalisti scomodi a Livorno

La Corte ha precisato che la Convenzione tutela anche il diritto alla reputazione dei soggetti al centro degli articoli, ma questo solo nei casi in cui la lesione del diritto alla reputazione raggiunga un determinato livello di gravità, superando una certa soglia e provocando un pregiudizio al diritto alla vita privata: insomma che non sia stata assicurata la dovuta “continenza” nella stesura dell’articolo.

Ma non è solo questo che ci interessa riportare: Strasburgo pone un freno alle difese dei Governi in causa che minimizzano le azioni contro i giornalisti trincerandosi dietro la circostanza che l’azione giudiziaria era di natura civile e non penale.

Se l’ingerenza non rispetta gli standard internazionali anche l’imposizione di una multa decisa in un procedimento civile è contraria alla Convenzione europea e viene emendata.

È così che la Cedu ha disposto la liquidazione per “danni non patrimoniali” a dei giornalisti ingiustamente condannati nei loro paesi: l’editore/giornalista ha subito uno stress a causa di un procedimento giudiziario contrario alle regole sulla libertà di stampa.

Noi, siamo molto attenti agli indirizzi giurisprudenziali della Cedu e attendiamo fiuciosi i pronunciamenti  di assoluzione del Tribunale di Appello e della Suprema Corte di Cassazione (se eventualmente necessaria per il ricorso di legiittimità) per i casi che ci hanno visti — e tutt’ora ci vedono — imputati presso le Corti di Giustizia italiche.

[Alessandro Romiti]

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