forteto. GIUSTIZIA PER LE VITTIME

Michelucci e Pellegrino (Dipartimento Tutele Vittime Fdi Toscana) dopo la scarcerazione di Rodolfo Fiesoli chiedono unitamente all’onorevole Giovanni Donzelli una commissione d’inchiesta parlamentare
Un vecchio ritaglio sul Forteto

FIRENZE. Ilaria Michelucci e Cinzia Pellegrino del Dipartimento Tutela Vittime di Fdi Toscana intervengono sulla scarcerazione di Rodolfo Fiesoli

La scarcerazione del Profeta del Forteto è stata decisa dalla Cassazione: la pena deve essere rimodulata e la sentenza non sarebbe definitiva.

E così Fiesoli, il pluripregiudicato violentatore di minori , il fondatore del Forteto, la cooperativa/comunità agricola toscana alla quale il tribunale dei minori di Firenze affidava giovani difficili a cui restituire una vita serena, ieri è tornato in piena libertà.

Il quadro del Forteto, il gulag omosessuale catto-comunista fondato dagli allievi di don Milani e frequentato da molti nomi della sinistra, che è emerso su cosa è accaduto davvero nella comunità/cooperativa che per anni ha accolto minori, fa venire i brividi.

Rodolfo Fiesoli era stato condannato per aver inflitto sofferenze a decina di persone e soprattutto a bambini e ragazzi, con una sentenza che parla anche di una cortina di protezione dall’esterno che impediva di controllare sugli illeciti.

Non a caso una vicenda come quella del Forteto si è verificata in una Toscana sotto una egemonia culturale e politica che ha tessuto una ragnatela appiccicosa al cui interno magistrati, politici e tutti gli altri protagonisti di questa brutta storia si sono mossi chiudendo gli occhi e unendosi al consenso di coloro che, nonostante l’evidenza consideravano il Forteto il vanto del sistema Toscana.

Bambini in difficoltà tolti alle famiglie che venivano sottoposti a violenze fisiche, psicologiche, sessuali e morali e che dopo il lavaggio del cervello erano violati sessualmente dal profeta. Ragazzi in affido, alcuni anche con la sindrome di down, che venivano assegnati non a vere coppie ma a due genitori funzionali intercambiabili all’insegna di una omosessualità rappresentata come liberatrice dalla materialità.

Rodolfo Fiesoli

Questi gli orrori consumati all’ombra di un muro di connivenze messo in atto dal mondo cooperativo, dalla Regione, dai Comuni rossi mugellesi, dal tribunale dei minori e dai servizi sociali che avrebbero potuto e dovuto vedere ciò che era sotto gli occhi di tutti.

Un’autorità quella della cooperativa di Fiesoli che, nonostante ripetute denunce e accertamenti, quasi nessuno aveva potuto scalfire, fino al suo arresto, a dicembre, con la condanna confermata dalla Cassazione che aveva così sancito, sembrava in via definitiva, che al Forteto le violenze sono avvenute davvero

Dopo poco più di sei mesi dal suo arresto però, questo stupratore seriale di minori, è stato scarcerato.

Il Dipartimento Tutela Vittime rimane costernato nel constatare come ancora si cerchi di deresponsabilizzare e tutelare l’autore di quel cumulo di obbrobri, che si spingono oltre gli abusi sessuali, accaduti in quella che non può essere considerata una cooperativa e una comunità, ma solo una setta e si unisce al deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli nel richiedere una commissione d’inchiesta parlamentare, perché troppo poco è stato fatto per la tutela dell’integrità dei bambini

[Ilaria Michelucci — Cinzia Pellegrino (FdI )]

 

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