NON AUTOSUFFICIENTI FRA MURI DI GOMMA E ABBOCCHI DELL’ASL3

Una storia vergognosa di non-risposte, di rimandi, di silenzi nel più assoluto mutismo delle istituzioni. E intanto le famiglie da aiutare affondano perché non ricevono i sussidi dovuti ma devono pagare lavoro e contributi delle badanti. L’inghippo “Società della Salute”
Non autosufficienti e sussidi regionali
Non autosufficienti e sussidi regionali

PISTOIA. Un lettore, che chiede che si mantenga il rispetto della sua privacy, riprende il tema di due interventi di “Quarrata/news” sui non-autosufficienti, e affonda il coltello in una vera e propria piaga che scopre e denuncia le inefficienze dell’Asl pistoiese e della “Società della Salute” e al tempo stesso l’immobilismo delle amministrazioni che, pur essendo tenute a rispondere per legge, o non lo fanno – chiaramente violando i propri doveri nel più perfetto silenzio delle autorità competenti – o lo fanno quando e come lo ritengono necessario e sufficiente.

Ecco un altro orrido spaccato della nostra “democrazia legalitaria” del cappero. 

DIVERSI MESI FA (il 26 agosto e il 29 agosto) Quarrata/news pubblicò due testi riguardanti alcune problematiche che, dal dicembre 2010 e negli anni successivi, si sono abbattute sulla categoria di persone dichiarate, dalle previste commissioni mediche, non autosufficienti e in condizioni di non poter attendere ai normali atti della vita e quindi nella necessità di assistenza continuativa ai sensi della L. 18/80.

Una categoria cui venivano erogati contributi provenienti dallo Stato e dalla Regione Toscana. La quale, anzi, aveva varato in aggiunta una legge che, con lo scopo di tenere queste persone in famiglia (e anche per sopperire alla scarsità di posti nelle poche strutture da essa istituite e, nel contempo, per far emergere quelle forme di lavoro nero prestato dalle cosiddette badanti), destinava contributi ai non autosufficienti.

La legge ovviamente fu applaudita per il sollievo che i contributi apportavano ai non autosufficienti e alle loro famiglie e, infine, dalle stesse badanti che, in questo modo, uscivano dal cosiddetto lavoro a nero.

I primi contributi (900 euro mensili), pur se condizionati dall’inquadramento delle badanti, coprivano circa la metà della spesa necessaria alle loro retribuzioni. Per la materiale istruzione delle pratiche in data 23 aprile 2010 la Asl aveva inviato un comunicato stampa a firma Daniela Ponticelli.

Tutto filava liscio e alla persona richiedente – la cui vicenda è citata nei post del blog – fu concesso il contributo in questione da metà aprile 2010 e fino al successivo ottobre.

Poi improvvisamente, nel novembre del 2010, il Comune di Pistoia, incaricato della gestione dei pagamenti, notificò che il contributo era stato dimezzato a 450 € senza peraltro dire né il perchéil percome. Le richieste di spiegazioni presentate alla nuova assistente sociale, Consuelo Marchi, che nel frattempo aveva sostituito l’assistente Silvia Del Chiaro, non arrivarono a nulla: e l’unico consiglio fu l’invito a rivolgersi a un non mai precisato “chi di dovere”. Né migliore effetto ebbero le ripetute telefonate fatte da un ufficio all’altro dell’Asl, che asseriva essere competente il Comune di Pistoia, mentre quest’ultimo rimpallava la gente all’Asl.

RICERCHE INUTILI

Assistenza agli anziani non autosufficienti
Assistenza agli anziani non autosufficienti

Successivamente, a séguito di formale richiesta scritta di accesso agli atti, il 16 aprile 2011 arriva dal presidio del Belvedere (fax 0573903582) la copia di una scheda di valutazione sociale effettuata il 17 gennaio 2011, che riportava la notizia dell’assegnazione del contributo di 450 euro mensili per il periodo dal 1° gennaio 2011. Arriva anche una comunicazione dell’Unità Uvm in cui è riportato che la Commissione aveva deciso l’erogazione di 450 euro per il periodo dal 1° gennaio 2011 al 30 giugno 2011; e si avvertiva che il 20 giugno dello stesso anno ci sarebbe stata la verifica prevista per la continuazione del beneficio.

Il sopracitato documento recava le firme di Enrico Ricciardi (coordinatore), Consuelo Marchi (assistente sociale), Simona Pistolozzi (assistente Sociale Uvm), Gabriela Antonini (infermiera Uvm) e Sandra Passini (infermiera di geriatria).

Questi soldi, ad eccezione del mese di gennaio 2011, però non sono mai stati versati alla disabile, non si sa che fine abbiano fatto, né il dottor Ricciardi ne ha fatto menzione nelle sue pur lunghe ed evanescenti risposte alle domande uscite sul blog.

Chi curava gli interessi della non autosufficiente, il 21 gennaio 2012 scriveva all’Asl chiedendo di accedere agli atti con facoltà di averne copia. Poi, non avendo avuto risposta, il 9 marzo successivo chiedeva all’Urp aziendale di indicargli il nome del funzionario competente al rilascio degli atti richiesti.

SILENZI COLPEVOLI

L’Urp non rispondeva, tanto che il 27 marzo si rendeva necessario l’accesso alla Direzione Asl di viale Matteotti per avere di persona ragguagli e chiarimenti. Lì non si riusciva a individuare l’Ufficio e la persona che doveva rispondere anche perché sembrava che tutto fosse stato delegato alla Società della Salute, una sorta di ectoplasma affidato alla direzione del dr. Luigi Rossi che, fortunosamente, veniva rintracciato in un corridoio: da lui si riusciva a sapere che il 27 febbraio il dott. Enrico Ricciardi (probabilmente attivato dall’Urp) gli ha inviato una nota – mai trasmessa a chi ne aveva fatto richiesta – tant’è che era lo stesso Rossi a consegnarla a mano facendosene rilasciare ricevuta.

Nel frattempo nuovo cambio dell’assistente sociale referente e, al posto di Consuelo Marchi, subentrava Elisabetta Innocenti, la quale sosteneva – forse giustamente – che “poteva rispondere soltanto delle pratiche che curava direttamente”.

Per cercare il bandolo della matassa, l’incaricato “Careviger” il 14 luglio 2012 inviava una raccomandata A.R. indirizzata al Presidente della Giunta Regionale, alla quale lo stesso così rispondeva il 30 luglio 2012: ma la comunicazione, per un disguido della sua Segreteria, arrivava soltanto il 19 settembre successivo!

LA RISPOSTA DI ENRICO ROSSI

Enrico Rossi
Enrico Rossi

Nella sua lettera (scaricable da qui: Risposta del Presidente Enrico Rossi) il Presidente Rossi riportava quanto contenuto nella lunga relazione inviata a tamburo battente da Pistoia (e probabilmente a firma del dott. Luigi Rossi stesso, neo nominato direttore della Società della Salute) in cui si sosteneva che «…il contributo per badante era effettivamente di 900 euro, fino a quando, nel mese si settembre (2010) fu chiaro che con l’erogazione di tale cifra senza alcun criterio e/o limite di assegnazione, non sarebbe stato possibile far fronte alle richieste. Pertanto con nota a firma del dr. Roberto Torselli allora responsabile di Zona/Distretto e della dr.ssa Laura Contini, dir. Responsabile del servizio sociale del Comune di Pistoia gestore del Fna (Fondo Nazionale Assistenza) fu stabilito (da chi? – n.d.r.) che tutti i contributi – fatta eccezione per i casi (a scanso di ricovero) venissero dimezzati a partire dal mese di ottobre 2010. A seguito di una nuova verifica fu deciso di sospendere i contributi per i mesi di novembre e dicembre 2010 (salvo gli “a scanso di ricovero”. In fatto che **** abbia continuato a percepire il contributo anche a novembre e dicembre 2010 lascia intendere che fosse stata considerata tra le persone “a scanso di ricovero (i criteri per la scelta delle persone da inserire in questo elenco furono indicati in una riunione che si tenne tra il Gruppo di Coordinamento, l’Uvm e le AA.SS. nel mese di ottobre in scienza e coscienza, grazie alla diretta conoscenza dei casi specifici. In quella stessa occasione si ipotizzò di adottare il sistema “a codici di priorità, proposto dagli operatori per assegnare i contributi, visto che i soldi pervenuti non sarebbero potuti bastare da soddisfare tutte le istanze pervenute. I codici furono messi a punto ed adottati nei primi mesi del 2011…».

Il Presidente della Regione in chiusura della sua lettera scriveva: «Fin qui le risposte che mi sono state fornite dall’Azienda e rispetto alle quali non entro nel merito. Mi auguro che siano servite a meglio definire e chiarire il quadro di riferimento. […]. Mi permetto quindi di suggerirle, in caso di necessità, di fare riferimento alla direzione aziendale. Se invece lo ritiene necessario, mi scriva ancora. Lo ringrazio per averlo fatto, le formulo i migliori auguri e le invio i miei più cordiali saluti».

TIRANDO LE FILA

Sussidi regionali ai non-autosufficienti
Sussidi regionali ai non-autosufficienti

A questo punto emerge chiaramente:

  • che, dall’ottobre 2010 al 19 settembre 2012, la disabile non autosufficiente non ha ricevuto documenti o informazioni circa il dimezzamento del contributo erogato nei mesi di novembre e dicembre;
  • che il 25 gennaio 2012 per individuare a chi rivolgersi venne inviata all’Asl una richiesta di accesso agli atti rimasta senza risposta fino al 27 marzo 2012;
  • che non c’è stata confacente risposta né sono stati rilasciati atti afferenti la richiesta formale di atti riguardante il cosiddetto Carigiver Burden Inventory (Cbi) che include anche una serie di domande a chi riveste il ruolo di Carigiver, cioè colui che assiste il congiunto malato.
  • che mai nessun medico della Uvm ha visitato la disabile né alcuno ha detto che in occasione della valutazione poteva presenziare un familiare assistito dal medico di base o di libera scelta.
  • che nonostante l’impegno, i viaggi a Pistoia, le telefonate le email e le assicurazioni del Presidente della Regione Toscana, tutto è rimasto immutato: i contributi relativi al 2011 non sono mai arrivati; per il 2012 è arrivata la comunicazione dall’Ufficio di Ragioneria del Comune di Pistoia che, nel mese di luglio 2013, ha accreditato 900 euro a titolo di seconda erogazione senza alcuna indicazione ai mesi di riferimento. Per il 2013 silenzio assoluto.
  • In conclusione le spese per la badante (salario, contributi ed accessori) sono rimaste a carico della persona non autosufficiente che, fidando nella Regione e/o dell’Asl, è rimasta buggerata alla grande.

IL QUADRO DELLA VICENDA

Tratteggiato così a grandi linee il quadro della vicenda, le risposte fornite dal dott. Enrico Ricciardi – che si autodefinisce dirigente di basso livello – alle domande poste nel blog del 29 agosto scorso contraddicono il disagio da lui espresso nei ripetuti commenti al blog del 26 agosto ed il suo desiderio di essere sollevato dall’incarico e trasferito ad altro ufficio «… proprio per la volontà di non partecipare ad un gioco in cui altri scrivono regole che non condivido».

Apprezzabili invece le parole che, nonostante i rapporti piuttosto tesi, Ricciardi spende per chiarire la gabbia in cui è stata chiusa la dottoressa Bellagambi che. da sostituta sia pur provvisoria del dottor Luigi Rossi, direttore della Società della Salute, si è vista “scippare l’incarico” dal sindaco di Pistoia, Bertinelli, il quale ha avocato a sé stesso la funzione di Direttore della Società stessa. Ancor più apprezzabile l’annuncio inserito nel commento inviato al blog: «Stia sicuro che al momento opportuno saprò dire quello che penso».

CONCLUDENDO

01-non autosufficientiEnrico Riccardi molto probabilmente è colui che ha approntato velocemente la relazione chiesta dal Presidente della Regione Toscana che lo stesso Presidente ha voluto fosse trasmessa alla persona non autosufficiente. Una lettera singolare (vedi testo integrale qui allegato: Risposta del Presidente Enrico Rossi) in cui il Governatore della Toscana esprime giudizi assai poco lusinghieri per il pasticciaccio brutto avvenuto con i fondi erogati nel 2010.

Dando colpa al computer, ha fornito una spiegazione non convincente e comunque tale da far rizzare i capelli al più sprovveduto ragioniere riguardo il contributo di 450 € per il mese di dicembre 2010 accreditato alla non autosufficiente a titolo di “3° bando pubblico per l’erogazione dei contributi relativi al fondo per la disoccupazione dicembre”.

Ha lasciato ad altri, senza indicare chi, il compito di rispondere alle seguenti domande:

4.) Perché nei casi illustrati nel precedente post una fornitura trimestrale di pannoloni ed accessori è saltata costringendo il non autosufficiente ad acquistare sul mercato quanto non consegnato? E, poi, questa mancata fornitura è stata o meno liquidata (liquidata: non pagata) alla ditta tenuta alla fornitura? E ancora. perché, una volta cambiato il fornitore, i pannoloni sono di qualità molto inferiore a quelli forniti dalla ditta precedente, tant’è che molti disabili sostengono che quegli attuali provocano irritazioni?

5.) Che senso ha che la direzione della Società della Salute (dai più considerata una struttura fantasma) deve far capo al Sindaco Bertinelli che, in questo modo, diventa controllato e controllore?

6.) Qualche anima buona ci vuol far conoscere come si sono determinati i buchi nel corso della gestione Scarafuggi e come sono tappati? E ancora la mancata assegnazione dei contributi per le badanti ai non autosufficienti che ne beneficiavano, la mancata consegna di pannoloni e pile per apparecchi acustici ha coinvolto soltanto pochissimi disabili e non autosufficienti oppure – come sostengono voci di popolo – le somme risparmiate sono state utilizzate per coprire i buchi o altro?

7.) Il ritardo (circa 8 mesi) da quando i contributi per badanti vengono assegnati mentre equipara i “beneficiari” alle ditte fornitrici, consente di avere disponibilità di cassa per erogare i ricchi assegni ai superdirigenti?

Ma il Direttore Generale Abati o per lui i Dirigenti responsabili di macro livello dell’Asl (compresa la cortese responsabile dell’Ufficio Stampa e, ora, anche quelli di quella sorta di ectoplasma che è la Società della Salute) leggevano o no il Quarrata/news?

Lettore sconcertato

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