mala san[t]ità. «CALENDARI CHIUSI? NIENTE ECODOPLER!»

Da una parte si spinge i cittadini a fare prevenzione dall'altra, al momento del bisogno, l'accesso alle cure e alle diagnosi diventa quasi impossibile

San[t]ità e liste d'attes
San[t]ità e liste d’attesa
SAN MARCELLO-MONTAGNA. Dopo i due articoli dedicati alla sanità “terno a lotto” della Toscana, ci è arrivata una segnalazione che evidenzia, nel caso ve ne fosse bisogno, lo stato di sofferenza della sanità montana, ma non solo.

Negli articoli mettevamo in evidenza la contraddizione di un sistema sanitario ingolfato da liste d’attesa chilometriche e dall’altra fatta di iniziative all’apparenza lodevoli, ma di fatto discriminatorie e propagandistiche, messe in atto dal sistema al solo fine di nascondere e distogliere l’attenzione dai veri problemi.

Da una parte si spinge i cittadini a fare prevenzione, dall’altra, al momento del bisogno, l’accesso alle cure e alle diagnosi diventa quasi impossibile: chi può paga, chi non può attende.

La testimonianza ci arriva da un signore di 87 anni della Montagna Pistoiese che, recatosi al Cup di San Marcello per un ecocolordopler – guarda caso proprio il tipo di esame oggetto delle iniziative di prevenzione – si è sentito rispondere che per tutto il 2016 non c’era posto.

Non essendo un esame urgente – meno male! –, il figlio che ha accompagnato il genitore a prendere l’appuntamento, ha chiesto che venisse messo in lista almeno per l’anno nuovo. Niente da fare, purtroppo il calendario del 2017 non era ancora pronto.

Da notare che la chiusura delle agende di prenotazione è vietata espressamente dalla Legge 266/2005 e per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 1.000 euro ad un massimo di 6.000 in base al comma 284 della legge citata.

L’art. 1, comma 282, della Legge 266/2005 – Finanziaria 2006 –, dispone infatti che:

Alle aziende sanitarie ed ospedaliere è vietato sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni di cui al citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 novembre 2001.
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano, sentite le associazioni a difesa dei consumatori e degli utenti, operanti sul proprio territorio e presenti nell’elenco previsto dall’articolo 137 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, disposizioni per regolare i casi in cui la sospensione dell’erogazione delle prestazioni è legata a motivi tecnici, informando successivamente, con cadenza semestrale, il Ministero della salute secondo quanto disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 aprile 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27 maggio 2002.

ma-mi-faccia-il-piacereIl problema delle liste di attesa è annoso, tutti lo sanno e tutti lo conoscono – soprattutto i cittadini –, lo ammise perfino Rossi nell’infuocata assemblea di Bonelle del 31 marzo del 2015 (vedi: San[t]ità, e Rossi fu a Bonelle fra sassate del pubblico e carezze dei suoi).

Nonostante tutto, niente visita: il signore dovrà aspettare, ma non si sa quanto; e attendere che l’Asl di Paolo Morello Marchese dal Ciocco apra il calendario per l’anno venturo. Eviodentemente quando e come crederà  opportuno…

Signori dell’Asl è effettivamente come abbiamo riportato? I calendari sono chiusi? Ci passate una velina di rettifica o di spiegazioni visto che avete tre addetti-stampa (?) di cui due risulterebbero in posizione organizzativa (cioè riscuotono di più per coordinare 1 solo soldato semplice)?

Quanto starà la sanità “terno a lotto” di Rossi-Saccardi e dei vari marchesi del Ciocco a trasformarsi in “roulette russa”? Ce lo volete, dire per favore, senza che dobbiamo ricorrere al Mago Anubi…?

Vedi anche:

[Marco Ferrari]

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