malagiustizia. UNO SFOGO TRA IRONIA E PARADOSSI

Un nostro fedele lettore sulle stranezze di certe di certe Procure «Rapinatori incalliti che chiedono i danni e ottengono risarcimenti da coloro che, per difendersi li hanno feriti»

 

I NOSTRI giudici molte volte oltrepassano la fantasia, già notevole, della legge per sconfinare in quella molto prossima a divenire stupidità. Se non fosse per la materia importante come quella della giustizia potremmo considerare i record raggiunti come un’amena pagina del Guinness.

Invece no, siamo davanti alla più cruda realtà applicata sulla nostra pelle e per di più in aule dove dovrebbe risuonare insieme alla legge e alla equità della giustizia anche la logica. Non è questa un’osservazione particolarmente acuta bensì pura ovvietà.

Si assiste, impotenti naturalmente, a sentenze che non assomigliano più alla fantasia ma alla più ottusa stoltezza che, voglio sperare, sia la risultante non della applicazione degli articoli di legge ma da una privata e personalissima interpretazione altrimenti il panorama degli imbecilli dovrebbe essere radicalmente ampliato.

Banditi di chiara e consolidata fama che evadono allegramente fruendo di permessi concessi con ampia e sconsiderata fiducia in nome di ‘percorsi’ di recupero divenuti quasi sempre un mezzo per uscire di cella. Gente che stupra o delinque ma che non si vede comminare nulla più degli arresti domiciliari.

Parenti di delinquenti acclarati che, una volta freddati invocano giustizia dinanzi alle telecamere e trovano un sistema pronto a difendere quei diritti che in nessun altro paese verrebbero loro riconosciuti. Assassini presi sul fatto per i quali i telegiornali, al termine del servizio, danno, considerandola una notizia, per certo il loro stato di arresto come fosse un evento eccezionale.

Cosa avremmo dovuto conferire loro una medaglia? Pedofili che, mostrandosi particolarmente ‘disciplinati’ vengono messi in condizione di nuocere ancora. Ogni giorno si ascoltano sentenze, proscioglimenti e panegirici a sostegno di chi delinque che fanno rabbrividire qualsiasi mente normale, come la nostra, purché ancora raziocinante.

La magistratura oltre ad aver perso del tutto il buon senso sta offendendo ogni cittadino onesto che invece dovrebbe essere tutelato. Siamo all’assurdo. Mi aspetto da un momento all’altro che qualche magistrato decida, dopo dotte e arzigogolate valutazioni confortate dalla opinione di qualche etologo scoppiato che i responsabili delle corse clandestine palermitane siano i cavalli.

Essi avrebbero condotto sul posto gli inconsapevoli fantini i quali, costretti dalle scalpitanti voglie dell’animale e inchinandosi all’amore per i quadrupedi, per non deluderne le aspettative avrebbe accettato, contro voglia naturalmente, non di organizzare una gara ma di effettuare una ‘sgambatura veloce’ che, il caso ha voluto, si verificasse insieme ad amici.

Rischi anche per gli orsi colpevoli di non comunicare per tempo il loro passaggio ed il loro percorso, rei di abbandonare senza preavviso quegli spazi ove, pur essendone a pieno titolo inquilini, dovrebbe mostrarsi solo in occasione di un selfie turistico al quale accondiscendere docilmente e obbligatoriamente. Punibili senza possibilità d’appello.

Brutta situazione anche quella delle galline, già tenute, o meglio detenute, quasi sempre in condizioni impossibili che rischiano, alla fine, di vedersi accusare per aver scelto in piena coscienza e totale libertà il mangime sbagliato che non erano obbligate a beccare ma a discernere tra l’ampia scelta di quelli forniti dall’allevatore del quale si evidenzieranno e comproveranno le convinzioni ecologiche e le qualità morali, tutte certificate naturalmente.

Eliminarle potrebbe essere una soluzione equa e comprensibile? Un paradosso vero? Ridiamoci sopra ma l’impressione e che in buona misura c’è e non mi stupisce alla luce dei fatti, più di qualcuno che si arrovella con tenacia sui codici per rendere serie barzellette di questo genere. La cosa più tragica è che ci riesce… sempre più spesso.

[Fiore Di Monozzo]

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