meritocratici (denojantri). A PIEVE NIEVOLE NO!

Alcuni lettori della Valdinievole ci hanno fatto pervenire del materiale davvero interessante che si incastra a pennello con le vicende di Agliana che sembra un torrente in piena per le clamorose incongruenze introdotte
Il comandante Paola Nanni

AGLIANA — PIEVE NIEVOLE. Il Comune di Pieve a Nievole e il Servizio Associato Agliana Montale hanno un fattore in comune; il dirigente della Polizia Municipale succeduto nel tempo tra i due Comuni, ma con regole diverse, misurate e create ad personam.

Nel momento in cui è fallita la gestione Associata della Valdinievole Est di cui la dirigente Paola Nanni era la Vice Comandante, il Comune di Pieve a Nievole è rientrato in gestione diretta e si è dovuto dotare di un nuovo Regolamento del servizio di Polizia Municipale.

Fu così che il Consiglio Comunale di Pieve a Nievole con Delibera n. 14 del 15.3.2013 approvò il nuovo regolamento di cui si doveva dotare. Il parere di regolarità tecnica al regolamento in questione è stato dato dalla stessa Nanni, già dirigente del Servizio di Pm.

Nel documento relativo alla trascrizione integrale del dibattito consiliare a metà pagina la stessa asserisce che è la legge che conferisce le funzioni, ben diversamente, nel regolamento del servizio associato dei Comuni di Agliana e Montale scriverà tutt’altro.

All’articolo 6 comma 5, è previsto che gli agenti addetti al coordinamento e controllo (abusivi) nonché quelli addetti al coordinamento (legittimi) li nominerà lei, in quanto dirigente del Servizio associato.

Da notare il conferimento straordinario di “potere” che si sostituisce addirittura alla legge o almeno così sarebbe stato se i sindacati non si accorgevano della manovra nascosta tra le righe del testo, fermando il regolamento alla sessione della Commissione di pochi giorni fa.

Ma chi vuol favorire? I commissari hanno visto cosa Fragai ha portato all’esame della recente Commissione congiunta?

Chissà cosa ne pensano le Presidenti Gianna Risaliti e Rachele Santini: la seconda è anche ben consigliata, avendo la suocera che è stata una delle firmatarie del documento dei sindacati che dava il via libera all’approvazione dello stravagante regolamento e il suocero che è da sempre una potente risorsa (elettorale) del Pd aglianese, oltre che sponsor del Sindaco Mangoni.

il Commissario Pd Rino Fragaii

Scopriamo che nel 2013, la Nanni nell’articolo 4 (Organico e Profili, del regolamento PM del Comune di Pieve a Nievole), scriveva che i gradi hanno una mera funzione simbolica e distinguono il personale con l’apposizione sull’uniforme; nell’articolo 6 dedicato alla Dipendenza Gerarchica u. c. prevedeva che “La posizione gerarchica dei singoli dipendenti a parità di categoria e profilo professionale è determinata dalla maggiore anzianità di servizio“.

Regola già stabilmente vigente anche nell’inquadramento gerarchico del Regolamento Polizia Municipale di Agliana, oggi in revisione e famigerata modifica.

E dunque com’è che la dirigente Nanni non ha applicato i contestati criteri meritocratici, anche a Pieve a Nievole nel 2013?

La legge Brunetta – che rilanciava le capacità e il merito – è precedente, del 2009 ma la Nanni nella primavera del 2013 la ignorava, e a Pieve a Nievole prevedeva il diverso perché sterile (ma oggettivo) criterio dell’anzianità di servizio.

Questo è la status di regolamento che la Comandante Nanni ha lasciato in eredità in Valdinievole, tuttora in vigore.

Diversamente nella gestione associata dei Comuni di Agliana e Montale ci vogliono (Nanni, Fragai e Betti) convincere di voler inserire in tale regolamento un sistema meritocratico, che è altresì discrezionale e interpretabile.

Qual è in realtà la genuina motivazione di questa contraddizione? Riteniamo che non ci voglia un esperto di diritto costituzionale: la variazione del metodo è studiato a tavolino, con tecnica sintattica certosina che prevede l’inserimento nel testo di efficienti enunciati subdoli, per il confezionamento di criteri a hoc al fine di favore qualche unto del Signore?

La Presidente della Commissione 1, Avv. Rachele Santini

Ecco rispuntare una norma ad personam in un regolamento che – ad Agliana – doveva ricollocare un paio di agenti della stessa sua corrente (sindacale) tanto cara al commissario Fragai.

Un dirigente/comandante che scrive due regolamenti distinti in un lustro: una competenza davvero originale e innovativa, anzi creativa per come sembra cucire cappottini su misura con i più dorati bottoni?

Il numero di matricola individua da sempre la posizione del dipendente nella scala gerarchica e organizzativa. E come vorrebbe attribuirla nel nuovo Servizio Associato, scritto “non si sa da chi”?

A parità di differenziazione del grado (e perché non anche di maggiore anzianità generale?), la matricola è assegnata a fronte della complessiva valutazione del dipendente sommando la performance individuale, ricavabile esclusivamente dai punteggi dei giudizi di valutazione ricevuti nell’ultimo triennio (quindi dalla sommatoria della produttività degli ultimi 3 anni) e dal titolo di studio posseduto oltre a quello previsto al momento dell’accesso alla categoria.

Le Giunte comunali stabiliranno, in modo uniforme, la declinazione dei punteggi da attribuire e le relative metodologie di valutazioni. Ogni 3 anni il Comandante provvede alla verifica e all’aggiornamento delle matricole assegnate.

Il Consiglio Comunale di Agliana avrebbe approvato il contestato regolamento di pm?

L’attuale regola del Comune di Montale, vagliata dalla stessa giunta Betti (che oggi rinnega quel che ha scritto con il davvero “ottimo Comandante” Cataldo Lo Iacono nel maggio 2016) ha previsto che a parità di categoria, la gerarchia è determinata dall’anzianità nella categoria stessa e in caso di parità dall’anzianità nella categoria precedente.

Si tratta di regole ragionevoli, certe, oggettive e trasparenti che danno una struttura stabile nell’organizzazione del Servizio di Polizia municipale.

Le matricole non sono materia sulle quali delle Giunte devono metter le mani, commettendo un atto di pura ingerenza politica per decidere chi e come far salire e scendere nella scala gerarchica all’interno di una “funzione pubblica” che, diversamente, deve avere regole certe, definite e trasparenti.

Siamo in presenza di un comportamento bipolare che si contraddice profondamente nel confronto di due realtà gestite, in successione di tempo, dal medesimo funzionario che pare non sapere ancora tra l’altro chi sia l’Autorità Locale di P.S. nei territori che comanda e che dimostra di volere regole diverse per gestire situazioni ad personam!

[Alessandro Romiti]

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