misericordia lucca. MA, IL CORRETTORE?

L’Arciconfraternita lucchese, dispone di un correttore morale che non partecipa ai consigli del Magistrato
Don Lucio Malanca, correttore dell’Arciconfraternita

LUCCA. Abbiamo contattato il correttore morale Don Lucio Malanca venendo a sapere che ha sostanzialmente ridotto la sua funzione correzionale nell’Arciconfraternita lucchese.

Don Lucio non ha avuto difficoltà ad ammettere che “non segue” la Misericordia per i troppi impegni e ci conferma quello che riportano alcuni confratelli in relazione alla sua scarsa presenza correzionale.

Nella telefonata, il presbitero ci ha confermato di mancare nel direttivo da sempre e questa assenza – osserviamo noi – sembrerebbe in violazione dello Statuto generale della Misericordie che, all’articolo 22 stabilisce chiaramente che il Correttore “partecipa alle riunioni del Consiglio”.

Anche la bozza del nuovo Statuto dell’Arciconfraternita lucchese contempla (ex art. 28, vedi sotto) la figura del correttore come servitore spirituale di indirizzo dei confratelli e tale servizio, non sembra essere ridotto a pochi eventi occasionali come il rito della vestizione.

Estratto di art 28 della bozza di Statuto di Arciconfraternita di Lucca

Nel leggere l’articolo 28, rileviamo inoltre una contraddizione che ci permettiamo sommessamente di fare evidente all’attenzione del Magistrato: se la Confraternita è al servizio dell’Ordinario vescovile, perché sta scritto: della nomina del Correttore ne viene informato l’Ordinario del luogo, che provvede alla ratifica della nomina?

Dal periodo sembra che il Vescovo non possa suggerire altri presbiteri che saranno – a suo parere – più efficienti e la debba solo ratificare? Chi è che decide sulla nomina?

A noi, ci sembra di vedere un qualche possibile profilo di conflitto di interesse tra “controllori e controllati”.

Don Lucio, ci vorrà perdonare se ci permettiamo di fare delle sommesse considerazioni critiche, come le abbiamo già fatte oltre un lustro fa a un altro “correttore mancante” (rimasto addirittura in silenzio), e così osservare che la presenza di un pastore di anime è essenziale per assicurare alle Confraternite di tornare a viaggiare sulle ruote del Vangelo (vedete il secondo punto) come disse il compianto Vescovo di Pistoia Mansueto Bianchi oltre un lustro fa.

La circostanza che il presbitero sia impegnato nella principale parrocchia di città e altre sei (ma anche i legnaioli?), non rileva nel sollevarlo dalle incombenze che gli sono affidate nel ministero correzionale: se è tanto impegnato – ci perdonerà Don Lucio – potrà certamente rimettere il mandato al Vescovo che potrà individuarne altri, meno oberati dai servizi. O no?

Don Lucio non sa che esiste la facoltà della rinuncia? La “correzione spirituale” potrebbe essere proprio quella necessaria per gestire gli aspetti legati alla conduzione di una qualunque associazione cristiana, secondo le indicazioni evangeliche che sembrano ovunque “evaporate”.

rito della vestizione

Non siamo noi a dirlo, essendo questo un fenomeno oramai diffuso in ogni parte d’Italia, come insegna la cronaca di Isola Capo Rizzuto con il più grave dei fatti concernenti il correttore Don Edoardo Scordio, oggi a processo per i noti fatti di mafia.

Ci viene alla mente un passo da I Promessi Sposi, dove il Cardinal Federigo rimprovera Don Abbondio: …perché dunque, potrei dirvi, vi siete voi impegnato in un ministero, che v’impone di stare in guerra con le passioni del secolo?

Ma ancora, viene da chiedersi a che cosa servono le rituali celebrazioni della “vestizione” che vengono svolte presso le numerose Confraternite d’Italia se non hanno il crisma cristiano che viene coltivato anche dopo il rito?

[Alessandro Romiti]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT09G0626013807100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento