monsummano. NESSUNA CITTADINANZA ONORARIA PER ANTONINO DI MATTEO

La lotta contro la mafia tra politica e indifferenza
Antonino Di Matteo

MONSUMMANO. Si è conclusa con una bocciatura la proposta per il conferimento della cittadinanza onoraria al magistrato Antonino Di Matteo presentata dal Movimento 5 Stelle e da “Monsummano Terme Bene Comune” nel Consiglio comunale svoltosi il 15 maggio scorso.

Fumata nera dunque per quel riconoscimento che i consiglieri d’opposizione avevano chiesto di conferire a favore di colui che in questi ultimi anni rappresenta il simbolo più noto della lotta contro la mafia come anche la recente sentenza sulla cosiddetta “Trattativa Stato – Mafia” ha confermato.

Questa è la dimostrazione di quanto concretamente vengano considerati alcuni valori fondamentali che non dovrebbero essere in alcun modo condizionati da simpatie o interessi personali o di partito pur declinandoli nelle varie sensibilità. Segnali divergenti si erano già registrati negli incontri avvenuti prima del consiglio tra i vari Capigruppo.

Il Partito Democratico aveva addirittura ritenuto, per il tramite del suo segretario nonché Presidente del Consiglio, di discuterlo in fondo alla lista dei punti all’ordine del giorno nella mai celata speranza che ci fossero meno persone possibili a seguire la seduta consiliare.

Ma nonostante ciò il Consiglio comunale si è acceso proprio al momento della discussione della suddetta proposta che è stata avviata con le dichiarazioni dei proponenti sulle motivazioni oggettive della loro richiesta che però non sono state colte dai consiglieri di maggioranza.

Rinaldo Vanni

In verità la motivazione di questa bocciatura è emersa con l’intervento del Sindaco Rinaldo Vanni dove sono stati criticati alcuni aspetti che a suo avviso indicavano un obiettivo meramente politico smascherando così il suo disagio in quanto la proposta era giunta dall’opposizione e in particolare dal Movimento 5 Stelle.

Il resto della maggioranza ha così insistito con il voler rimandare e modificare il conferimento della cittadinanza onoraria ad un’istituzione anziché alla singola persona dando motivazioni generiche e fumose.

Tutto questo ovviamente non solo in contrastato con le dichiarate priorità della solidarietà a magistrati del calibro di Di Matteo ma anche con quanto avvenuto finora nei numerosi Comuni che hanno già deliberato la stessa proposta e che, soprattutto, erano in quel momento governati dal Pd.

Come se non bastasse si è assistito al nervoso tentativo del Presidente del Consiglio di bloccare la replica del consigliere Cioni mostrando ancora una volta la sua nota faziosità.

A questo punto, come ha sintetizzato il consigliere Conti alla fine del dibattito, non si può che prendere atto della linea scelta dalla maggioranza del Consiglio la quale vota all’unanimità di respingere il conferimento della cittadinanza lasciando un’amara delusione a coloro che ci hanno creduto e che hanno visto sprecare un’occasione di vicinanza umana all’uomo Di Matteo e un messaggio politico e culturale contro alla comunità contro la piaga mafiosa.

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