montagna da scoprire. LA LEGGENDA DELLA PEDATA DEL DIAVOLO

Un toponimo curioso e suggestivo per indicare un rilievo montuoso dove il maligno lasciò la sua impronta
Pedata del Diavolo in una vecchia cartolina. Archivio storico Cai Maresca

APPENNINO PISTOIESE. Pedata del Diavolo un toponimo curioso e suggestivo per indicare un rilievo montuoso di 1662 metri sul livello del mare dei monti appenninici del Comune di San Marcello-Piteglio.

Si raggiunge facilmente dalla ex-località sciistica di Pratorsi sopra Gavinana o dalla Casetta Pulledrari di Maresca , entrambe dotate di rifugi, purtroppo chiusi ed in precarie condizioni.

Arrivati ad un altro rifugio, questo sì aperto e funzionante, del Montanaro gestito dal Cai di Maresca si procede in direzione nord e poco dopo si giunge sulla sommità della “Pedata”, luogo da cui si può godere di un panorama di incomparabile bellezza, spostandosi un poco più in alto, verso il Monte Gennaio e se le condizioni di tempo sono favorevoli, si potrà assistere allo “spettacolo dei due Mari”, con la visione in lontananza del Mar Tirreno e di quello Adriatico.

Nei paraggi, un altro “monticello” con un nome non meno suggestivo che rimanda a tempi antichi e vicende oscure: il Poggio dei Malandrini, luogo ideale per fare i mirtilli, piuri, o come si dice da queste parti i “baggioli”.

Dirigendo lo sguardo verso nord, eccola lì, la “pedata”, imponente, brulla e scoscesa con una conformazione a triangolo rovesciato, che rimanda all’opera del maligno.

Pedata del Diavolo anni ’50. Archivio Storico Cai Maresca

Povero diavolo, sempre tirato in ballo dalla fervida fantasia popolare per spiegare in maniera colorita fenomeni bizzarri, apparentemente inspiegabili o opere ardite come i famosi ponti.

E anche in questo caso non mancano le leggende, come tutte curiose ed, essendo in Toscana, anche pungenti.

Si narra che il diavolo sceso in terra per spaventare i poveri diavoli di queste povere terre, s’affacciò sulla valle dell’Orsigna con fare terribile e minaccioso, ma alla vista degli abitanti cattivi e terribili quanto e più dei diavoli, ne rimase talmente terrorizzato che, per ironia di contrappasso, venuto per far paura si impaurì lui stesso e fuggì da questi monti a gambe levate.

Nell’impeto della corsa una sua grossa impronta si impresse indelebilmente sul terreno a testimonianza del suo passaggio e ancor oggi qui filo d’erba non cresce.

Al seguente link è possibile scaricare l’opuscolo realizzato per l’ex-Comunità Montana Appennino Pistoiese da Fabio Nesti, Roberto Recati e con i disegni di Laura Arcangeli: Itinerario della Pedata del Diavolo.

Le due cartoline che ritraggono la Pedata del Diavolo sono tratte da “Archivio foto storiche della montagna” del Cai Maresca ai seguenti link:

Si ringrazia per la gentile concessione.

[Marco Ferrari]

Monte Gennaio e Uccelliera

Crinale e sentiero 00

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