natale & immigrazione. NIENTE PALME IN PIAZZA DEL DUOMO: GRAZIE SINDACO

«A Milano, statene certi, l’amministrazione volle coccolare gli africani e gli asiatici costruendo davanti alla più importante chiesa un giardinetto tipico dei loro paesi natali; a Pistoia un sindaco nuovo e di destra ha adornato l’intera città con piante e arbusti che niente hanno a che fare con quei luoghi da cui arrivano miseria e malattie».
Una veduta dall’alto di Piazza del Duomo di Milano

PISTOIA. Quest’anno, l’albero di Natale in Piazza del Duomo a Pistoia sarà affiancato da altre piante. Varie, più o meno verdi, accanto al maestoso abete addobbato.

La città delle piante non potrebbe certo essere sprovvista di alberelli natalizi di vario genere tutti rigorosamente illuminati. Soprattutto data l’avvenuta visita del Capo dello Stato Mattarella che ha premuto il pulsante per l’accensione dell’abete principale accanto a Palazzo di Giano.

Quando venimmo a sapere del fatto che altri arbusti lo avrebbero affiancato, un brivido percorse la nostra schiena: ripensammo alle orride palme e agli orridi banani installati in Piazza del Duomo a Milano, sotto la bella madunina che splende e veglia sull’intera città.

Talmente lucente e talmente brillante che, per chi è pratico di quelle zone, addirittura da oltre Varese la si può ammirare, dunque dal confine con la Svizzera.

Un’onta difficilmente lavabile, quella derivante dall’accostamento di banani e palme alla Madonna issata sulla sommità del Duomo.

I più maliziosi pensarono subito che si trattasse di una carezza fatta agli immigrati africani e asiatici di cui Milano abbonda: un modo per farli sentire a casa loro. Siccome a Milano governa la sinistra, e siccome c’è chi vorrebbe pagare le famiglie italiane per infilargli in casa qualche clandestino, ci è concesso ritenere fondato tal dubbio.

Cosa ci interessa della presenza di qualche alberello nella capitale del nord? Il solito motivo per cui ci angoscia l’eliminazione di un presepe o di una recita natalizia: va a finire che i turisti, ma anche i milanesi stessi, si accorgeranno più delle banane che della Madonna d’oro. Anche perché, come avviene nei supermercati, le orride piante sono state posizionate all’altezza degli occhi, cosicché la mente di tutti venga invasa dal concetto scaturente.

Le palme in Piazza del Duomo a Milano

Perché tutto ha un significato, sebbene la nostra analisi possa apparire tirata per la giacca.

E come a Milano, statene certi, l’amministrazione volle coccolare gli africani e gli asiatici costruendo davanti al più importante edificio religioso della città un giardinetto tipico dei loro paesi natali, a Pistoia un sindaco nuovo e di destra ha adornato l’intera città con piante e arbusti che niente hanno a che fare con quei luoghi da cui arrivano miseria e malattie.

A Firenze, invece, come ricorderete, l’amministrazione permise che l’artista Ai Weiwei devastasse Palazzo Strozzi appendendo ad ogni finestra uno squallido gommone per ricordare gli invasori approdati sulle nostre coste, poi coccolati dai Sala d’Italia che installano anche giardinetti appositi. Il significato politico fu enorme, come affermò Montanari.

Adesso spetta ai preti evitare di imbarcarsi in certe esperienze mondane consistenti nella creazione di osceni presepi infilati dentro un canotto. O, al contrario, tirare le orecchie a chiunque voglia provarci.

[Lorenzo Zuppini]

 

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