QUELLA VERGOGNA DEL CIMITERO COMUNALE

«Si comincia dal rispetto di chi fu e si transita per l’attuale e quotidiana naturalezza di una società senza idee, senza principi e senza regole»
Cimitero comunale di Pistoia

PISTOIA. Vi sembrerà strano, ma questa testata on line, Linea Libera, nata libera e che sicuramente morirà libera, che ha appoggiato Alessandro Tomasi nella sua corsa a Sindaco di Pistoia attraverso alcuni suoi partigiani collaboratori, mentre altri diversamente hanno fatto, solleva subito un problema alla neo amministrazione chiamata di centro-destra.

Ovviamente dobbiamo dare tempo e modo a questo gruppo di configurarsi e di fare comprendere che veramente in Pistoia si vogliono cambiare le cose: dalle piste ciclabili sulle quali la Corte dei conti dovrebbe indagare, alle risorse umane che il Comune dovrà mettere in opera con un progetto non chiacchiericcio ma visibile.

Mi permetto: il Cimitero Comunale fa orrore. È una priorità. Si, lo è se il concetto di comunità e se la “diversità” che dovrebbe contraddistinguere una amministrazione da un’altra ha un senso.

Scrivo questo perché stamani ho desiderato manifestare il mio affetto ad una defunta dopo essere stato al cimitero della Misericordia che, a parte tutto, è godibile e quasi familiare (anche perché lì andrò).

Il Cimitero Comunale principale è uno schifo e chi pensa che tutto si traduca nella fuggevole e transeunte “viabilità terrena”, binomio fra razionalismo casereccio e materialismo ateo trova in questi spazi il suo connubio naturale perfetto. Fortunatamente (?) l’amministrazione comunale è cambiata.

Le parole non servono; andate e verificate se un luogo di sepoltura può essere ridotto a vergognoso non esempio di rispetto civico con tombe che franano, erba per ogni dove e vialetti impraticabili.

Non ci sono soldi? Chi li ha rubati? Altri invece parlano; attraverso le voci di chi pretende per loro rispetto e doveroso riguardo.

Si comincia dal rispetto di chi fu e si transita per l’attuale e quotidiana naturalezza di una società senza idee, senza principi e senza regole.

L’Italia nata dal post guerra, quella vigliacca e fuggitiva.

Il cimitero è lo specchio di una umanità; senza dover addentrarmi troppo indietro. Al momento i presunti ladri hanno anche ricevuto indennizzi per ingiusta detenzione; giustamente ma, ovviamente a spese nostre.

Se è vero che una comunità si riconosce dal rispetto per i suoi defunti e se è vero che, al momento, nessun ladro è in carcere e se è vero che anche il processo per presunti profittatori su lapidi, posti cimitero etc. è ancora in corso, questo cimitero “comunista” fa schifo.

Secondo la legge non scritta dei compagni che questi “barboni” hanno seguito e perpetrato, perché gli utili erano miserevoli e solo da becchini, cioè spiccioli, e quindi “una mancetta” proletaria, i morti non parlano.

Il rosso-Rossi, la Consip ed il Marroni, suo Imperatore, quell’assessore alla Sanità Toscana che parlava ai trattori di provenienza Fiat ed esperto in cimici, vedi Consip, che ha distrutto la Sanità, vedi Ospedale di San Marcello, invece parlano; attraverso le voci di chi pretende per loro rispetto e doveroso riguardo.

Si comincia dal rispetto di chi fu e si transita per l’attuale e quotidiana naturalezza di una società senza idee, senza principi e senza regole.

L’Italia nata dal post guerra, quella vigliacca e fuggitiva.

Il cimitero è lo specchio di una umanità; senza dover addentrarmi troppo indietro.

[Felice De Matteis]

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