ROCCHETTI: «SINDACI, AVVERTITE LA GENTE DEI RISCHI CHE CORRE!»

La Presidente del Comitato chiede ai primi cittadini di emanare un’ordinanza «atta a impedire la coltivazione di ortaggi e l’allevamento di animali da cortile nei territori esposti alle ricadute di microinquinanti dell’inceneritore di Montale, di proprietà del Cis S.r.l.»
Campi di rape e verdure nei dintorni dell'inceneritore
Campi di rape e verdure nei dintorni dell’inceneritore

MONTALE-PIANA. Ecco la richiesta inoltrata da Patrizia Rocchetti (Comitato Chiusura Inceneritore Montale) ai Sindaci Giacomo Mangoni (Agliana), Marco Mazzanti (Quarrata), Ferdinando Betti (Montale) e Mauro Lorenzini (Montemurlo) nella loro veste di responsabili della salute pubblica:

OGGETTO: Processi di biomagnificazione della catena alimentare, richiesta di emanazione di ordinanza sindacale atta a impedire la coltivazione di ortaggi e l’allevamento di animali da cortile nei territori esposti alle ricadute di microinquinanti dell’inceneritore di Montale, di proprietà del Cis S.r.l.

La sottoscritta Patrizia Annita Rocchetti, nata a Città della Pieve (Pg) il 29 Aprile del 1960, e residente in Agliana, via Provinciale 163 Agliana, in qualità di legale rappresentante e Presidente Pro-Tempore del Comitato in intestazione denominato Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale, con riferimento alla criticità indotta sul territorio dei comuni in indirizzo da ricadute di microinquinanti organici xenobiotici, di varia natura e classificazione chimica, in seguito denominati “Pops” (Persistent Organic Polluttants principalmente: Pcdd/Pcdf/Pcb),

LETTE E UDITE

– La relazione del Dr. Roberto Biagini del Dipartimento Prevenzione di Usl 3 di Pistoia, pubblicata nei lavori del convegni sugli inceneritori e rifiuti del 1-2 Dicembre 2011,

www.provincia.pistoia.it/ambiente;

– La delibera di Usl 3 num. 62 del 9.2.2013;

– La relazione del perito nominato dalla Procura della Repubblica di Pistoia, D.ssa Elisabetta Chellini e acquisita nel Proc. 2869/09, depositata il 22/12/2010; (all. A “pag. 42”), quale autorevole esperto in materia e applicato presso l’Ispo (Ist. Sup. Prevenzione Oncologica)

– La relazione presentata dal Dott. Coppi nella sessione pubblica del 21 Novembre 2007 presso il palazzo della Provincia di Pistoia, in relazione allo studio dei modelli di ricaduta dei Pops nelle aree circostanti all’impianto di incenerimento di Montale che hanno una modalità costante, seguendo l’orientamento di distribuzione indotto dalla presenza di “venti dominanti”, come consultabile dalla cartografia all’uopo elaborata dalla stessa Agenzia;

– Gli articoli pubblicati dal blog Q/News che si elencano con riferimento alla “url” di destinazione in linea per la consultazione;

L'inceneritore e le coltivazioni della Piana
L’inceneritore e le coltivazioni della Piana

– Gli articoli pubblicati dal quotidiano on-line Linee Future, con riferimento alla “url” di destinazione in linea per la consultazione

– Gli articoli apparsi in modo reiterato sulla stampa locale (l’ultimo in ordine cronologico è allegato B) in ordine alle evidenti criticità per la salute della comunità dei cittadini, crescentemente colpiti da malattie tumorali;

– La risposta pervenuta da Usl 3, a firma congiunta del Dott. Stefano Cantini e del Dott. Roberto Biagini, (allegato C) in ordine alla richiesta di un incontro per la raccolta di informazioni e definizioni tecniche in ordine alle notizie di cui sopra;

CONSIDERATA

La minaccia per la salute delle comunità dei cittadini residente, ovvero la probabile ricaduta di inquinanti microinquinanti organici Pops di sicura natura xenobiotica e sconosciuta distribuzione nella catena alimentare proveniente dalla coltivazione di ortaggi e l’allevamento di animali da cortile per la consumazione familiare.

ACCERTATA

Il Direttore dell’Arpat, Claudio Coppi, indica le aree di maggiore ricaduta dei microinquinanti dell’inceneritore
Il Direttore dell’Arpat, Claudio Coppi, indica le aree di maggiore ricaduta dei microinquinanti dell’inceneritore

La diffusione tra la cittadinanza della piana di Pistoia e Prato, della autoproduzione di orticoli di diversa tipologia, soprattutto a “foglia larga” oltre che alla prassi diffusa dell’allevamento di animali da cortile, destinati all’autoconsumazione famigliare,

VALUTATA

La probabilità di una distribuzione di dette sostanze xenobiotiche nella catena alimentare umana, anche attraverso prodotti derivati del latte, prodotti con latte munto da ovini e caprini, diffusi tra la popolazione nelle aree a maggiore attività rurale;

CHIEDE

Ai Sindaci tutti in indirizzo, preposti quale autorità sanitaria per la ricerca della tutela della salute dei cittadini dei Comuni di Agliana, Montale, Quarrata, Montale e Montemurlo di ottemperare e provvedere urgentemente alla emissione di apposita ordinanza sindacale utile ad “allertarle a non consumare cibo prodotto in loco”, come prescritto dal perito nominato D.ssa Elisabetta Chellini nella relazione depositata e riconfermata nella sua cogenza quale “buona pratica d’uso” in un’intervista di chiarimento alla professionista e quindi proibire l’uso di alimenti coltivati all’aperto e di ogni prodotto alimentare derivato dall’allevamento di animali da cortile, ovini o caprini.

Fatta salva e riservata di ogni eventuale azione di tutela prevista dalla Legge.

Patrizia Rocchetti
Presidente Comitato Chiusura Inceneritore

Scarica: Richiesta ai Sindaci

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