san[t]ità. IL MINISTERO DELLA SALUTE DISPONIBILE AD INCONTRARE IL CISADEP

“Desideriamo lavorare e collaborare con le istituzioni unicamente per garantire pienamente a tutti noi che abitiamo in queste aree disagiate e periferiche il diritto alla salute, garantito dall’Art. 32 della Costituzione”
Il logo del Cisadep

PORRETTA TERME. [m.f.] Il Cisadep, Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche, cui aderiscono 26 realtà associative del territorio nazionale, nato a Firenze il 5 novembre 2016 dall’esigenza di tutelare il diritto alla salute nelle aree disagiate, insulari e periferiche d’Italia, da una preoccupante deriva che vuole la sanità governata e ancorata a logiche numeriche e di mercato, il 30 gennaio scorso ha chiesto al Ministero della Salute un incontro per ridiscutere l’organizzazione della rete ospedaliera contenuta nel Decreto Ministeriale 2 aprile 2015 n. 70.

Il Ministero della Salute con nota del 29 maggio nel manifestare al Presidente dell’Associazione Emanuela Cioni, apertura ad esaminare le proposte anche in apposito incontro, ha però fermamente escluso la possibilità di rivedere il contenuto del decreto legge “sul quale – si legge nella nota – si sono espressi, tra l’altro, la Conferenza Stato-regioni e il Consiglio di Stato e al quale tutte le regioni si stanno conformando, riorganizzando la propria rete.”

Il decreto in questione tuttavia permette alle regioni di applicare, recependole o meno nella propria normativa, alcune disposizioni.

Così ha fatto la Regione Toscana che con il Dgr 1235 del 2012 non ha previsto, come la normativa nazionale permette, l’istituzione dei “Presidi Ospedalieri per le zone particolarmente disagiate”.

“Ci preme però far notare – scrive il Presidente del Cisadep nella risposta inviata al Ministero il 7 settembre scorso –, che interpretazioni differenti e difformi l’una dall’altra sull’applicazione delle linee guida del Dm 70 da parte di Regioni ed Asl diverse, genera una disomogeneità di risposte applicative nelle varie territorialità del Paese.

Chiediamo pertanto come Cisadep di avere quanto prima un incontro con i rappresentanti del Ministero della Salute per formulare le nostre proposte.”

Il Presidente del Cisadp Emanuela Cioni con il Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi

COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche (Cisadep) dopo innumerevoli e continui contatti con i diversi dicasteri che si occupano di sanità, ha ricevuto risposta da parte del Ministero della Salute, a sua volta sollecitato dalla Presidenza della Repubblica, che di fatto ha manifestato “la disponibilità degli Uffici tecnici di questo dicastero ad esaminare tali proposte, anche nel corso di un apposito incontro”.

Ringraziando e sollecitando la possibilità di un incontro, vogliamo cogliere l’occasione per ribadire in maniera netta e chiara alcuni punti fondamentali del nostro pensiero:

siamo un coordinamento che:

  • Rappresenta le diverse aree interne nazionali. infatti siamo presenti in quasi tutte le regioni.
  • Rappresentiamo aree interne periferiche che quotidianamente vivono:
    1. Problemi di collegamenti viari, di fatto aggravati dalle condizioni meteorologiche in alcuni periodi dell’anno e da una rete viaria spesso interessata da movimenti franosi e scarsa manutenzione.
    2. Territori ad alto rischio sismico, con un patrimonio artistico, culturale, enogastronomico e di biodiversità immenso.
  • Rappresentiamo la tradizione e quanto di bello la nostra Italia offre.
  • Rappresentiamo territori dove i tagli ai servizi, in nome dell’esigua popolazione, e l’impossibilità di accedervi da parte dell’utenza. a causa delle distanze e la mancanza di collegamenti, ha portato alla rinuncia alle cure delle fasce più deboli della popolazione, in particolare i nostri anziani.
  • Rappresentiamo la presa di coscienza di cittadini comuni di fronte a problemi sempre più grandi. Non facciamo politica. denunciamo i problemi che viviamo, siamo il prodotto e la presa di coscienza di oltre 20 anni di completo abbandono da parte della politica.
Il Ministero della Salute

Tutto ciò per ribadire che: abbiamo scelto di vivere queste terre, non di morire abbandonati da tutto e tutti. Educhiamo i nostri figli a vivere la vita a testa alta, vogliamo per loro un futuro fatto di servizi sanitari sicuri con le stesse possibilità di cura e sicurezza che hanno i loro coetanei nelle città.

Chiediamo attenzione per i nostri problemi, non ci bastano disegni di legge presentati e lasciati in un cassetto.

Non bastano i richiami della Conferenza Stato Regione in merito all’organizzazione dell’assistenza pediatrica nelle aree disagiate e interne.

Non accettiamo la chiusura dei punti nascita in nome di una sicurezza tanto decantata ma assente nella pratica.

Quale sicurezza diamo ad una partoriente affidata nel momento del travaglio ad un’ambulanza del 118 in condizioni climatiche avverse e collegamenti difficoltosi?

Desideriamo lavorare e collaborare con le istituzioni unicamente per garantire pienamente a tutti noi che abitiamo in queste aree disagiate e periferiche il diritto alla salute, garantito dall’Art. 32 della Costituzione, mediante la progettazione, il mantenimento, l’attivazione, l’organizzazione di veri, efficienti, efficaci, adeguati e sicuri servizi sanitari di emergenza/urgenza ospedalieri, territoriali e rispondenti alle situazioni concrete dei nostri territori che consentano a tutti di poter continuare a condurre dignitosamente, prevenendo i disagi, la loro esistenza in queste aree.

È su queste basi che, con proposte concrete e lineari, chiediamo con urgenza e in maniera pressante il confronto con il Ministero della Salute e poi con la Conferenza Stato Regioni, onde arrivare ad un miglioramento effettivo, efficace e funzionale. del Decreto n. 70 del 2015 e di tutta la legislazione relativa, che non ha affrontato compiutamente i problemi delle aree periferiche e disagiate, lasciando molte questioni irrisolte e molti aspetti incompiuti, lacunosi, soggetti alla libera interpretazione dei singoli e spesso senza indicazioni nell’organizzazione dei servizi sanitari nelle nostre aree particolari, che non possono essere ricondotte e considerate identiche a quelle urbane, come il Decreto fa, cosa che sta portando all’abbandono sanitario delle nostre popolazioni e favorisce la desertificazione del territorio, per cui non c’è più tempo da perdere.

Vogliamo non solo essere ascoltati da chi pratica la politica per professione, vogliamo attenzione concreta alle nostre problematiche, niente e nessuno può farci desistere, ne va del futuro e la sicurezza dei nostri figli, dei nostri padri, di noi stessi.

Siamo qui per costruire fatti concreti.

Emanuela Cioni
Presidente Cisadep

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