scuola. ESCLUSE DAL RUOLO, PRESIDIO DAVANTI AL PROVVEDITORATO

Una delegazione di insegnanti con i consiglieri comunali di Fdi e il coordinatore regionale Torselli hanno incontrato il provveditore. Le maestre chiedono un decreto d’urgenza da parte dell’attuale governo che sospenda i provvedimenti di revoca del ruolo e dei depennamento dalle GaE. Sabato manifestazione con corteo
Oggi il primo giorno del presidio

PISTOIA. Sotto l’ufficio scolastico provinciale con tamburi, cori e striscioni dalle 13,30 alle 17,30. Oggi è iniziato il presidio permanente di protesta delle docenti diplomate magistrali a cui nei giorni scorsi sono arrivate le prime revoche del ruolo e i primi depennamenti dalle graduatorie Gae (ad esaurimento).

Un presidio “rumoroso” quello di La Maestra Non si Licenzia per contestare il depennamento da Gae e la revoca dei ruoli che hanno colpito le colleghe pistoiesi, dovuti alle sentenze 1011/2017 e 1042/2017 della Corte d’Appello di Firenze, proprio in questi giorni..

Nel primo giorno del presidio permanente in via Mabellini, non hanno fatto mancare la propria solidarietà tra gli altri il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, con i consiglieri comunali Elena Bardelli, Daniele Vannelli, Emanuela Checucci, il responsabile regionale del dipartimento Lavoro Giovanni Grossi, il coordinatore regionale del partito Francesco Torselli (arrivato verso le ore 16), l’onorevole Manuel Vescovi. Era presente anche una rappresentanza di Anief e Ugl. Il senatore Patrizio La Pietra ha assicurato la propria presenza nei prossimi giorni.

Il sostegno del sindaco Tomasi

La dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale ha ricevuto poi una rappresentanza di maestre accompagnate dai consiglieri comunali e dal coordinatore regionale di Fdi Torselli

Le maestre a gran voce hanno ribadito il proprio no ai licenziamenti ed hanno chiesto un decreto d’urgenza subito”.

A settembre l’inizio dell’anno scolastico, se non si interverrà nel frattempo, sarà fortemente a rischio perché mancheranno i docenti e le classi potrebbero essere scoperte e i primi a pagarne le conseguenze saranno gli alunni.

“Un provvedimento folle vorrebbe mandare sul lastrico 55 mila insegnanti” ha commentato il coordinatore regionale di Fdi Torselli. “Un altro regalo della Buona Scuola di Matteo Renzi. Anche per cancellare assurdità come questa serve alla svelta un governo nazionale.. Capito, Presidente Mattarella?”.

.. e quello dei rappresentanti di Fdi

Dal Povveditorato è stato sottolineato che il licenziamento di 17 insegnanti con il ruolo è stato inevitabile visto l’applicazione della sentenza negativa della Corte d’appello.

È stato fatto presente che queste insegnanti non perderanno il punteggio maturato e che torneranno in seconda fascia di istituto (probabilmente per ricoprire, a settembre, gli stessi posti su cui avevano il ruolo, fino al compimento di 36 mesi di reiterati contratti e a quel punto non avranno più la possibilità di lavorare su posti vacanti e disponibili)”.

La provveditrice stessa ha ammesso la possibilità dei licenziati di poter rientrare nei propri ruoli attraverso un ricorso straordinario al giudice di lavoro (fortuna che si voleva interrompere la strada dei ricorsi).

È  stata sottolineata poi la carenza di personale da immettere in ruolo da settembre, quando, a seguito di tutti i depennamenti, si troverà di fronte a graduatorie pressoché vuote (con poco più di 20 persone per infanzia e circa 15 per primaria).

Tutti hanno convenuto che la soluzione debba essere politica e debba essere trovata urgentemente visto la fissazione dei meriti anche da parte dei giudici amministrativi.

Con gli striscioni sotto l’ufficio Scolastico Provinciale

Le maestre chiedono un decreto d’urgenza da parte dell’attuale governo che sospenda i provvedimenti di revoca del ruolo e dei depennamento dalle GaE

“Mi unisco alla richiesta delle maestre: decreto di urgenza subito e riapertura delle GaE. Si tratta -— ci ha detto Elena Bardelli, consigliere comunale di Fdi — di provvedimenti ingiusti che vanno a colpire lavoratori con diritti acquisiti, grazie ai quali è stato assicurato il servizio Scolastico ai nostri ragazzi.

Gli ultimi governi sapevano di questa situazione ma hanno abbandonato i maestri ai ricorsi e alle sentenze della magistratura.

La buona scuola che doveva sistemare i precari di fatto li ha moltiplicati in quanto 55mila docenti in Italia si ritroveranno a fare i supplenti a vita senza avere più la possibilità del ruolo, A Pistoia rischiamo il posto 130 docenti passati inruolo. Mentre 400 rischiano di essere estromessi dalle GaE”.

Il presidio terminerà venerdì 11 alle ore 17.30 ma intanto per sabato è stata fissata una manifestazione con corteo per le strade della città.

[Andrea Balli]

 

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