terzo settore. IL VOLONTARIATO È TUTTO FUORI LEGGE?

Stimolati dalle notizie che provengono dalla associazioni di volontariato, abbiamo incontrato e intervistato Giuseppe De Stefano, già dirigente nazionale delle Misericordie, oggi “poco fraternamente” emarginato
Il già consigliere nazionale della Confederazione Misericordie Giuseppe De Stefano durante l’intervista rilasciataci

NAPOLI — ROMA. Giuseppe De Stefano lo avevamo già incontrato per altre questioni, dedicate alle vicende della Confederazione delle Misericordie.

Oggi lo intervistiamo nella sua Napoli, riguardo alle notizie che pervengono dagli uffici giudiziari di molte regioni per questioni che investono le relazioni di lavoro dei dipendenti dentro alle associazioni di volontariato.

De Stefano proviene dalla Misericordia di Agerola e ha recentemente aperto uno squarcio sul telo di reticenza che opprime il mondo del volontariato (si tratta di una falsa e non dovuta forma di autodifesa, che ingenera e autorizza il perpetuarsi di malversazioni), creando non poco scompiglio. Per questo è stato intervistato anche da Al jazeera (vedi dal 17’50”) sulle vicende criminose di Isola Capo Rizzuto e sulle quali è aperto il processo penale.

La Tv araba, ha realizzato un eloquente servizio destinato – ahinoi – ad aumentare nel mondo la nostra connotazione di paese oppresso dalle mafie e dai metodi mafiosi.

Le maestranze delle Misericordie, sembrano essere tutt’ora oggetto di prevaricazioni e ingiustizie, ma non sono sole, riguardando – questo problema – la generalità delle associazioni di volontariato e soprattutto quelle applicate nel soccorso sanitario del 118, in ogni parte d’Italia.

In basso a destra il volontario sindacalista Ndoye denuncia la pratica diffusa del lavoro a nero nelle Associazioni di volontariato che operano con il 118

La questione, semplificando molto, è chiara: se le associazioni di volontariato operano nel sociale sfruttando il servizio incondizionato dei volontari che si donano in modo altruistico e disinteressato, non dovrebbero consentire qualunque attività di carattere lucrativo, destinate inevitabilmente a far scatenare appetiti crescenti e allargati a cordate di profittatori e alla criminalità organizzata che, nel solo Cara di Isola C.R. hanno sottratto oltre 100 milioni di euro.

Si tratta di una commistione di attività che genera – dimostratamente – delle gravi distorsioni e illeciti, investendosi poi anche l’immagine, la coscienza e la dotazione di spiritualità di chi opera nel bene, senza alcun interesse di remunerazione, colpendo la comunità dei volontari, tutti indistintamente impegnati in modo altruistico e incondizionato.

Dietro a tutto questo, sembra che la pratica del sub-appalto del servizio erogato in tutta Italia per il 118 (con Asl e Regioni), quanto per l’accoglienza dei migranti con le Prefetture, sia da sempre afflitta da un secolare vizio di tipo giuridico e conseguenti implicazioni di rilevanza fiscale, appunto perseguite dalle fiamme gialle.

Il Presidente della Confederazione Roberto Trucchi

La non perfetta coincidenza tra l’ente firmatario, già titolare delle convenzioni e i reali erogatori dei servizi sembra essere il vero motivo causale dell’invio di una cartella esattoriale da 20 milioni di euro alla Confederazione delle Misericordie che avrebbero delegato numerose fraternite locali, senza che venissero registrati e contabilizzati con regolari fatture i movimenti di denaro tra le parti, ivi compreso il margine operativo residuo di circa il 5%.

Questo non avviene e non è mai avvenuto in numerose associazioni.

Giuseppe De Stefano è stato accurato e preciso, nelle sue argomentazioni, disponendo di un interessante archivio di documenti ( che ci impegneranno in una lunga analisi e che pubblicheremo prossimamente), registrando un pesante silenzio da parte del Presidente Roberto Trucchi e del Vescovo di Prato Mons. Franco Agostinelli insieme al Cardinale Giuseppe Betori, al quale ci rivolgemmo quasi un anno fa.   (continua)

[Alessandro Romiti]

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