TICKET SANITARI PIÙ ALTI PER I CITTADINI PER COLPA DELL’UTILIZZO DEI VOUCHER DA PARTE DELLE IMPRESE

La FP CGIL di Prato denuncia: «Nel 2016 nella zona dell’Asl Toscana Centro sono stati utilizzati 3.654.824 voucher sui quali non si applicano le tasse che servono a finanziare il sistema sanitario»
Voucher

PRATO. Il segretario della Fp Cgil di Prato Sandro Malucchi analizza – in una nota — il fenomeno del ricorso al pagamento dei lavoratori tramite i voucher e i riflessi sulla sanità locale.

“Ad ogni voucher utilizzato dalle imprese corrisponde un minor introito di 75 centesimi da destinare ai servizi sanitari”. Apparentemente una piccola cifra che però assume ordini di grandezza impressionanti se si rapporta alla zona della Asl Toscana Centro e alla Regione Toscana.

“Per le zone di Prato, Empoli, Pistoia e Firenze è valutata pari a 2.750.000 euro la quota di esenzione della tassa Irap che finanzia la sanità. Tassa che è non è dovuta se si retribuisce il lavoratore tramite i voucher invece che tramite una qualsiasi altra forma contrattuale”.

Secondo la Fp Cgil che analizza il documento dell’Inps Bilancio della Toscana 2016 i numeri assumono altra rilevanza in relazione alla Regione.

Sandro Malucchi

“Il mancato pagamento dell’Irap si attesta, nel 2016, a 7 milioni e 200.000 euro. È evidente che l’utilizzo dei voucher che governo e maggioranza parlamentare hanno reintrodotto nella legge di stabilità produce un danno a quei lavoratori che, nei settori del commercio, dell’industria e dei servizi, non hanno un lavoro stabile.

Ma un ulteriore danno è prodotto sui malati che non potranno fruire degli introiti della tassazione sul lavoro destinati al sistema sanitario”.

Da qui una duplicità di possibili conseguenze segnalate da Malucchi: “Assisteremo verosimilmente ad una riduzione dei servizi sanitari o un contestuale aumento dei ticket. Per la zona dell’Asl Toscana Centro 2.750.000 euro di mancato introito significano non potersi permettere l’acquisto e l’installazione di un acceleratore lineare di radioterapia o non riuscire a garantire la strumentazione per ulteriori 68.000 interventi chirurgici.

Sinceramente — conclude il sindacalista — pagare meno il lavoro e ridurre i diritti dei lavoratori per pagare di più la sanità ci sembra un arretramento della logica e della civiltà”.

[fp cgil prato]

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