toscana pride. INSORGONO I DIPARTIMENTI TOSCANI DI FRATELLI D’ITALIA

"Respingiamo ogni volontà di voler far passare legittime e naturalmente accertate teorie fuorvianti e anomalie che riguardano una percentuale minima della popolazione, così come rigettiamo l'introduzione forzata dei corsi di formazione per docenti ed assistenti scolastici che ipotizzano la teoria Gender"
La locandina del Toscana Pride 2018

FIRENZE. C’è indignazione nei dipartimenti toscani di FdI in merito al Toscana Pride che si terrà sabato 16 Giugno a Siena. I responsabili Emanuela Busetto, Giovanni Grossi, Valerio Lago, Ilaria Michelucci, Elena Bardelli, Fabrizio Pellegrini, Ezio Lucacci, Materazzi Sabrina, Marco Spinelli e non per ultimi il segretario regionale di partito Francesco Torselli e la coordinatrice dei dipartimenti Marina Staccioli pongono l’accento sulla manifestazione che vedrà accendere eventi con la presenza di minorenni delle famiglie arcobaleno.

L’onorevole Giovanni Donzelli dal suo blog spiega bene come anche Pd, centrosinistra e Movimento 5 Stelle aderiscono a progetti e manifestazioni che, direttamente o meno, favoriscono poligamia e il ricorso all’utero in affitto, pratiche vietate per legge dalla Costituzione italiana.

Il consigliere regionale Paolo Marcheschi ha invece interrogato la Regione in merito al progetto P.O.Ster. (Pensare oltre gli Stereotipi) chiedendo i nomi degli istituti aderenti e i soldi stanziati ed effettivamente elargiti dalla Società della Salute pisana.

Il logo di Fratelli d’Italia

Il nostro pensiero esclude l’omofobia, ma non possiamo accettare il significato prettamente politico di un evento che si avvale del patrocinio di ben 85 enti pubblici di cui Province e Comuni dove spiccano Siena, Massa Carrara e Pisa capeggiate dalla Regione Toscana a guida Enrico Rossi, ed anche 100 realtà fra Enti ed Associazioni che trovano la loro quota ripartita fra Arci, Cgil, Uisp ed Anpas.

Respingiamo ogni volontà di voler far passare legittime e naturalmente accertate teorie fuorvianti e anomalie che riguardano una percentuale minima della popolazione, così come rigettiamo l’introduzione forzata dei corsi di formazione per docenti ed assistenti scolastici che ipotizzano la teoria Gender. Deviazioni che dirottano verso il pensiero unico dominante che si contrappone alle leggi della natura.

Difendiamo l’individuo nella sua unicità ma non permettiamo che il decadimento culturale colpisca la nostra società a partire dai valori universalmente riconosciuti della famiglia intesa come madre, padre e figli.

La sinistra e le associazioni a lei legate intendono imporre un modello di nuova società principalmente indirizzando giovani menti verso uno stereotipo privo di valori sociali e culturali. Riteniamo opportuno si proceda con verifiche e controlli sull’utilizzo di denaro pubblico elargito in spesa improduttiva e per fini vietati dalla legge.

[fdi toscana]

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