volontariato. NON CARENZE, MA CRISI DI SISTEMA AL 118

Crescono le difficoltà del servizio di emergenza del 118, da prestarsi con le associazioni convenzionate e obbligate a fornire squadre di volontari professionalizzate
Mezzi di soccorso

FIRENZE. Nella calura estiva, si incrementano le richiese di intervento del 118, afflitto da una costante carenza di volontari e questo, in tutto il territorio nazionale. La questione è tutt’altro che limitata e sembra investire l’intero paese, come riportato da un altro quotidiano che rimarca la problematica nel servizio 118 pugliese che rincara, purtroppo, la dose.

Il collega Antonio Loconte fa una analisi critica al sistema e specifica: “… già il fatto che una onlus assuma 4 dipendenti, pagati grazie ai soldi passati dalla Asl, è una grossa anomalia. Certi presidenti, vecchi e nuovi, vedono franare il terreno sotto i loro piedi; la possibilità di ricattare nel modo peggiore ragazzi volenterosi, padri di famiglia, donne sole che hanno bisogno del pane quotidiano. Abbiamo raccontato più volte della madre di tutte le lamentele: i soldi che passa la Asl ogni mese sono pochi per la gestione della postazione (di soccorso d’emergenza ndr)”.

Le considerazioni, sono sovrapponibili nella nostra Toscana, ma non sembrano esserci Regioni che sono indenni da queste criticità che costituiscono una vera e propria “crisi di sistema” alla quale serviranno delle cure strutturali importanti e che troveranno spazio solo in un intervento legislativo nazionale di riforma del “terzo settore”, eliminando le collusioni e promiscuità fino a oggi riscontrate tra “controllori e controllati”.

Ci sembra chiaro che uno dei motivi che sembrano rallentare la riforma del settore è sicuramente demandabile alla resistenza di coloro che hanno un benefico riflesso nello (indiretto) sfruttamento dello status quo e questo, almeno finché avrà a durare.

Anche l’Agenzia di controllo (denominata “Nuova rete”) che avrebbe voluto creare il presidente delle Misericordie della Toscana Alberto Corsinovi, sembra non trovare il consenso della comunità delle Confraternite: seppur disponendo di più poteri (a quelli della Confederazione nazionale), tale organismo manca di un requisito essenziale cioè l’indipendenza ovvero la terzietà.

La sede del 118 a Pistoia

Anche in Misericordia il fatto di una costante emorragia di volontari sembra divenire un’oggettiva afflizione con l’abuso di utenti del servizio civile che si trovano in una posizione equivoca; considerata l’esperienza acquisita, cessato il periodo di “volontariato civile” sono invitati in modo più o meno esplicito a proseguire l’impegno, per supplire alla carenza di volontari, questi ultimi non retribuiti, come dice la parola.

Si veda il caso della Misericordia di Camporgiano, l’Arciconfraternita di Lucca dove ci risulta che la centralinista sia costretta a numerose telefonate (supplicando i volontari a dare la loro disponibilità), quella di Capannori, dove ci riportano che i volontari vengono “confortati” da un cadeau straordinario in euro (per fare il turno di notte) o la Confraternita di Benevento, Caivano (uscita dalla confederazione per liti con il board di via dello Steccuto), ma anche di Agliana o Prato dove, in quest’ultima Arci risultano solo 45 volontari disponibili alla copertura dei servizi sanitari.

In questo panorama, restano indifferenti alle criticità solo le “confederazioni nazionali” che appaiono come industrie “travestite” da sindacato federativo che non hanno al loro servizio nessun volontario, ma un organigramma ricco di dipendenti, Direttori generali e Amministratori, certamente ben stipendiati in differenza dell’esercito di volontari.

Sono le Confederazioni nazionali e che stipulano i contratto di appalto per la gestione dell’accoglienza dei migranti (C.a.r.a., famigerato quello di Isola Capo Rizzuto) e che poi sub-appaltano alle agenzie locali, seppur che molti affidamenti dello Stato, non prevedano l’ipotesi di subappalto.

Il quadro è ulteriormente complicato dalle incongruenze che sono riconducibili alle nuove direttive comunitarie, che vedrebbero bocciata e illegittima la formula del “rimborso delle spese” erogate dalle Asl alle associazioni; queste sono chiamate al presidio dei servizi di emergenza, da attuarsi secondo standard europeisti (leggi: con bandi di gara), non con delle concessioni dirette a privilegiare associazioni in “convenzione” (leggi: “tengo famiglia”) che sono a rischio di possibili collusioni con gli apparati amministrativi delle Regioni, ovvero le Asl che le incaricano per il 118 (leggi: ricerca di consenso politico).

Insomma, riconoscendo la questione propria di evidente rilevanza socio-politica è da sperare che il nuovo governo provveda con delle misure di riorganizzazione radicale del sistema e citando Ennio Flaiano, non ci resta che osservare come la situazione sia grave ma non seria.

[Alessandro Romiti]

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