wonderland planet. QUO VADIS, BREXIT?

«Personalmente io non sono contro o a favore della Brexit, sono contro le “vaccate”. Sono contro la gente che va a votare di pancia, che va a votare senza nemmeno aver capito il quesito, manipolati da politici da strapazzo che, una volta ottenuto il loro scopo, non hanno un piano pronto»
Ecco il messaggio dei mercati
Ecco il messaggio dei mercati agli inglesi della Brexit

FINCHÉ SI SCHERZA va bene. Ma qui non si scherza per niente: ci risiamo con gli anni 30 del secolo scorso; la gente non ha memoria, soffre per l’ipad che non ha, e non ricorda più l’epoca in cui moriva di fame, quando i confini si chiudevano, i commerci divenivano autarchici e di lì a poco avrebbero dato spazio alle armi.

In questo clima capitano cose come queste (vedi & vedi) in cui il Sir di turno, poco Sir e molto stupid, inveisce contro i “fottuti irlandesi”: peccato che sia il proprietario della principale catena di alimentari dell’Irlanda (gruppo Bhs)!

IL CROLLO DELLA STERLINA

Vi abbiamo dato conto, venerdì, del crollo della sterlina, che sembra tanto la replica della notte della Brexit, con una differenza: qui è accaduto qualcosa di premeditato, a sangue freddo.

Infatti l’andamento successivo, del cambio sterlina/dollaro, ci permette di scartare l’ipotesi di un flash-crash, ovvero di un incidente di percorso. Avevamo avuto questo dubbio a caldo, e oggi anche il Fatto rilancia questa ipotesi.

Ma ora, riflettendoci, l’ipotesi non appare probabile. Se così fosse, il cambio avrebbe recuperato completamente il crollo, e invece ha oscillato per quasi tutto il giorno ben al di sotto del valore di apertura, chiudendo la settimana con un calo record del 4%.

popcorn buckets 001
popcorn buckets 001

La verità è che i mercati si sono schierati e sono contro il governo inglese: rimasti un po’ a guardare il post-Brexit, non hanno affatto gradito le ultime sparate della May e dei suoi ministri.

Questo è il primo avvertimento. Qui non si tratta di buoni e cattivi, di bianco e nero.

Si tratta di usare il cervello, dove usare il cervello significa evitare di imbastire partite a poker per meri calcoli personali e di partito.

Significa cioè fare la Brexit tenendo conto degli interessi economici del Paese e degli investitori, che si riflettono poi sul benessere della popolazione. E questo può realizzarsi solo con un uscita pienamente concordata con l’Ue.

Ma non sembra la strada presa dalla May, la quale, in ogni caso, ci farà divertire (mi raccomando la scorta di popcorn).

NON CI SONO PIÙ GLI INGLESI DI UNA VOLTA

Margaret Thatcher, che era una con le palle, seppe trattare in modo durissimo con l’allora Cee, portando la Gran Bretagna dentro l’unione alle condizioni che per decenni hanno consentito agli inglesi di fare ciò che hanno voluto, ricevendo paccate di miliardi.

Oggi abbiamo un disastro politico, e prossimamente economico, causato da regolamenti di conti interni al partito conservatore.

Tutto il mondo è... paese
Tutto il mondo è… paese

L’esito è noto a tutti e, come effetto collaterale, ha portato al potere una deputata, la May, che pur essendosi battuta per il “remain”, ora cavalca come un Peron qualsiasi, l’ondata anti-tutto che ormai sembra travolgere ogni ragionamento all’interno della più antica democrazia del mondo.

Questa cialtrona (ormai mi tocca chiamarla così) invece di spiegare agli inglesi che l’immigrazione ha arricchito il Regno Unito di fior di laureati europei, per coprire figure professionali per le quali non bastano i laureati inglesi, invece di spiegare che senza gli operai polacchi il settore edile chiuderebbe domani perché i ragazzi inglesi non vogliono quel tipo di lavoro, cavalca il vento della cosiddetta Inghilterra profonda in modo dilettantesco, lasciandosi andare a sparate xenofobe durante il congresso dei conservatori come se nessuno li stesse ad ascoltare.

Domandona (che riguarda anche noi): ma non sarà che nell’atteggiamento della May c’entra il fatto che lei è una premier non eletta?

In ogni caso appare chiaro sempre di più come la Brexit sia stato un regolamento di conti all’interno del partito conservatore.

In tutto questo i laburisti incredibilmente tacciono (pare che Corbyn sia stato avvistato nel migliore ristorante di Londra, mentre, tra un bicchiere di bianco e un’aragosta, scambiava dotte opinioni sulle fantastiche proprietà del cachemire, con un tizio di nome Bertinotti).

LE LISTE INFAMI

IL COMODO LORO E LA STRANA AMNESIA

Accade quindi che si chiedano alle aziende di creare liste di lavoratori stranieri da fornire al governo; che si ingiunga alle scuole di fare lo stesso con gli studenti, da sempre una ricchezza per questo Paese che li tosa senza pietà in cambio di un master o un semplice corso di lingua inglese.

E tornano le liste di proscrizione
E tornano le liste di proscrizione

Accade che, e queste sono le ultime, chiedano alla prestigiosa London School of Economic, la lista dei docenti stranieri, affinché vengano esclusi da ogni forma di consulenza alle istituzioni pubbliche in nome della sicurezza nazionale, cui fa seguito un’altra stupida dichiarazione della May, secondo la quale, i medici stranieri che lavorano negli ospedali (senza i quali la sanità inglese si bloccherebbe) per ora possono continuare a lavorare, ma solo fino a che lo stato inglese non avrà provveduto a formarne di suoi…

Se la May vuole consulenza su come si coltiva il grano nelle aiole, possiamo provvedere. Intanto, restiamo in fiduciosa attesa dell’espulsione dei calciatori stranieri dalla Premier League.

D’altro canto si sa, gli inglesi hanno visto i loro stipendi abbassarsi a causa dell’appartenenza all’Ue. O forse a causa delle politiche economiche del governo? La seconda che hai detto, caro… Ma la May questo non lo dice.

UN SILENZIO ASSORDANTE ROTTO DALLA MERKEL

Pare però che agli altri Stati non importi granché di quanto accade in Gran Bretagna, forse perché tutti intenti a fabbricare fuffa per le loro opinioni pubbliche, forse perché non colgono, non capiscono.

Per esempio, noi italiani quest’anno ci siamo trasferiti là in 16mila, ma Renzi e i grillini sono troppo presi dal dibattere sul nome da dare al quesito referendario di dicembre.

Così finiscono i matrimoni di convenienza
Così finiscono i matrimoni di convenienza

Per fortuna qualcuno s’è scocciato, si chiama Merkel ed è tedesca: ieri ha detto chiaro e tondo alla May che se lo possono scordare il mercato unico se l’andazzo è quello che si prospetta.

I tedeschi hanno molti difetti, però in certi momenti riescono anche a non guardare solo il proprio ombelico.

Accadde quando, nonostante fossero il primo partner commerciale della Russia, imposero le sanzioni; accade ora che sono anche il primo partner commerciale europeo del Regno Unito.

In effetti la premier inglese dimentica che Rolls Royce, Bentley, Mini Cooper, Ac sono oggi di proprietà tedesca (Bmw e Volkswagen) e che ci vuole un attimo a chiudere ciò che resta della manifattura britannica e trasferire tutto in Germania.

UN GRANDE REGALO ALLA GERMANIA

Tra l’altro gli industriali tedeschi si fanno grasse risate nel vedere come il governo inglese si spari sui piedi.

Infatti sono ben felici di accogliere la manodopera straniera altamente qualificata, in primis… gli italiani, ritenuti i migliori e con la mente più aperta e flessibile.

In Germania quest’anno ne sono arrivati 16mila (Inghilterra e Germania sono le due mete preferite dagli italiani che espatriano).

SEGNALI PRECISI, LA BREXIT INIZIA ORA

A giugno, subito dopo il referendum, mentre i no-Ue de noantri esultavano al grido di “avete visto che non è successo nulla”, io scrissi che gli effetti della Brexit non si sarebbero manifestati subito (e come potevano, visto che la Brexit ancora non c’è?) ma che bisognava aspettare almeno fino alla fine dell’anno se non di più.

L’impennata dei titoli di Stato inglesi
L’impennata dei titoli di Stato inglesi

Ora il crollo della sterlina è solo un segnale vistoso, ma nemmeno il più significativo di ciò che aspetta gli inglesi.

Questa settimana il rendimenti dei Gilts, i titoli di stato decennali inglesi, è schizzato al livello più alto dalla data del referendum, toccando lo 0,96% con un incremento dello 0,08% nella mattina di venerdì, che sembra nulla, ma che per questa tipologia di titolo è una grande mossa.

Questa cosa si va a sommare al crollo della sterlina e all’inflazione che inizia a decollare. Questo cosa significa? Significa che i margini per gli investitori si vanno riducendo sempre più e che investire in Gran Bretagna diventa un affare davvero rischioso in termini di ritorno degli utili.

Qui trovate un ottimo articolo del Financial Times al riguardo.

C’è poi un’altra grandissima incognita: il Regno Unito sarà impegnato per anni a ridiscutere centinaia di accordi con l’Ue, e forse pochi lo sanno, non facendo parte del Wto, l’organizzazione del commercio mondiale, si troverà esclusa da qualsiasi mercato. Fino ad oggi facendo parte dell’Ue aveva goduto dell’ombrello europeo, ma dall’uscita effettiva in poi, non farà parte ne del mercato unico europeo ne di quello mondiale, con un aggravio di costi, in termini di dazi del 20%. Una mazzata, della quale la May non sembra essere consapevole.

PERCHÉ LA STERLINA CONTINUERÀ A SCENDERE

A questo punto dando un occhiata ai dati emessi dall’Ons (la nostra Istat) si capisce meglio, che, al netto dei crolli improvvisi, la sterlina ancora non può risalire.

Infatti qui si capisce bene come le partite correnti del Regno Unito vadano a squilibrarsi sempre più, con le importazioni che crescono più delle esportazioni, nonostante la sterlina più bassa.

Capito cari “via dall’euro subito”? Non basta svalutare per far volare un Paese.

Si capisce altresì come l’attività economica stia rallentando.

LE IMPRESE INGLESI PREOCCUPATE

Non stupisce quindi che la Confederazione dell’Industria Britannica, scriva una lettera aperta al governo, per invitarlo a trovare un accordo con l’Ue che non chiuda il Paese in se stesso, perché questo sarebbe un danno enorme per gli interessi inglesi (vedi & vedi).

UN OCCHIO ALLA BOE

Carney: «Mi sa che con questa squadra non arrivo a mangiare il panettone»
Carney: «Mi sa che con questa squadra non arrivo a mangiare il panettone»

Chiudiamo con il povero Carney, il governatore della Banca Centrale Inglese, in questo periodo tirato per la giacca un po’ da tutti.

È canadese. Finirà ad Auschwitz?

Personalmente io non sono contro o a favore della Brexit, sono contro le vaccate.

Sono contro la gente che va a votare di pancia, che va a votare senza nemmeno aver capito il quesito, manipolati da politici da strapazzo che, una volta ottenuto il loro scopo, non hanno un piano pronto.

E questa cosa si sta ripetendo in Italia. Ma ne riparliamo presto, prestissimo…

[Massimo Scalas]

[Fonti: Financial Times, The Guardian, The Times, Reuters, Ons, Radio 24, Forexlive]

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