1. vicinale di lecceto. L’INGEGNERE GENERALE DEL COMUNE DI QUARRATA HA PERSO LA STRADA: VEDIAMO SE LA PROCURA DI COLETTA (OPPURE DI GENOVA) GLI FA RITROVARE LA RETTA VIA

La procura e il prefetto che aspettano a dare uno scrollone a questo pero carico di frutta marcita? Preferiscono forse proteggere i “mariuoli”? Se la prendono con i cittadini che vogliono ordine e legalità per vivere in pace come prima dell’arrivo dei barbari (si precisa che anche questa è una citazione)…

Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo gli uomini prontissimi a sofferire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne sieno salvi [G. Leopardi]

 

BELLO È NOTAR CHE GLI INGEGNERI BRAVI

CONFONDON LE PAGLIUZZE CON LE TRAVI

E CHE A VEDER LA VERA SITUAZIONE

NON BASTA NEPPUR MARCO CON L’OKKIÓNE

 


 

Il Comandante della polizia municipale Marco Bai con il sindaco Mazzanti. La hanno aperta o no una inchiesta sui possibili capannoni dell’assessore Simone Niccolai in via del Casone 31 o se ne sono dimenticati?

 

IL COMUNE di Quarrata, quello dei democratici di sinistra a favore dei lavorati; di Marco Okkióne Mazzanti; dell’assessora Francesca Marini, responsabile della legalità; di Simone Niccolai, assessore agli abusi che sembra che faccia e disfaccia capannoni realizzati presso casa sua per coprire e tenere al caldo e fuori delle intemperie i suoi adorati campers: quel Comune là, ieri mattina, con la firma del geometra ingegner Iuri Gelli (quello che dovrebbe essere il cognato del senatore ex sindaco di Vinci, Dario Parrini, del Pd; scelto personalmente da Okkióne per affidargli Le magnifiche sorti e progressive leopardiane del territorio del Montalbano) e dell’architetta Caterina Biagiotti (questi signori si sorreggono sempre a vicenda: forse perché uno di loro sa leggere e l’altro sa scrivere, in entrambi i casi sempre poco e sempre male – come hanno fatto a laurearsi?), quel Comune là mi ha fatto sapere ufficialmente che, di ciò che ho chiesto e che mi spetta di diritto come cittadino di Quarrata e come cittadino italiano, loro, despoti dei nostri destini, non mi danno una beatissima minchia.

E da più che trasparenti, addirittura da diafani – dopo averni, in precedenza, sbolognato documenti falsi, manomessi, incompleti e fasulli in radice, non sapendo più come arginare l’onda di trabocco della diga del Vajont – perché tanto è chiaro: io non mi fermo –, cercano di “passare sul mio cadavere”, disponendo fili spinati e cavalli di Frisia (in questo perfettamente aiutati dal signor Claudio Curreli e da tutta la procura di Pistoia), senza rendersi conto che un Panzer come me, non lo fermi con un graticcio di bambù.

Ecco cosa avevo richiesto con prot. n. 13966 del 01/04/2021 per la visione del “Fascicolo pratica richiesta modifica della via Vicinale di Lecceto rappresentata in foto, ecc.”: richiesta ritenuta inammissibile perché – evidentemente – non c’è uno straccio di documento regolare e in grado di regolarizzare la situazione così compromessa.

Questo è il primo (seguiranno altre 3 puntate) di una serie di interventi comunali presumibilmente finalizzati a nascondere non la polvere sotto il tappeto, ma un’intera discarica di irregolarità che gridano vendetta a tutela di chi è “cittadino normale e non gradito al potere”.

Una domanda sorge doverosa:

 

la procura e il prefetto che aspettano a dare uno scrollone a questo pero carico di frutta marcita? Preferiscono forse proteggere i “mariuoli”? Se la prendono con i cittadini che vogliono ordine e legalità per vivere in pace come prima dell’arrivo dei barbari (si precisa che anche questa è una citazione).

 

C’è forse qualcosa

che non “deve” essere visto?

 

Basta con le trappoline! Aprite gli armadi

e mostrate se siete davvero

casti & puri come volete far credere

 


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