2015 SENZA GIOSTRA

L'ultima Giostra o... «Quel che resta del giorno»
L’ultima Giostra o… «Quel che resta del giorno»

PISTOIA. La sensazione, forte, è che la giostra nel 2015 non si farà.

Davanti ad un pubblico numeroso e attento il Sindaco ha fatto una fin troppo lunga e circostanziata introduzione (un’ora e tre quarti) con cui ha esposto tutti i fatti e i misfatti della giornata e soprattutto della nottata dopo la Giostra.

Due cose sono uscite nette dalle parole di Bertinelli:

  • la prima è che se il risultato dell’antidoping dovesse segnalare irregolarità la giostra non si farà più
  • la seconda, che non si può pensare con la necessaria serietà e riflessione alla giostra del 2015: servono tempi lunghi e sono tante le scelte da fare per consentire gli accertamenti e le modifiche indispensabili a garantire tutta la sicurezza possibile a persone e cavalli. Non è d’accordo con l’opinione di alcuni che lo spettacolo deve andare avanti.

Bertinelli ha poi precisato che non è un problema di soldi come da qualche parte è stato detto, tanto che lo stanziamento per il 2015 risulta a bilancio è importante! Non è vero che si sia voluto correre a tutti i costi, “non ci siamo risparmiati nessuno scrupolo”.

A seguire l’intervento dei consiglieri. Parla per primo Bartolomei che è contrario a questa “decisione” del Sindaco e la definisce un’opinione. Bartolomei dice che buttare via l’acqua col bambino è sbagliato e la giostra invece significa molto per la città che la deve solo ripensare e può farlo in un anno. Bartolomei dichiara stupefacente la scelta di inviare comunicazioni di garanzia ai due Presidenti dei rioni i cui cavalli sono poi stati abbattuti, e a due dei fantini i quali sicuramente, almeno secondo lui, hanno a cuore più di tutti la sicurezza per gli animali e per se stessi. Conclude che è vigliacco chi rinuncia alla prima difficoltà ed auspica la possibilità di trovare una soluzione che consenta la continuazione della Giostra, senza interruzioni.

Maurizio Giorgi (5Stelle) espone i suoi dubbi sulla necessità di andare avanti con la manifestazione: “Finisce che restiamo famosi (a livello nazionale) per il Cip e Ciop e per ammazzare i cavalli”. Si chiede come non ci si sia resi conto che la pista non era idonea, chiede al Sindaco di sottoporre la scelta se continuare o meno non solo al consiglio comunale ma a tutta la città… (potrebbe essere interessante, aggiungiamo noi).

L’autorizzazione
L’autorizzazione

Tomasi (Pdl): “La scelta che saremo chiamati a fare non sarà solo di carattere politico. Anche nel gruppo le posizioni sono diversificate; io intanto ho richiesto il bilancio dei rioni perché sono soldi pubblici. Dichiaro tuttavia la mia disponibilità a partecipare, a lavorare per la giostra 2015”.

Interviene Sarteschi (capogruppo Pd) dicendo che sulla base dei dati disponibili è possibile affermare che gli incidenti non sono tragica fatalità ma tragica ricorrenza. La posizione del Pd che, attraverso Sarteschi, appoggia e sostanzia la decisione del Sindaco, è questa: la giostra deve essere sospesa e analizzata sotto ogni aspetto e profilo.

Capecchi (Pdl) si dichiara contrario alla decisione (che appare definitiva) del Sindaco. Trova invece necessario continuare con la Giostra, ma certo non affidando ogni decisione ai Rioni i quali effettivamente si sono fatti da soli il Regolamento ed agiscono in piena autonomia, mentre dovrebbe essere il Comune (come avviene a Siena per il Palio) a farsi carico dell’intera organizzazione, spendendo qualcosa in più ma certificando così la consapevolezza e l’affidabilità di tutte le operazioni.

Capecchi si augura che si faccia la Giostra ancora a lungo ma con il crisma dell’ufficialità perché, ricorda, non siamo una comunità di incivili (come ha detto la Brambilla…), siamo invece attaccati alle nostre tradizioni comunque si siano venute formando (seppure modificate dal tempo e dagli eventi). Infine chiede al Sindaco sul problema del doping: perché interrompere la gara in caso di positività? I campionati mondiali di ciclismo vanno avanti anche in caso di clamorosi risultati alle analisi sui partecipanti.

Sono previsti ancora parecchi interventi, quando usciamo dal Palazzo, ma la sera scende e le carte sono armai tutte sul tavolino… Si possono anche dare quei voti di cui si parlava questa mattina, 10 in sincerità a tutti, 10 anche in buona volontà, quanto a perizia e cultura, scomodiamo Battisti, «lo scopriremo solo vivendo».

Post-fatto. C’è da aggiungere che, sotto le logge del palazzo comunale, abbiamo incontrato Leonardo, un bambino di dieci anni, che ha detto testuale: “Se il blues durava meno avevano più tempo per sistemare la pista”.

È un cittadino pistoiese e non è detto che non ci abbia visto meglio di qualche avveduto apprendista stregone…

Paola Fortunati

PANEM ET CIRCENSES

 

Alessandro Capecchi
Alessandro Capecchi

NON SONO pistoiese: ma sono anch’io una tradizione, dato che – come la Giostra dell’Orso – risalgo ad appena 67 anni fa; sono nato nel 47.

Forse il 47 è un numero del porta-male, visto che si tratta del morto che parla. O forse no.  Ma l’intervento di Alessandro Capecchi mi ha svegliato: è un esempio di come la verità non esista, perché – sofisticamente – è tutta in un sillogismo (e Bertinelli ce ne spiegherebbe bene senso e significato), i cui elementi sono singolarmente veri, ma il cui esito è globalmente nefasto.

Capecchi dice:

  • 1. anche nel ciclismo competitivo ci si droga, ma si va avanti
  • 2. la Giostra dell’Orso è una competizione
  • 3. la Giostra dell’Orso deve continuare.

La logica non fa una piega, ma il discorso contiene una piaga: nessun cavallo, neppure quello famosissimo bianco di Napoleone delle barzellette, ha mai chiesto ai suoi accuditori, di dargli una bomba per vincere.

È sempre l’uomo – stronzo e non meglio definibile che tale – che guida la vita degli incolpevoli e inconsapevoli animali.

Fra chi pedala m’è difficile credere che chi si fa imbombare (e rimbombare…) sia inconsapevole quando prende un beverone o una iniezione “da cavalli”. E qui scatta il discorso della colpa; affiora l’errore in radice. Poi, magari, si vedono spettacoli squallidi come certe storie alla Pantani. Dove non basta chiedere scusa.

Ora non mi riferisco a Capecchi, ma a una mentalità diffusa che vede, negli animali, una razza inferiore su cui noi dobbiamo – e dico proprio dobbiamo – biblicamente regnare.

È uno strascico di mentalità religiosa che ci vuole fatti a immagine e somiglianza di Dio e dominatori del mondo: ma lo sappiamo bene, tutti quanti, che noi apparteniamo al pianeta delle scimmie – e solo «per ora», se guardiamo l’evoluzione da quando la vita si è manifestata (alla Pascoli) in quest’atomo opaco del male che è la Terra.

Non sarebbe il caso che cominciassimo a farla finita con il presumere di essere immortali e – come il povero tonno in scatola – insuperabili? Se c’è doping: Bertinelli, va’ avanti e non voltarti! Nichts mehr Pferde!, niente più cavalli – come la famosa esclamazione «niente più metafisica!».

Una bella corsa a piedi, per un bel drappo ricamato a mano (come quello verde di Verona, nella parte senza cavalli), non farebbe bene anche alla salute delle coronarie dei campioni della Giostra?

Edoardo Bianchini

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