21° secolo & progresso. «QUEL PRODOTTO INTERMEDIO TRA IL MASCHIO E IL CASTRATO CHE CHIAMIAMO DONNA»

Simone de Beauvoir

«Donna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo: è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna»
Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, 1984, p. 325

È UNA PERFETTA definizione, quella del titolo, per indicare ciò che Mao chiamava «l’altra metà del cielo». Una metà che, come tale, è imperfetta, tanto da non essere nulla se non è unita alla sua altra metà che la completa; come niente sarebbe una mezza banconota da 100 €, foglietto di carta senza potere di acquisto.

Ora è giusto pensare che, trattandosi di una metà del cielo, questo prodotto intermedio fra l’uomo e il castrato, non può e non deve essere trattato come un essere inferiore che vale meno del maschio: è, infatti, una metà. Ma è altrettanto necessario che questa metà non debba prevaricare per farsi riconoscere come l’unica colonna portante della vita sul pianeta nell’àmbito di questi esseri più o meno immondi che si definiscono «primati umani».

Più o meno immondi perché, con il dire che loro pensano e quindi sono superiori agli altri esseri viventi, si sentono in dovere di decidere tutto su tutti a prescindere da ogni cosa: e i risultati si vedono nell’ambiente, nella politica, nelle differenze sociali, nel potere e nell’arroganza, nei quattrini e – purtroppo e peggio di tutto – nella stupidità senza limiti in cui viviamo immersi fino al collo.

Questi miei spiccioli di pensiero nascono dal Toscana Pride e da quanto è stato fatto e detto a sostegno dei diritti dei diversi: di cui tutta l’intellighenzia di sinistra parla, dimenticando – o forse mettendo da parte intenzionalmente – i diritti di coloro che diversi non possono orgogliosamente definirsi perché madre natura li ha fatti (bel chiappo, eh?) malauguratamente troppo “normali”.

La sinistra – tutta, da quella di Fratoianni, della Carola, della Boldrini, del Pd, di Vendola, della Bonino, a chi volete voi – dovrebbe smetterla di rompere i coglioni sui temi dei diversi che ormai hanno tutto di tutto a metà prezzo: si amano quanto e come vogliono; si sposano e fanno quel che cavolo vogliono proprio come i normali (da cui, però, non possono pretendere di essere amati e vezzeggiati, pur se tutta la stampa e la Tv danno loro più spazio che agli «idioti comuni»); e dovrebbe, la sinistra di risciacquo, concentrarsi su chi i problemi ce li ha davvero e non perché non può infilare la lingua in gola a un suo identico diverso in pubblico, in mezzo a una piazza; ma perché spesso questi poveri normali non possono infilare in gola neppure un misero pezzo di pane dal momento che non sanno come comprarlo, se non glielo dà a gratis la Caritas.

Soros, il re degli speculatori

Oggi la sinistra allo zucchero di canna non deve occuparsi, come se si trattasse di un diritto naturale, dell’interno delle mutande della gente e del loro sotto-le-lenzuola, ma mirare a cancellare la povertà dei minori che non hanno il necessario, le disuguaglianze sociali (che non sono le diversità della misura del pène o della vagina o del buco del culo, più o meno sbianchettato come ha fatto qualche politico siculo): tutta questa allegra brigata di Pride, che ruota intorno a un carnevale permanente di maschere tinte in viso e non solo, è unicamente una mosca finta di quelle che servono a chiappare la trota imbecille che nuota nell’acqua limpida ma non riesce a vedere a un millimetro dai suoi occhi, dove si trovano i Soros del mondo, coadiuvati dalle Carole e dai neretti merkelizzati all’Olandesina della Mira Lanza; i Soros pronti ad affamare i miliardi di disgraziati che al mondo ci vengono senza il loro consenso e che il mondo subiscono assai più di tutte le leghe dei diversi con sigle incomprensibili lunghe più di un Etr 500, tipo Lgbtxyzkjfgh etc.

Josef Mengele

E ahimè per quel «quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna», che, dopo secoli di lotte per essere libera, ha deciso di trasformarsi in Soros di sé stessa, mettendo il proprio utero in vendita – e violando tutti i princìpi del diritto naturale, che in teoria dovrebbe essere il più ecologico: concetto caro alla sinistra… – per far quattrini sulla pelle e sulle palle degli altri! Di quei poveri esseri umani fatti venire al mondo “a forza” con un’operazione tipo Mengele-Auschwitz, grazie a innesti, impollinazioni, vendite di ovuli come fossero uova di gallina o di quaglia, e prelievi di sperma di ignoti stronzi che, pur di guadagnare, venderebbero anche la propria mamma al primo senegalese che offrisse loro una presa di quella buona.

L’umanità? Socrate è passato da un pezzo, come pure Cristo, per non provarne quasi esclusivamente schifo. Come lo fanno anche tutti questi personaggetti che ballano e ridono e si truccano e si fanno fotografare per via travestiti non da “sacre prostitute” di classica memoria (il che sarebbe, tutto sommato, forse anche nobile), ma da… fedeltà tedesca: Treue (si legge: troie).

Come scoraggiano il buonsenso quei politici che individuano in “scelte coraggiose” (vedi Guercini) il loro appoggio e la loro solidarietà ai diversi – tanto tutta questa loro grande fatica non costa nulla per sostenere un mondo di giullari colorati come le pecore-Toscani della pubblicità di Benetton.

Baciarsi in pubblico, lingua in gola, non può essere un diritto civile quando la diversità non è più un disonore, tantoché i diversi possono sposarsi in pubblico, se lo vogliono. Questo perché se infilarsi la lingua in gola in pubblico viene letto come diritto, domani lo potrà essere anche scoparsi in pubblico o quant’altro di annesso e connesso, fino a giungere a una sorta di Sodoma «del culo la regina, | dove il furor così li uomini invade | che si montano addosso per le strade».

L’umanità (?) che però permette a delle innominabili (definirle donne è un insulto alla femmina dell’uomo) di concedere a degli “umani pervertiti” di poterle comprare perché sfornino loro altri disgraziati che, nel venire al mondo, non avranno solo il dispiacere di conoscere quei due che li hanno dati alla luce (e a cui diranno “maledetto il giorno che mi avete fatto venire al mondo, dato che non vi avevo chiesto di farlo!”), ma che non sapranno a chi dirlo di preciso perché i loro genitore_1/genitore_2 si sono serviti di genitore_3/genitore_4 per comprare letteralmente un essere non-umano perché figlio di quel denaro un tempo definito “merda del diavolo”: questa umanità (?) fa vergogna perché non difende il diritto (ed è un diritto vero e concreto, questo) di chi non chiede di venire al mondo e soprattutto non può decidere se venire al mondo come ogni essere vivente oppure secondo il protocollo Mengele-Auschwitz.

Il problema, cara sinistra dei nostri stivali, è etico e universale. E non lo è mai stato tanto quanto oggi, tempo in cui tu, sinistra traditrice di tutte le idealità del riformismo rivoluzionario, ti sei adagiata sul divano di pelle (umana), che ti tiene il culo comodo, per i tuoi interessi indegni, appoggiando, in cambio di un tuo benessere, chi depaupera e mette in crisi le masse operaie e i ceti medi che tu dici di avere nel cuore, ma a cui vai – come si dice icasticamente – nel culo. Spesso e volentieri, se non sempre.

L’altra metà del cielo? Andava di moda ai tempi di Mao e di Porci con le ali. Oggi una gran parte di “gentili signore”, spesso dipinte e/o tatuate come i tagliatori di teste del Borneo, vivono di grandi fratelli e di grandi troiate televisive: gran bel risultato per un femminismo/bottino che ha scoperto la vanità del quattrino come valore sostitutivo della dignità della persona. Pensate solo a chi fa i compleanni in un supermarket tirandosi panettoni e cavoli; e mettetelo a raffronto ancora con i vecchi che vanno a sfamarsi alla Caritas.

La crisi della democrazia è iniziata anche con il fallimento di quella metà del cielo che, appoggiando e dando affermative risposte alle richieste dei diversi, ha dato origine a quella specie di “orti sociali” in cui uno va e dice: voglio un cetriolo fatto così e così; una zucchina di queste dimensioni; un cocomero, una melanzana, un peperone su misura. Voglio  (che orrore!) piantare un figlio determinandone sesso, colore degli occhi e dei capelli, altezza e intelligenza.

Chi non potrà non nascere non ha alcun diritto…

Cara sinistra dal 68 in poi, e care femministe fallite: se oggi il mondo è questo, lo è anche perché avete tradito ogni vostra missione. La diversità, coltivata senza regola, ha finito per rendere veramente diversi i poveri normali, e per cancellarne i diritti faticosamente ottenuti con morti, lacrime e sangue dalla rivoluzione industriale in poi.

Il mondo che avete creato con le vostre sante battaglie civili, èccolo qua: è quello dei Monti, delle Fornero, dei Napolitano, dei Mattarella, dei Lotti, dei giudici alla Palamara, dei nani e delle ballerine: insomma un mondo non dei veri diritti, ma dei devastanti rovesci.

In un assalto a un castello in cui stanno arroccati e felici i Soros che buttano addosso alle masse non paioli di olio bollente, ma intere petroliere di merda, fame e disperazione.

Siete stati fantastici. E dovreste essere dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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il vomito. E secondo la giurisprudenza
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