25 aprile. PER FAVORE… DI CORRETTO SOLO IL CAFFÈ!

«Una cortesia, signori liberatori: liberateci dalla vostra ipocrisia correttissima»

Corretto? Solo il caffè [da www.magnaromagna.it]
«Di corretto? Solo il caffè» [da www.magnaromagna.it]
PISTOIA. Da amante del politicamente scorretto (se possibile, scorrettissimo) io consiglierei di iniziare a leggere la mattina del 25 aprile uno dei libri revisionisti di Giampaolo Pansa, sia perché egli racconta la verità per quella che è (e solitamente è scomoda), e sia perché far incazzare i centri sociali e Nichi Vendola produce un piacevole sensazione di libertà. Giustappunto, nel giorno della liberazione.

Essere politicamente scorretti per non dover essere corretti o correttissimi, perché sai che noia avere sempre ragione ed essere sempre applauditi! In una giornata come il 25 aprile è ancora più importante perché il concetto di “libertà” può essere ficcato a sproposito un po’ ovunque, e ci sta bene sempre. Come è successo a Milano, dove accanto al corteo con le bandiere rosse a Porta Venezia, sfilava un muro di cartone da abbattere, simbolo dei muri che alcuni governi stanno tirando su per difendersi dall’immigrazione selvaggia. E uno.

A Genova un’esperta di politically correct, la presidenta Laura Boldrini, durante la sua arringa sulla liberazione, sulle stragi di Marzabotto e sulle Fosse Ardeatine (omettendo di dire come i partigiani autori dell’attentato ai nazisti che scatenò la rappresaglia, non si presentarono al loro appello, facendo così fucilare gli oltre trecento italiani) ha voluto ricordare Giulio Regeni. Corretta fino al midollo, si è dimenticata di consigliare ai ragazzi italiani di evitare di recarsi in Egitto per contrapporsi al regime militare del posto, e soprattutto è riuscita a collegare la liberazione dell’Italia alla morte del povero Giulio. Ci vuole una certa dose di creatività. E due.

Laura Boldrini
Laura Boldrini

Segue a ruota l’immancabile Saviano che vive con la scorta, la cui libertà è quindi dimezzata (e conti correnti raddoppiati) il quale cinguetta su Twitter che “Questo #25aprile non può che essere dedicato a Giulio Regeni e a coloro che con la ricerca e l’empatia provano a trasformare la realtà”. Ci vorrebbe un traduttore, ma prendiamo comunque atto che i suoi tweet sono noiosi quasi quanto i suoi libri. E tre.

L’anno scorso ci fu Fedez (versione umana e tamarra di “Tre metri sopra il cielo”) che si immortalò con Michele Serra mentre discutevano di liberazione (immaginiamo un discorso tipo “è meglio la bandana rosso fuoco o rosso aragosta?”). Quest’anno almeno lui ci ha evitato il supplizio.

Una cortesia, signori liberatori: liberateci dalla vostra ipocrisia correttissima. Ché di corretto vogliamo solo il caffè.

[Lorenzo Zuppini]

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10 thoughts on “25 aprile. PER FAVORE… DI CORRETTO SOLO IL CAFFÈ!

  1. Ciao Lorenzo….e io ci aggiungerei una frase di Ennio Flaiano: “in Italia i fascisti si dividono in due categorie, i fascisti e gli antifascisti”. E la dimostrazione plastica di ciò sta nella solita, annuale contestazione fatta dai soliti noti dei centri sociali, ai danni della brigata ebraica (e questo dimostra una volta di più quanto fanno bene gli ebrei a scappare dall’Europa e ad essere sempre armati fino ai denti), nella totale indifferenza dei cosidetti partigiani rossi e dei politici come la Boldrini.
    PS. per Regeni anche io penso che i ragazzi spesso non si rendono conto che gli standard democratici non sono ovunque uguali. Resta però ingiustificabile quello che hanno fatto a quel povero ragazzo e resta ingiustificabile che invece di ritirare l’ambasciatore ed espellere il loro, Gentiloni e soci continuino a prenderci per il culo in Tv…ma si sa, gli affari sono affari….basta avere il coraggio di dirlo.
    Massimo Scalas

  2. Capisco che l’articolo sia una provocazione, ma il paragrafo su Saviano è pretestuoso. Il peggior provocatore può avere, per quanto mi riguarda, ogni libertà; basta che il suo discorso abbia un filo logico. Il pezzetto su Saviano, però, è solo un attacco ad hominem. Saviano (come Berlinguer) non è la Madonna, e criticarlo è legittimo. Ma la critica, chiunque ne sia il bersaglio, non deve essere pretestuosa per il solo fine di attaccare la “fazione” a cui si ritiene appartenga il proprio bersaglio. Il nesso scorta-raddoppio dei guadagni è un ragionamento che solo soggetti (o complementi oggetto?) come Emilio Fede sono riusciti a fare. A ognuno i propri modelli… Tra l’altro, il tweet di Saviano non è affatto incomprensibile. Posso capire che la parola empatia possa indurre in difficoltà, ma esiste comunque il bellissimo sito web della Treccani per sciogliere eventuali dubbi.

  3. Buona sera
    Io su Saviano sotto scorta non ho nulla da dire, però sul Saviano beccato a scopiazzare da Wikipedia si (wikipedia! …come un liceale qualsiasi…)
    Massimo Scalas

    1. Gentile Massimo,
      Mi dispiace ma il suo commento è anch’esso fuori luogo. Zuppini delegittima Saviano mettendo in relazione i suoi introiti e il fatto che viva sotto scorta, il che è ignobile e intellettualmente disonesto. Lei invece fa riferimento alle accuse di plagio. Ammesso e non concesso che si tratti di plagio, non vedo cosa abbia a che fare con quanto scritto nell’articolo e nel mio commento. Se Saviano ha copiato una parte di un suo libro, allora non ha più il diritto di dire la propria opinione? Che facciamo, cuciamo la bocca a Augias, Sgarbi, Luttazzi e bruciamo l’opera omnia di D’annunzio?

      1. Gentile LP (ma un bel nome e cognome no ?…lo so che è consentito…ma insomma….visto che le piace Saviano un po meno timore a qualificarsi me l’aspetterei….). Non capisco perchè, dopo aver letto il ruota libera show che ha imbastito parlando di cose che francamente può sapere solo Saviano e nessun altro, il mio commento sarebbe fuori luogo. Quello che ho scritto, oltre ad essere vero e accertato ( vada su http://www.thedailybeast.com, giornale straniero serio, lì trova anche la pagina scopiazzata su wikipedia dal nostro), non solo non è fuori luogo, ma aveva un duplice scopo: prendere le parti di una persona, Lorenzo, che appariva da subito come destinato ad essere additato senza sforzo ne pericolo, al pubblico ludibtrio dai politicamente corretti come Lei, ma anche nella speranza, vana di evitare come sempre in Italia di costruire l’altarino cui i fedeli vanno e si genuflettono senza se e senza ma e sopratutto senza contraddittorio.
        Saviano santo? tenetevelo pure. Saviano meritevole di plauso per aver scritto Gomorra? Dico si, convintamente: se non copiava era meglio. Detto questo non cambierei la mia vita con la sua e non auguro a nessuno la scorta. Se le basta io ho espresso ciò che penso. Se non le basta, basta a me.
        Buona serata
        Massimo Scalas

        PS. se saviano ha copiato certamente ha diritto a dire la sua…purchè sia sua…altrimenti esistono i vitgolettati.

  4. Trovo in gran parte assai opinabile l’intervento del sig. Lorenzo Zuppini. Ma veramente indecente è il punto dedicato a Roberto Saviano, che, come dice L.P, non è la Madonna e non è infallibile per definizione. Ma da qui a prendersi la licenza di sbecerare uno stupido e gratuito attacco personale ci corre come dal giorno alla notte. Provi il sig. Zuppini a vivere costantemente sotto scorta, con l’ unica alternativa di venire ucciso in quattro e quattr’otto dalla camorra, e poi se ne riparla!
    Piero Giovannelli

  5. La “cosa buffa”, non quella del cambiagiubbe Dario Fo, è che qualcuno pensi ancora che la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, se volessero, non farebbero fuori un modesto artigiano della penna come Saviano. A questa gente di questo fessacchitto non frega nulla e la scorta è una spesa inutile. Per noi. In compenso vende le sue fregnacce, magari scopiazzate da internet. Qiesto è il mondo, cari compagni!

    1. Gentile Alessandro,
      la concessione della scorta è un provvedimento legittimo che viene concesso dalle autorità a chiunque sia considerato in pericolo di vita. Non viene concessa automaticamente a chiunque si occupi di mafie. Evidentemente chi ha deciso di tenere Saviano sotto scorta aveva buoni motivi per farlo, e sicuramente è in possesso di informazioni che non sono a nostra disposizione. Se lei è in possesso di informazioni che dimostrano che Saviano non si trovi in pericolo di vita, fornisca le prove, altrimenti le sue sono solo supposizioni. Anche il fatto che Saviano venda “fregnacce” è discutibile: può documentare le sue affermazioni? Inoltre, il suo giudizio critico sulla penna di Saviano è assolutamente legittimo, ma non può essere accostato al fatto che viva sotto scorta. I parametri per gli omicidi mafiosi non sono mica gli stessi del Premio Strega!

  6. Noto solo adesso il corsivo “presidenta” usato da Zuppini per riferirsi alla presidente della Camera Laura Boldrini. A costo di passare per “paraculo”, anticipo che la presidente della Camera non mi sta affatto “simpatica”, per usare un eufemismo. Se purtroppo resiste lo stereotipo del benpensante “de sinistra”, è colpa anche di persone come la Boldrini. Non posso però esimermi dal commentare l’ennesimo passo falso di Zuppini, dato che per parlare in italiano basta nascere, ma per parlare sull’italiano occorre aver un minimo studiato.
    Quella che viene liquidata come una testarda presa di posizione da parte della Boldrini è in realtà una posizione legittima in opposizione al maschilismo della lingua italiana. Si badi bene che nel parlare di maschilismo della lingua non si intende dire che tutti i parlanti siano maschilisti, ma che la nostra lingua presenta della oggettive asimmetrie grammaticali e semantiche tra il genere maschile e femminile dovute alla diversa percezione dei due generi sessuali che si sono riflesse nello sviluppo della lingua. Arrivati ad un momento storico in cui – si presume – la nostra società non sia più sessista, possiamo benissimo decidere di risolvere alcune di queste asimmetrie. Un esempio è appunto riferirsi alla Boldrini come “la” presidente, e non “il” presidente, dato che Laura Boldrini risulta essere donna all’anagrafe (a meno che Zuppini non sappia qualcosa che noi non sappiamo, in tal caso un bello scoop per LineeFuture). Fu una provocazione intelligente quella contro un oltranzista deputato della Lega – di cui adesso mi sfugge il nome – che fu giustamente apostrofato come “la deputata” dalla Boldrini, la quale ha sbattuto in faccia al macho padano il suo stesso ragionamento illogico. La battutina di Zuppini, quindi, è un doppio passo falso, in quanto si rifà ad una polemica sessista pretestuosa usando un termine (“presidenta”) che né la Boldrini, né nessun altro intende introdurre, poiché “presidente” è innanzitutto un participio presente, la cui desinenza non cambia mai a seconda del genere (sarebbe un errore da matita blu!).

    Per approfondire:
    – Alma Sabatini, Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana, Presidenza del Consiglio dei Ministri, 1986 (disponibile online)
    – Fabiana Fusco, La lingua e il femminile nella lessicografia italiana tra stereotipi e (in)visibilità, 2012
    http://www.treccani.it/lingua_italiana/speciali/femminile/Robustelli.html

  7. Quando una persona si permette di dire (è comunque pienamente libero di farlo, se ne è convinto) che Roberto Saviano è un modesto artigiano della penna ed un fessacchiotto che vende fregnacce, mi viene da pensare che questa persona, forse, crede di essere Dante Alighieri o Alessandro Manzoni, per dire ciò, oppure, che so, Alcide De Gasperi se si butta in politica.
    Dal tenore e dallo spessore dei commenti che la sunnominata persona di solito fa su questo blog, non mi ero accorto di ciò.
    Ma, ovviamente, la mia opinione non fa testo; io non ho mai preteso di essere considerato particolarmente intelligente..
    Piero Giovannelli

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