90 anni. VASCO, PERDONA LORO…

Vasco Gaiffi al momento di andare in pensione
Vasco Gaiffi al momento della pensione

PERCHÉ non sanno quello che dicono.

È la prima citazione che mi viene in mente nel vedere l’annuncio della notizia secondo cui il 6 giugno “il Vasco” – come lo chiamavamo noi della maturità 66, ma non solo – compirà 90 anni e sarà festeggiato al Liceo Pedagogico Forteguerri.

Vasco, perdona loro perché non sanno – o fingono di non sapere – cos’è il Liceo Classico Forteguerri: quello che i liceali scientifici degli anni 60 definivano, comunemente, come il colombario di Pistoia.

Il Liceo Pedagogico Forteguerri
Il Liceo Pedagogico Forteguerri

In illo tempore sopra il portone gli scientifici ci avevano scritto, appunto, “piccioni”: con una mano di vernice bianca che durò per un bel po’ e che fu cancellata solo negli anni 80 quando il Liceo andò sotto restyling.

Vasco, perdona loro perché non sanno cos’è il Liceo Classico Forteguerri: quello del Cardinale Forteguerri; la statua bianca che sta, oggi, in piazza Spirito Santo; l’uomo che lasciò patrimonio e legato perché fossero fatti studiare, già a suoi tempi, i figli intelligenti e meritevoli di persone bisognose. Quel legato è andato un po’ alla malora, evidentemente.

Il greco del Forteguerri (quando era vero)
Il greco del Forteguerri (quando era vero)

C’era anche l’obbligo, da parte della Sapienza (l’antico liceo “classico” ante litteram), di far celebrare ogni anno una messa al Cardinale, in Duomo, il 5 novembre, con un discorso scritto e letto in latino: un tempo toccò a leggere a me e, successivamente, toccò a me scrivere, per tre o quattro volte, il discorso in latino per uno dei miei allievi.

Perché nel Liceo Classico Forteguerri, allora, si educavano e si crescevano uomini da primo piano indiscutibile, gente che sapeva distinguere e ragionare con cervello e mente pura, non approssimativi approdati là grazie a certi scivoli che la scuola di Barbiana offrì (povero don Milani!) ai compagni del 68 oggi al 99% confluiti nel renzismo di moda che parla inglese come l’ebetino e che sa leggere e scrivere come lui, gente che spesso confonde – secondo il noto detto – «il culo con le quarant’ore».

Perciò, Vasco, per i tuoi 90 anni, tutti dedicati alla cultura, alla lettura e alla formazione di generazioni e generazioni che hai allevato; Vasco, che ti sei laureato (e in pochi davvero lo sanno) in Letteratura Greca con una tesi sulle Baccanti di Euripide, ma quando il greco era il greco del Professor Melani e di Imo Gorini e non il Fage-Total del supermercato; Vasco, che rompevi i coglioni perché esigevi preparazione, studio e precisione: quel Vasco, per favore: perdona loro che non sanno quello che dicono e sbagliano il Liceo Classico Forteguerri, con un suo semplice ramo – e non per metonimia o per sineddoche (perché manco sanno cosa sono…) ma per pura ignoranza.

Il greco... moderno
Il greco… moderno

Ecco perché, alla fine, è bello essere usciti dalla scuola, essersene separati per sempre, averla, infine, dimenticata! Perché tutto ciò che per politically correct si definisce “buono” – e ormai la scuola è tre volte buona da Monti, a Letta, a Renzi-Boschi-Giannini – è, come si dice a Pistoia, coglione.

Noi settantenni, però, ti ringraziamo. Ma grazie perché da noi esigevi la precisione acribica, una virtù oggi evidentemente svanita nel regno delle matematiche approssimate come una bottiglia di spumante lasciata aperta da Capodanno!

Tu, Vasco, fa’ finta di niente! E perdona loro – quelli che, non conoscendo che l’approssimazione (ma spessissimo e sempre di più, neppure Manzoni o Dante, se non quello di Benigni o per sentito dire…), non sanno proprio quel che si dicono.

Perdonali perché non potranno mai uscire a riveder le stelle!

[Edoardo Bianchini]

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