a giro in toscana. SAN QUIRICO D’ORCIA, BAGNO A VIGNONI, VIGNONI ALTO E I BAGNI SAN FILIPPO

«Tira vento e cammini. Parli e poi taci. Quando tornerai a casa e ti chiederanno cosa ti è piaciuto di tutta quella roba non saprai rispondere, esattamente come quando ti viene chiesto cosa ti piace di lei. Sono bravo a parlare dei miei dolori, ma le gioie no, preferisco non elencarle in un elenco della spesa»
Foto scattata durante il percorso per arrivare a Bagno a Vignon

SIENA. Dopo aver fatto il Cammino di Santiago ti accorgi di quanto si possa visitare e capire un luogo senza ficcarsi in musei, canoniche, sotterranei e cantine. E così la mia seconda tappa, o meglio la mia e quella di Martina, è consistita in una girotondo a piedi lungo una quindicina di chilometri che ci ha permesso di visitare San Quirico d’Orcia, Bagno a Vignoni, Vignoni Alto e i Bagni San Filippo.

Tendi, in casi come questo, a visitare in modo diverso, utilizzando, oltre agli occhi, le mani e la bocca. Il sentiero si rivela quasi subito sterrato, sconnesso ma ordinato, perché laddove non ci sono pini, le radici degli alberi, le loro arterie, non spaccano in due il terreno e l’asfalto. Dunque cammini a testa alta, togliendoti e rimettendoti il giacchetto a causa delle nuvole che sembrano disegnate e che nascondono il sole ogni cinque minuti.

Tira vento e cammini. Parli e poi taci. Quando tornerai a casa e ti chiederanno cosa ti è piaciuto di tutta quella roba non saprai rispondere, esattamente come quando ti viene chiesto cosa ti piace di lei. Sono bravo a parlare dei miei dolori, ma le gioie no, preferisco non elencarle in un elenco della spesa.

I cartelli che incontriamo per strada ci ricordano quelli che incontravamo qualche mese fa a Macugnaga, bianchi e rossi col nome della destinazione e il tempo di percorrenza. Le frecce a terra, invece, sono la bussola del Cammino di Santiago. Le scarpe idem, i pantaloni anche, il sudore che ti scalda e poi si congela addosso pure. Martina, è sempre lei, il nord, la direzione maestra che mi permette di orientarmi.

A Bagno a Vignoni consumiamo un pranzo coi fiocchi, calorico da far paura ma non tanto da arrestarci. Crostone con salsiccia e stracchino, salsicce arrosto con pecorino, poi addolcito dalla ricotta di pecora e dalla torta ricciolina. Dopo una mezz’oretta infatti ripartiamo per Vignoni Alto. I contadini lavorano. Una contadina col fazzoletto legato in testa ci saluta immersa nelle viti spoglie. Credevo che quella pezzola fosse roba d’altri tempi, ma la realtà è che in certi luoghi il tempo non passa mai. Grazie al cielo.

“Potremmo vivere qui un giorno, anche se non oso immaginare quanto costino questi casolari”.

“Marti, ma veramente ti piacerebbe dover fare mezz’ora di macchina per arrivare al supermercato?”.

Un galleggiante e un piombo, che sanno assestarsi alla giusta profondità. Ne ho vista di gente annegare nei sentimenti malati che venivano scambiati per amore, la verità è che se non si è due mattoncini incastrabili, uno dei due finirà inesorabilmente per perdere l’equilibrio e farsi male.

Spuntiamo al punto di partenza dopo cinque ore abbondanti di marcia. Il fango ci arriva alle caviglie,

I Bagni San Filippo

così guido scalzo fino ai Bagni San Filippo. E qui, mollata la macchina, ci inoltriamo nel bosco. Ad un certo punto intravediamo una cascata di roccia bianca da cui salgono vapori. In un minuto siamo entrambi in costume coi denti che battono dal freddo.

Vado in avan scoperta e segnalo a Martina una pozza con l’acqua molto calda. È forse la più comoda. Un gruppo di amici sghignazzano e urlano lì vicino. Li ignoro e abbraccio la mia Martina che, come sempre, continua ad aver freddo. È felice e il tempo vola. Appoggio il mento sulla sua pancia e con una mano premo sulle sue gambe per farle affondare nell’acqua calda.

Un anno e mezzo fa le dissi che il mio Cammino era lei, e adesso stiamo camminando nella mia terra, in Toscana, pensando a casolari da comprare e a nomi per bambini, alle fatiche e alle ansie da poter dividere per due, con le mani avvizzite che si stringono dentro l’acqua dei Bagni San Filippo in Val d’Orcia.

La Toscana, come sempre, è la cornice perfetta.

[Lorenzo Zuppini]

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