a good wife. PRESTO SPOSI FELICI E CONTENTI. ANCHE IL COMUNE DI SERRAVALLE PISTOIESE AVRÀ UNA SUA JULIANNA MARGULIES?

Chi sceglierà la giunta Lunardi come nuovo segretario comunale per la Torre di Castruccio? E intanto il dottor Paolo Ricci sta sciogliendo gli ormeggi per prendere il largo dopo 43 anni di servizio

 

Oggi, purtroppo, i segretari comunali – strumenti inutili sotto innumerevoli dita direbbe D’Annunzio – se la passano alla grande e non solo: di fatto governano davvero amministrativamente gli enti: e le giunte e i sindaci sono come il popolo per il Marchese del Grillo, «non sono un cazzo»

 

CIRCOLA IL NOME DI PAOLA AVETA

SEMBRA UN’IPOTESI CERTA E CONCRETA

 


 

La dottoressa Paola Aveta a Murano. Sarà lei la famosa Sponsa de Lybano di cui parla il Cantico dei Cantici di Salomone?

 

DAL PROSSIMO GENNAIO il dottor Paolo Ricci, ammortizzatore-segretario di fatto del Comune di Serravalle Pistoiese, staccherà la spina: 43 anni e un mese di lavoro sono anche troppi – siamo perfettamente d’accordo – per chi ha servito uno stato fantasma che non è forse mai esistito, ma che, negli ultimi trenta, da Mani Pulite in poi, è diventato l’abisso della perdizione corrotta e sconclusionata.

Manca, dunque, Ricci e si pone il problema di chi dovrà – in qualche modo – pedalare al suo posto. Ricci passa per persona assai ammòdo e in gamba.

Qualcuno mi ha detto che è stata assunta, dal 1° dicembre, Arianna Corsini, che viene da un’esperienza in ragioneria al Comune di Quarrata (mia battutaccia: bòni quelli!). Ma questa mossa – se ho ben compreso – non risolve il più spinoso problema di quegli «affari» (non saprei come meglio definirli, oggi) che passano sotto il nome di segretari comunali ma che, grazie alle riforme comuniste di Franco Bassanini, sono diventati semplici funzionari del partito democratico che governa un comune. Partito comunque democratico anche se alla guida c’è una giunta di centrodestra o di Fratelli d’Italia o, ancora, come ama scrivere Felice De Matteis, di Cugini di Campagna.

Mi dicono che, per un paio di mesi, ci dovrebbe ancora essere la precedente segretaria come reggente (la dott.ssa Luciano che è migrata a Collesalvetti?), ma che poi il Comune… convolerà a nuove e più fresche nozze.

I segretari ormai vanno e vengono perché la legge, purtroppo, glielo consente. Una volta erano le prefetture a decidere: l’amministrazione se li prendeva e… zitta. Era una democrazia centralistica, ma più sicura di quella di oggi, che va al mercato; tasta la merce sui banchi; la sceglie, magari annusandola, e se la porta a casa.

Ai segretari non interessa un cavolo, basta che riscuotano, e sono anche – secondo il costume democratico vigente – tranquilli, perché, sotto il profilo delle responsabilità, non ne hanno punte: loro non sanno (spesso nemmeno una base minima di diritto amministrativo) e non temono più neppure il prefetto e i cazziatoni che, prima di Bassanini, potevano arrivare volando bassi bassi come l’uccello padulo.

Oggi, purtroppo, i segretari comunali – strumenti inutili sotto innumerevoli dita direbbe D’Annunzio – se la passano alla grande e non solo: di fatto governano davvero amministrativamente gli enti: e le giunte e i sindaci sono come il popolo per il Marchese del Grillo, «non sono un cazzo».

Julianna Margulies, A Good Wife

Sulla tesi dello scavalco da Collesalvetti, non sono personalmente d’accordo, però. So per certo che di nomi di segretari ne sono stati fatti tanti – come mi è stato detto –; ma so anche che ce n’è uno che sta andando per la maggiore e che forse sarà la new entry, la novella Julianna Margulies del famoso ciclo amerikano A Good Wife, una buona moglie.

Ci sono perfino frizioni in giunta, come in tutte le migliori famiglie. E qualche pizzicotto con l’amico Piero Lunardi c’è stato proprio per quel nome – mi dicono – a lui caro: la magica dottoressa Paola Aveta, quella che voleva andare a Quarrata e che fu battuta, in finale, dalla Grazia Razzino. La quale, però, dopo appena sette mesi di quarratismo, ha deciso, stando a Andrea Balli, di rinunciare al seggiolone da dividere con Marco Mazzanti e Iuri Gelli, per migrare altrove – Chissà perché…

L’Aveta, allora battuta sul rush finale, dovette ripiegare su Lamporecchio, ma pare che, essendo troppo lontani i famosi brigidini del Rinati, preferisca, ora, le bracerie di Serravalle e i berlingozzi di Casalguidi. Vedremo.

Vedremo – non c’è dubbio – ora che mi hanno rimesso una pila nuova al cuore per altri, almeno, 13 anni: anche se i miei estimatori di Lecceto (ve le ricordate le vicinali-interpoderali chiuse a forza sotto chiave?) speravano, lunedì scorso, che io restassi sotto i ferri. Gli è andata male, poveri cocchi!

Daniele Ferranti

Nel frattempo una nota finale per la politica del senatore La Pietra: uno dei suoi uomini, Daniele Ferranti, punta quarratina e gran sostenitore dell’Irene Gori, è carico d’ira contro chi mi ha passato la lettera di investitura del nuovo portavoce di Serravalle che ha preso il posto dell’Elena Bardelli. Non gli è garbato che la avessi pubblicata.

Peccato. Dovrà farsene una ragione. La notizia, oltre che vera, era bellina. «Bendetti figlioli – dice don Abbondio nei Promessi Sposi –, benedetti figlioli, prima fanno i loro pasticci e poi vengono da noi perché li mettiamo a posto»…

Auguri per le nozze mistiche Cristo-Chiesa/Serravalle-Aveta. Ma speriamo che dal matrimonio non nascano troppe figliate… Potrebbero essere guai.

Auguri e Buon Natale a chi è libero, ma decide di stare a casa agli… arresti domiciliari!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Ma il sindaco Benesperi sarà geloso di Piero Lunardi?


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