a onor del vero • 14. L’ITAGLIA SPIEGATA IN VIGNETTONI

Il famoso Comune di Quarrata non si fa mancare nulla. Ha una villa medicea e se ne gloria quasi fosse quella di Artimino o di Poggio a Caiano, mentre era solo un povero casino di caccia ampliato a rate. Ha uffici e servizi che producono falsi d’autore, come si è fatto vedere in via documentale. Ha un servizio anticorruzione, uno che si occupa di legalità, una bandierina di Mattarella e il 50% del suo patrimonio viario/urbanistico fuori regola: a iniziare dall’assessore abusivo all’edilizia Simone Niccolai. Può però contare su una procura protettiva che arresta chi chiede l’applicazione della legge e protegge il sistema degli illeciti istituzionali


Fra i testimoni a mio sostegno – dato che il sostituto Claudio Curreli tutto aveva fatto con le sue “indagini” surreali mai esperite, tranne che leggere le carte e cercare la verità vera – io avevo citato il più diretto interessato: il geom. ingegner Iuri Gelli, già capo dell’Area 3, anch’egli falsificatore di carte à go go. Ero infatti sicuro che, parlando di mistificazioni in aula, non avrebbe potuto fare tanto il ganzino, come si dice…

 

A LECCETO, GIÙ DAL NELLI,

VOLÒ A TERRA PURE IL GELLI

 


Un assessore alla legalità che alla legalità cammina sopra con i tacchi a spillo del 12, che razza di legalitaria è? Perché, Gip Martucci, devo credere alle «autorità costituite» di cui lei si fida? Perché me lo ordina lei con 104 giorni di arresti domiciliari? In generale credo saper leggere e scrivere; e di non aver bisogno di lezioni di storia da Casa del Popolo

 

Il segretario generale Luigi Guerrera. A che serve un responsabile dell’anticorruzione che non vede quella che ha in casa propria? Meglio arrestare un cronista no? Si fa prima e ad effetto…

 

1. Cari quarratini di destra, di sinistra, di centro o non si sa che. Non molti giorni fa sono uscite le trascrizioni della prima udienza (6 luglio 2021) del processo con cui la procura di Pistoia, auspice il signor Claudio Curreli, ha cercato e cerca di troncare le gambe alla libera informazione, approfittando di chiunque possa lamentarsi di un cattivissimo me, abituato a scrivere non solo le sagre della panzanella e delle panzane, ma la marcescenza che domina in questa oscura provincia, pesante come la gravità di un buco nero. 

2. Fra i testimoni a mio sostegno – dato che il sostituto Claudio Curreli tutto aveva fatto con le sue “indagini” surreali mai esperite, tranne che leggere le carte e cercare la verità vera – io avevo citato il più diretto interessato: non potevo chiamare il sindaco Mazzanti, perché non ci arriva; né l’ex-comandante Bai, perché mentitore seriale (capito consiglieri del M5S?) e falsificatore (mi quereli: si ride). Non potevo neppure pensare a «chicche e sia» (da Totò). Così ho scelto il mio primo ed unico “persecutore/accusatore”, il geom. ingegner Iuri Gelli, già capo dell’Area 3, anch’egli falsificatore di carte à go go (mi quereli: si ride). Ero infatti sicuro che, parlando di mistificazioni in aula, non avrebbe potuto fare tanto il ganzino, come si dice. 

3. Venne il Gelli – e fe’ macelli. Prima aveva dichiarato che io non avevo motivo di dolermi perché a Lecceto era tutto in ordine e… toh! in aula salta fuori che tutte le mie osservazioni erano più che fondate. Che il Perrozzi è un abusivista seriale. Che il rag. non-dottor Ctu (probabilmente stranoto e forse amico di Claudio Curreli o comunque del tribunale della dantesca «degna tana») aveva strade chiude dentro la sua proprietà, ma non erano vicinali «a suo parere» (parere di Gelli, che non vede un elefante dietro un filo d’erba), ma erano però interpoderali (che sono esattamente la stessa cosa detta con una definizione diversa) e che la chiusura di quelle strade con dei cancelli sempre chiusi era – ancora secondo lui, arbitro del diritto e “giudice costituzionale onorario” – regolare e legittima. E disse anche altre decine di stronzate che mi hanno fatto schiaffare agli arresti domiciliari da Claudio Curreli e dal Gip Patrizia Martucci per 104 giorni come stalker, violento, aggressivo e pericolosissimo. È possibile che nessuno debba pagare per questo “puttanaio messo in piedi con i piedi”? Togliétevelo dalla testa. 

E Tvl esalta (wie viel kostet es?)

Laudato si’, mi Signore – Tvl 1. Per nostre sorelle strade chiuse a caso…

Laudato si’, mi Signore – Tvl 2. Per nostro fratello Boscabbaccano a Quarrata…

Laudato si’, mi Signore – Tvl 3. Per sora nostra fuffa d’apparenza…

Laudato si’, mi Signore – Tvl 4. Per le cartine in cui scompaiono le strade…

Laudato si’, mi Signore – Tvl 5. Per la legalità che ci doni su panchine Lgbt…

Laudato si’, mi Signore – Tvl 6. Per lo spirito santo con cui n’allumini el giorno…

4. A un certo punto, dalle parole del Gelli, viene perfino fuori che il rag. non-dottor Romolo Perrozzi, tutelatissimo da squadre di avvocate e da una procura della repubblica compatta (forse nel non svolgere indagini e nel non leggere i documenti a sua disposizione…), ha in corso una caterva di abusi edilizi lunga da qui alla Torre di Sant’Alluccio sul Montalbano.

5. E Gelli mente perfino al giudice in aula: dice che loro, ingegneri degli stivali di Gengis Kahn, non si erano accorti di capannoni rizzati lungo via Carraia in zona Lecceto: erano ben mimetizzati e nascosti – dice. Da cosa? Forse dalla fuffa di menzogna dell’Ufficio Tecnico del Mazzanti? Mi quereli: si ride! E tant’altro che sarà fatto valere a tempo e luogo. 

Falso d’autore numero 2 dei quattro cavalieri dell’Apocalisse. Ma la procura è cieca, sorda e muta. Poveri cittadini italiani!

6. Iuri Gelli ingegnere, Marco Bai perito, Andrea Casseri ingegnere, Emanuele Gori geometra e, in parte anche la signora Caterina Biagiotti architetto, hanno prodotto documenti falsi (mi querelino: poi si ride) o dichiarazioni non veritiere. Hanno rilasciato condoni fasulli in quel di Lecceto o tollerato che quei condoni rimanessero in piedi pur se avvertiti della nullità radicale delle pratiche; hanno negato l’evidenza lapalissiana della legge; e per cosa se non per favorire alcuni cittadini e svantaggiarne altri meno graditi al “signore nostro dio onnipotente”? 

7. Come nel famoso «tubone dei Casini» (la fognatura da oltre 8 miliardi di lire buttati via, intasata di merda e inutilizzata dalla stessa gente che sta governando Quarrata – Mazzanti non era con Marini nella cosiddetta «giunta dei ragazzi»?), un «tubone» che sta scoppiando; ora sta scoppiando anche il bubbone delle falsità, dei favoreggiamenti, delle cose senza senso di un Comune che, nonostante tutta l’albagia della democraticità, delle bandierine del Mattarella, delle inchieste (senza prove e senza indagini) della procura di Pistoia, delle panchine segate anti-Covid e inaugurate per quote rosa e Lgbt e di tutta una serie di stupidaggini quotidianamente strombazzate dall’occhio[ne] di colui che tutto muove, comincia a mostrare il sindaco del burraco e del burro (se è sempre a correre perché è troppo carico di colesterolemia) mentre annaspa in un vero e proprio cul de sac. Tanto i fatti, alla fine, parlano da soli, furboni! 

8. Basta, o divini ridicoli! Non è diffamazione questa: la diffamazione la architettate voi tutti e contro cittadini di buon nome e di buona moralità perché pestano i piedi ai vostri protetti. Questa è semplicemente indignazione sotto forma di libera espressione incazzata su dati di fatti certi, non su una materia che un poeta indiscutibile come Gaio Valerio Catullo definirebbe semplicemente «cacata carta»; tradotto “carta igienica smerdazzata”, o politicamente corretti! 

9. A che servono i segretari comunali se non fanno un cazzo del loro dovere di vigilare sull’anticorruzione? A che servono gli assessori (peraltro avvocati!) alla legalità se non fanno, in quota rosa, una minchia? A che servono le opposizioni se poi si accordano, dinanzi a fatti di estrema gravità, come questi che narro da un anno, per un volgarissimo piatto di lenticchie e neppure di quelle docg di Colfiorito? 

L’unica scelta possibile in Itaglia: la bugia preferita

10. Vergognatevi. Tutti, senza esclusione. E continuate pure a scrivere e fare scrivere guidine per la Màgia da fare esaltare strombazzatamente come capolavori letterari da Tv Libera Pistoia (fra l’altro non mi avete ancora detto quanto pagate i servizi al Bardelli di Tvl: e perfino i carabinieri della giudiziaria hanno fatto finta di non capire…). 

Io romperò pure le palle agli amici che non ne possono più di questi editorialoni sempre tutti uguali, ma a questi amici io dico serenamente, pacatamente alla Veltroni: osservate bene l’Italia e ditemi se state meglio oggi con Draghi e il post-comunistaio imperante e dittatoriale, o negli anni dei ladri di Mani Pulite, eliminati per fare posto a questi principi dello sterco stile Arcuri e migliaia di altri… 

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

 


 

Mistero della fede

 

Catarella: «Personalmente di persona»...

 

Nel settembre-ottobre 2019 sia io (personalmente) che alcuni parenti e non parenti di famiglia fummo urgentissimamente sentiti, come persone informate sui fatti di Lecceto, dal tenente colonnello Stefano Nencioni (ora a Gerusalemme, credo) presso la caserma CC di Viale Italia.

Furono fatti, per l’esattezza, numero quattro verbali, che tuttavia non si sa dove siano finiti. Non si trovano più – e non è la prima volta che a Pistoia, in procura, i fogli volano fuori da un fascicolo e finiscono straordinariamente in un altro non bene logistizzato.

Sarei davvero curioso di sapere dove sono finiti. Quando tornerà il colonnello da Israele? Almeno lo chiedo a lui «personalmente di persona» (tanto per copiare Catarella).


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