a onor del vero • 26. L’ITAGLIA SPIEGATA IN VIGNETTONI

Stasera ad Agliana/Agrùmia si celebra il rito dell’inutilità: con[s]iglio comunale segreto, inutilerrimo, su questione della massima segretezza nota, però, a tutti perché qualche ameno sostituto ha raccontato vita, morte e miracoli di un personaggio di Riccardo Marasco nella canzone dedicata a un tal Luca Cava.

Gli impegnatissimi con[s]iglieri agrumiènsi ponzeranno tutta la serata per arrivare, come al solito, a decidere di non decidere una beata minchia perché così va il mondo di Agliana, di Toscana, di repubblica itagliàna.

Dal 31 agosto scorso, infatti, data in cui l’assessore Ciottolìk (come Diabolik) voleva picchiare Alessandro Romiti, si è giunti fino a San Martino con gli arresti divulgati a gran voce dalla stampa organica pistoiese, che però, in questi ultimi giorni, sembra si sia leggermente raffreddata, mostrandosi più cauta nella corsa alla “guerra della cacca” (chissà perché…).

Stasera sapremo. Cosa, di preciso? Che vogliono tutti trasparenza e chiarezza anche se nessuno le fanno mai: a partire dalla procura di Pistoia, particolarmente dotata nel complicare le cose semplici e nell’oscurare la luce del sole. Sùbito seguìta, però, dalla segretaria Paola Aveta, indicata come povera vittima di veleni da un Tirreno che, purtroppo, entra a gamba tesa in questioni che non conosce affatto


Quando succede qualcosa, nessuno sa mai niente

 

È ancora qui il Ciottoli? Complimenti alla chiarezza e alla trasparenza della giunta del rinnovamento, della segretaria anticorruzione, delle opposizioni alla frittura di pesce che fa male senza i panini Pane & Rose della Tonioni. Agliana è ben degna di Agrùmia

 

1. Cinque giorni di Agliana Civica dati a Luca Pedrito Benesperi per mettere all’uscio un aggressivo assessore come Maurizio Ciottoli, sono passati nel più totale silenzio. Ed ecco la trasparenza e la chiarezza della giunta aglianese.
«Lega Salvini o Civica Agliana, suona sempre la solita campana». Una campana fessa (= rotta) di quelle che suonano come avessero il battaglio avvolto nei cenci.
Sembra di vedere Roma: gli ex-legaioli sono dentro e sono fuori al contempo. Dicono e disdicono; mostrano i denti e poi si scopre che sono solo dentiere di plastica da carnevale come quelle da vampiro. Un flop totale. Ciottoli è sempre lì con la sua inconcepibile okkupazione del potere. E il Billi urla urla sol per burla.

2. Vannuccini e il Pd con la Tonioni, che aveva messo su una paninoteca con marchio Pane & Rose della cooperativeria più o meno rossa, si preoccupano di fare polemiche sui manifestini delle nozze e non sui pugni del Ciottoli.
Da quando è arrivata, auspice la segretaria Aveta (sindaco di fatto ad Agliana), la «repubblica conciliare degli accordicchi», sta zitto-e-puce anche quel fine dicitore di Guido Del Fante: gli hanno premiato i suoi ex-segretari lampadati e quindi tace.

3. Sta zitto anche don Tofani che ha incassato quattrini di cui nessuno vuole parlare. È questa la trasparenza aglianese del Benesperi che non sapeva dei problemi dei vigili – ma che, in realtà, era a conoscenza di tutto: per filo e per segno perché al terzo piano c’era, ci dicono e si sa tutti, la fila dei lamentoni in divisa l’un contro l’altro armati.
Solo il luogotenente Salvatore Maricchiolo ha creduto alla storia della «chiave rapita» senza battere ciglio.
Un maresciallo presente da più parti, e non solo nella vicenda vigili, nelle storie della procura pistoiese. E forse non sarebbe male, ai fini della trasparenza e della chiarezza, che qualcuno ci spiegasse il perché da Quarrata partono diverse «onde lunghe» per i PM di piazza del Duomo.

4. Stasera, con l’unico punto all’ordine del giorno del con[s]iglio comunale (perché non indicare l’inchiesta non con un nome inglese come Untouchables, ma con un bel latino maccheronico: Vigilorum Puttanatae?) il Pedrito, che sul suo non sapere ha mentito, e il suo compare “picchiatore” pronto a strabordare a tutte l’ore, è un peccato che debbano nascondere tutta la loro trasparenza dietro la bella lastra di piombo della… riservatezza/privacy di cui amano circondarsi. Soprattutto la privacy del diritto di sapere, linea ben sostenuta anche da Donna Aveta.

5. Gratta & Vinci: ma ad Agliana nessuno vince nulla. Non i 5 Stelle-Bartoli sempre pronti a fare solo la mossa; non il Guercini che, non abitando neppure a Agliana, se non sbagliamo, non si capisce cosa ci stia a fare in con[s]iglio che non è il suo.

6. Stasera accomoderanno il tiro tutti d’amore e d’accordo, per salvarsi la coda affinché non gli resti tra uscio e battente. Va bene che alle lucertole la coda ricresce anche se gliela staccano: ma loro, i lucertoli della politica (?) aglianese preferiranno senza dubbio uscire interi dalla camera caritatis… È più comodo.

Alfredo Fabrizio Nerozzi. Cosa dirà stasera ai suoi colleghi di con[s]iglio…?
7. Fabrizio Nerozzi, marito del comandante della municipale e unica vera opposizione aglianese (non credo che lui abbia mai mangiato neppure una briciola della famosa torta da dividere), dovrebbe fare, dicono, due dichiarazioni: una di premessa e una di conclusione.
Vedremo cosa dirà. Ma, da amico, gli ho consigliato di non parlare e di non dire: inutile sprecare fiato con chi è sordo per per menomazione funzionale, ma per volontà politica. E risparmiare fiato inutile è già qualcosa. Forse meglio cercare altre soluzioni o pensare a un collegio di difesa rinforzato con avvocati da 90.

A fine mese, però, c’è il bilancio del comune e sarà un con[s]iglio pubblico. Lì si vedrà come hanno fatto quadrare il bilancio i «camerati del rinnovamento» e le possibili amebe a strascico: se sono stati davvero più o meno bravi dei loro «amici della repubblica conciliare».

Vedremo, insomma, se, per fare i loro affari, hanno gonfiato le gomme (del bilancio) o viaggiano a gomme mence (l’aggettivo mencio è più pregnante di sgonfio). 

Volete scommettere che, di queste cose, la procura della repubblica non se ne accorgerà nemmeno un po’? Ma che volete? Queste sono le famose «autorità costituite» nelle quali il cittadino è chiamato ad avere incondizionata e cieca fiducia… 

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

 


 

E POI PEDRITO SI INDIGNA

COME SE AVESSE LA TIGNA…

 

Calma, Pedrito! Se si piglia in giro Jaweh, si potrà farlo anche con il sindachino di Agrùmia, no?

 

Sembra che Luca Pedrito Benesperi sia fortemente incazzato perché lo abbiamo vignettato come un talebano.

Perché non accetta di essere preso in giro? È un sindaco (o almeno crede di esserlo). Si sente al di sopra di dio, forse, mentre Chiarlie Hebdo rappresenta Jaweh tanto irriverentemente e senza alcuna controindicazione anche da parte dei politicamente corretti?

O è ammalato di presunzione, oltre che di epigastralgìa, perché ha fatto il famosissimo Liceo Forteguerri di Pistoia, di cui ci parlava Ilenia Reali proprio in questi giorni sul Tirreno?


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