a onor del vero • 27. L’ITAGLIA SPIEGATA IN VIGNETTONI

Sul con[s]iglio comunale segreto di ieri sera (15 novembre) ad Agliana, è il caso di suggerire alla procura di aprire una seria indagine sulle rivelazioni del segreto di ufficio, perché stamattina tutta Agrùmia sapeva cosa era successo e cosa era stato detto. Ovviamente, prima di procedere, sarà il caso che i sostituti si apprestino a fare un sano «autodafé» in segno di pieno rispetto della legge.

Prima di iniziare a narrare, per filo e per segno, quel che è successo, è il caso di accennare alle dimissioni del vicesindaco leghista Federico Ferretti Giovannelli. Ci hanno pensato le sinistre unite a darne notizia alla Pravda pistoiese con dovizia di giudizi morali graveolenti di eticismo neostalinista: un’opposizione che ha visto tutto e su tutto ha taciuto come piissime donne da vespro della domenica.


II famoso don Abbondio dinanzi ai bravi disegnato da Francesco Gonin: ossia la metafora vivente della viltà politica anche dei nostri giorni

 

Il comunicato delle sinistre aglianesi inviato alla Pravda di Pistoia

 

1. Che è successo ieri sera nel con[s]iglio segretissimo di Agliana? Un assoluto nulla, come del resto era prevedibile. Tutto il con[s]iglio agrumiense è una vivace comunità di coniglietti da compagnia stile-Bianconiglio da Alice in Wonderland. Tutte “vergini dai candidi manti” dell’Ifigònia in Cùlide. 

2. Doveva saltare il Ciottoli (così dicevano quelli di Agliana Civica). È saltato? No. Anzi: poco c’è mancato che non venissero quasi alle mani, con Pedrito che si è irrigidito e che ha opportunamente condito il Silvio Buono quando ha detto che Ciottoli, un anno fa, lo aveva cazzottato.

3. Nessuna epigastralgìa, stavolta, per il fragile primo cittadino? Aveva preso il Gaviscon? Si è inalberato più o meno strillando che Silvio Buono “doveva fargli querela allora, al suo incontenibile Agnellone”; e che ora “era troppo tardi”. Correrà dall’Elena Augustin a imbastire altre querele o sparirà al mare come al solito, quando qualcosa lo turba? E chi lo sostituirà come vice? 

4. Il discorso della querela, però, non fa una grinza: solo che il Ciottoli ha lasciato, dietro di sé, una fila di scazzottati e/o scianchettati e/o criccàti. Inoltre sembra che abbia due porto d’armi, con fucili e pistola, che ancora nessuno sa se gli siano stati ritirati, mentre il prefetto ha tolto subito tutto alle vigilesse agli arresti.

5. Se il dottor Gerlando Iorio si fosse mosso in altre circostanze potremmo anche capirlo: ma così non ha fatto (e neppure la procura) per certe storie di altre vigilesse aglianesi che l’arma di servizio se la sono addirittura portata a casina a Livorno, passando i confini di tutti i Comuni da qui ai Quattro Mori. O anche con un vigile che per mesi è stato sotto cure psichiatriche.
Perché a Pistoia la legge non è uguale per tutti? È una domanda legittima o un vilipendio?
 

L’algida opposizione aglianese che sapeva tutto ma le distanze prese

6. Gelide come aringhe in barile le opposizioni (Guercini-Vannuccini-Bartoli) nei confronti del tema della serata: gli arresti delle vigilesse.
Del resto è comprensibile: perché loro, i sinistri, da sempre, sono stati a reggere la corda della vela del fu-comandante Nesti; il comandante, non scordiamolo per favore, di una denuncia anonima perdonata in aula da quella stessa procura che si fa – e dimostri il contrario, se può – forte coi deboli e debole coi forti.
Esempio probatorio: accusa me di stalkerizzare il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi affidando l’inchiesta al signor Claudio Curreli che è, sì, un sostituto Pm, ma che coordina anche le cooperative di accoglienza-migranti pure quand’essi sono clandestini e pertanto irregolari su suolo italico. Quel suolo i cui cittadini pagano lo stipendio ai procuratori.
Una domanda che non può essere vilipendio: perché si inventano reati inesistenti per me (stalking giornalistico) e non viene preso alcun provvedimento contro don Massimo Biancalani disobbediente reo confesso anche in relazione a tutti i problemi igienico sanitari che gli abitanti di Vicofaro vivono di giorno in giorno?
Loro non sono – come disse Coletta – «gente comune» per cui lavorare?
 

7. Il comunicato passato a ReportPistoia dice tutto e il contrario di tutto per non affrontare i veri temi e problemi.
È vero che l’amministrazione Benesperi è letalmente ridicola in tutte le sue fragilità, in primo luogo quella di soggiacere senza fiatare alla “visione del mondo” della segretaria generale Paola Aveta.
È vero che il leghista Federico Ferretti Giovannelli si è sempre dimostrato un vero e proprio “flop-py disk”. Ma è anche vero che tre geni della buona amministrazione come Guercini, Vannuccini e Bartoli, una parola (una sola) sul problema Ciottoli – che non è da poco – non l’hanno fatta.
Possono andar bene ai loro ammosciati elettori consenzienti di sinistra; e possono fare un comodo-cane al duo La Pietra/Pira: ma mica possono pretendere di darla a bere a chi ha anche due o tre soli neuroni in più del loro unico che, fra l’altro, si alimenta d’aria attraverso la famosa terza narice comunista?
 

Marurizio Ciottoli, assessore aglianese in alta unforme e senza parola…

8. Volete il con[s]iglio di ieri sera materializzato in un quadro? Vi suggerisco il famoso don Abbondio dinanzi ai bravi disegnato da Francesco Gonin: ossia la metafora della viltà.
Soltanto Fabrizio Baroncelli (FdI) ha avuto il coraggio di spendere qualche parola di solidarietà e di apprezzamento per il lavoro del comandante agli arresti: gli altri, come detto, salacche e aringhe in barile, fredde, salate e affumicate.
 

9. La sinistra (Guercini-Vannuccini-Bartoli) sulla quale questa specie di amministrazione Benesperi aveva fatto conto, gettandole ponti per una res publica dell’inciucio, la leggete nel comunicato a ReportPistoia algida – per non dire ibernata – come una moglie fredda la prima notte di nozze.
Del resto Vannuccini era uomo del Rino Fragai, quello che definiva «ottimo comandante» il deposto Nesti, sempre comunque benvisto (ricordiàmocelo) dalla procura pistoiese.
 

Popolo di Agliana, divèrtiti! L’unica seria speranza per te – che dovrai anche pagare un anno di intercettazioni telefoniche e oltre 3 mila pagine di trascrizioni per la semplice e assurda sparizione di una chiave – è che il prefetto immobile, finalmente sciolto dall’incantesimo paralizzante che sembra averlo mutato in pietra, sciolga, a sua volta, in melletta la fallimentare amministrazione del cambiamento e invii, come Zeus nella palude di cui parla sempre ossessivamente la Blimunda, una feroce idra di commissario prefettizio che sgrani e ingoi (colpo-colpo, uccello-uccello) tutte le rane che vi gracidano. 

Con tal sistema il Comune potrebbe perfino risparmiare di botto 60 e più mila euro all’anno di segreteria comunale sostanzialmente inutile. 

Al con[s]iglio segreto era presente anche il Ciottoli: muto come un pesce di quelli che una volta finivano fritti nel padellone di piazza e che Tvl reclamizzava al suo Tg60 – anni di Magnanensi e dopo (i pagamenti li “determinava” Andrea Alessandro Nesti). 

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


 

EPIGASTRALGÌE (MANCATE) IN CORPO 11

 

Benesperi ha la querela facile? Forse qualcuno dovrebbe provare a calmare i suoi bollenti spiriti

 

Il Sindaco Benesperi ha assistito a due aggressioni del suo compare Maurizio Ciottoli: lo scorso anno, quando scazzottò Silvio Buono; il 31 agosto scorso, quando Trapélo aggredì Alessandro Romiti, che fu salvato dalla comandante Turelli.

Non vorrei insegnare il mestiere ai Pm pistoiesi: ma se Benesperi era – come è – ufficiale di pubblica sicurezza, non avrebbe dovuto denunciare gli eventi in procura o al prefetto?

E se non lo ha fatto, non è incorso nell’ipotesi di omissione di atti dovuti e di favoreggiamento di uno dei suoi uomini o in un abuso d’ufficio?

Poi faccia la procura – tanto lo fa comunque.


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