a onor del vero • 38. L’ITAGLIA SPIEGATA IN VIGNETTONI

Dal luglio 2020 sto lottando strenuamente e da solo, perché nessuno aiuta nessuno in questo mondo della solidarietà, dell’accoglienza, della legalità, della legge e della democrazia alla Napolitan-Mattarella. Combatto:
contro un Comune, che è una piramide in ogni senso (compresi i falsi e gli abusi d’ufficio) quanto a favoritismi da una parte e angherie dall’altra;
contro una procura della repubblica che, faccia quel che vuole, è un tempio sacro della violazione dei diritti umani e del mantenimento dei privilegi di alcuni rispetto ad altri;
contro una stazione di carabinieri il cui luogotenente, Salvatore Maricchiolo, si perde ed arde dietro la denuncia del furto (?) di una chiave di una vigilA di Agliana, ma non si scalda per nessuna delle prove di malversazione amministrativa che, costantemente, gli ho fornito strada facendo.
Hanno tutti preferito e preferiscono, unanimemente, scatenarsi contro uno solo, piuttosto che, onorando l’obbligatorietà dell’azione penale, entrare con l’érpice in un campo di malefiche gramigne e fare, com’è loro dovere, piazza pulita dei vari marciumi documentali.
Ecco un nuovo capitolo di questi sconci di cui dobbiamo ringraziare le «autorità costituite». Divertitevi


Osannato dai sudditi, festeggiato da Tvl di don Bardelli quasi ogni giorno, Mazzanti reclamizza l’acqua azzurra acqua chiara di Lucio Battisti, ma ad alcuni suoi quarratini fa bene acqua di fogna. Provate a negarlo se ne avete il coraggio. E nessuno lo richiama ai suoi doveri. Perciò è ben coperto e non si bagna mai…

 

BEATO QUEI CHE C’HA SEMPRE L’OMBRELLO:

SICURO STA NÉ BÀGNASI UN CAPELLO!

SEMPRE COLUI MANTIÈNESI ALL’ASCIUTTO:

PUÒ CHIACCHIERARE A VÒTO E PÒLE TUTTO!

 


 

Il vignettone per Oliviero Billi

 

Ieri vi ho deliziato con la storia del fu-comandante dei vigili di Quarrata Oliviero Billi, con un pezzo fuori-narrazione dal titolo a ciascuno il suo. Ma il Billi non farebbe meglio a starsene zitto e buono?.

Vi parlavo di una costruzione abusiva in via di Lecceto, fatta tirare su senza licenza né permesso: alla io-fo-come-mi pare; una costruzione assolutamente fuorilegge a prescindere da qualsiasi sia la “benedizione” che gli edificatori abusivi abbiano ricevuto da Comune, da Fatima, da Lourdes, da Medjugorje o da chiunque altro.

Ma se si denuncia un Green Pass falso e chi lo usa, figuriamoci se non si deve fare lo stesso per un condono inesistente (“favoreggiato” dal Comune di Quarrata) e chi ne abusa! 

1. Oggi proseguo sulla stessa linea e rappresento di nuovo a tutti (a cui peraltro ho già rappresentato la situazione: ma il Comune non risponde nemmeno; la procura è senza orecchie, senz’occhi e non sa né leggere né scrivere né fare di conto se non per tenere le sue sostanzialmente illecite posizioni); rappresento di nuovo a tutti che i seguenti signori, Mara Alberti, Gionni Dainelli, Margherita Ferri, Sergio Luciano Giuseppe Meoni, rappresentati e sempre difesi (?) dall’avvocato Roberto Ercolani del foro di Firenze – interlocutore privilegiato, non si sa a quale titolo, del Comune di Quarrata – hanno ottenuto dall’ufficio tecnico del Comune di Quarrata, e in particolare dal geometra Franco Fabbri, un condono che non poteva né doveva essere concesso perché ottenuto 1. con false dichiarazioni e 2. in assenza di tutti i requisiti richiesti dalla legge: nella fattispecie dell’atto di assenso al condono stesso da parte del comproprietario della comunione della particella su cui erano stati realizzati abusi edilizi.
Per chiarire: l’atto di assenso di Bruna Lapini, sul quale – dopo la richiesta formale – il “condonificio quarratino” sorvolò bellamente a danno delle proprietà Lapini/Bianchini-Pegoraro.
 

2. Per i sordomuti
• delle «autorità costituite» del Comune (sindaco Mazzanti; segretario Guerrera; uffici tecnici; assessore costruttore abusivo Simone Niccolai; assessorA alla [il]legalità Francesca Marini; commissioni consultive del paesaggio [ma meglio: paesaccio] e territorio; maggioranze; appoggiatori del Mazzanti e opposizioni allo stracchino di Nonno Nanni: consiliari ed extra-consiliari)
• della Polizia Municipale, settore abusi
• dei carabinieri del luogotenente Salvatore Maricchiolo
• dell’ufficio del territorio della prefettura di Pistoia e, vivaddìo,
• dell’intera procura della repubblica pistoiese
ritengo opportunamente doveroso ripetere, sottolineare e sottoscrivere, che
i signori Mara Alberti, Gionni Dainelli, Margherita Ferri, Sergio Luciano Giuseppe Meoni, rappresentati e sempre difesi (?) dall’avvocato Roberto Ercolani del foro di Firenze (interlocutore privilegiato, non si sa a quale titolo, del Comune di Quarrata)
• 
non hanno titolo a condono
• i loro contratti sono, pertanto, nulli in radice
• hanno realizzato solo opere abusive dal loro arrivo in loco (via di Lecceto 18, Quarrata, località Montorio, a confine e in comunella con il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi)
• 
continuano a fare come vogliono potendo, di fatto, contare sui favori del silenzio di tutti e – lo sottolineo con decisione, perché non credo che sia un semplice caso… –
• ogni volta che arriva una notifica di qualsiasi natura, costoro ne danno pubblico annuncio col megafono sulla particella a comune, la numero 430, come se avessero occhi e orecchie nelle cancellerie penali e fra i messi notificatori del tribunale pistoiese.
 

Socrate ripeteva: «Non si deve più rispetto a un uomo che alla verità».

3. Da un anno e mezzo chiedo di essere ascoltato dal PM Tommaso Coletta, ma io, evidentemente, non ho questo privilegio.
Al contrario ce l’ha il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, Ctu apprezzato del tribunale pistoiese, la cui avvocata può permettersi di inoltrare, con molta confidenza e in maniera del tutto «non rituale» – noterebbe il sostituto Luigi Boccia –, segnalazioni a mezza procura di Pistoia, di sabato sera, per Pec, a pochi minuti dalla mezzanotte di un giorno di agosto (questa ve la racconto domani, però. Anzi, ve la faccio vedere e toccare con mano: è prova del disagio che sta attraversando la cosiddetta “giustizia” del sistema Palamara).

4. Il capo della procura, al contrario, mi fa rinviare a giudizio dal sostituto Claudio Curreli, a mio avviso incompatibilissimo a Pistoia non solo per le sue attività favorenti l’accoglienza di migranti e l’ingresso di clandestini in Italia, ma anche perché nello stesso tribunale, e come giudice delle esecuzioni, lavora la di lui moglie, la signora Nicoletta Curci. Fatto noto a tutti e da tutti taciuto.

5. Ho fatto un quesito su queste situazioni, ho ottenuto risposte zero: perché il cittadino non conta niente dinanzi alla legge e l’art. 3 della Costituzione se lo decidono i pubblici ministeri in barba alle norme, alle regole e al dettato costituzionale per cui i giudici sono soggetti solo alla legge. Cosa che non vedo proprio…

6. Mi chiedo, e chiedo a tutte queste «autorità costituite» della Gip Patrizia Martucci, se terzietà e imparzialità dei giudici siano un dovere o, al contrario, un preciso e solo privilegio riservato a chi – nell’ottica del signor Claudio Curreli e dei suoi colleghi – come il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, fra l’altro Ctu noto e apprezzato del tribunale di Pistoia, può contare su una corsia preferenziale anche nell’accoglimento e nello smaltimento di una caterva vergognosa di querele e calunnie che il Perrozzi continua a presentare tuttora alla procura dando tutta l’impressione di soffrire di una sorta di sindrome compulsiva non del perseguitato, ma, più verosimilmente, del persecutore e (lui, non io) dello stalker benvisto e avvantaggiato con una manovra di «stalking giudiziario» messa in ponte dalla procura stessa. 

7. Ora guardate bene il sindaco Mazzanti che su Tvl inaugura i fontanelli. Sono convinto che, se invece di parlare di acqua pulita, facesse pulizia di tutti gli sconci, che tutti gli perdonano e gli coprono tenendolo al caldo e al sicuro, farebbe, anche lui, l’obbligo del suo dovere di fedele servitore dello stato, pur se lo stato, a questo punto, non esiste più. 

8. Non crederete mica che sia finita qui, vero? Finirà solo quando la procura deciderà di chiarire la ragione per cui le querele di Romolo Perrozzi (30, 40 o quante sono?), più quelle di altri 15 accusatori bislacchi e livorosi, siano state ammazzettate tutte insieme come le «cipolle di Tropea dop» e mandate in aula senza che Curreli sia stato fatto presentare a seguire di persona, e a spiegare, come ha fatto a confezionare il suo minestrone giudiziario.

Avrò, come cittadino, il diritto di essere arrabbiato, gentili «autorità costituite»? 

Dottor Grieco, ci avete tolto tutto, anche trent’anni di vita

Edoardo Bianchini

[direttore@linealibera.info]


 

Ma la legge è davvero uguale per tutti?

 

Guardalo bene, guardalo tutto | senza la maschera come gliè brutto! E i cittadini che dovevano portare la maschera o pagare la multa? Il sindaco era alla Màgia a dare diplomini alle nozze d’oro

 

Ieri sera, 6 dicembre 2021, Tvl a TG60, se non erro, ha dato notizia che il Mazzanti ha firmato l’ordinanza con cui «ordina, comanda e vuole» che in certe condizioni i quarratini usino le mascherine anche all’aperto.

Lui non se lo ricorda che, durante la prima ondata della pandem[enz]ia, se ne andava a giro senza nascondere il suo accattivante sorrisone compagnile con una bella e necessaria mascherina anche al chiuso, mentre il suo comandante Marco Bai si rifiutava di sanzionarlo venendo meno ai suoi doveri d’ufficio.

No, lui era al di sopra degli altri, perché era «Marco, di privilegi carco»!

Anche in quel caso né prefettura né procura mossero dito: ciechi, sordi, muti e analfabeti perché incapaci di leggere, scrivere e fare di conto.

La domanda dunque è: dottor Coletta, siamo certi che tutti i cittadini siano davvero uguali dinanzi alla legge o ogni giorno ci sono – come scriveva Primo Levi – i sommersi e i salvati?

Vilipendo la magistratura con una domanda come questa? O richiamo a un ordine e a un ordinamento che sarebbero doveri costituzionali di tutti i cittadini, procure della repubblica comprese e in prima fila?

Leggere e scrivere non sanno farlo solo i magistrati. Sanno farlo – perdoni – e molto meglio, i filologi, i linguisti, i traduttori e commentatori della classicità, che magari leggono la Logica di Aristotele anche direttamente in greco, non crede?


A Pistoia la giustizia soffre della sindrome di Palamara?


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