a onor del vero • 52. L’ITAGLIA SPIEGATA IN VIGNETTONI

Arriva un’altra delle bombe del sindaco Mazzanti. Questo fedelissimo nullafacente del Pd, che è riuscito a vivere un’intera esistenza senza rendere mai conto di ciò che non faceva, è come i bambini: ha sempre i fiammiferi in mano perché gli garba il fuoco. È convinto – e lo dà a intendere anche ai quarratini – che la legalità, la giustizia, la trasparenza, il progressismo e la corretta amministrazione consistano in uno squasso di pugnette – direbbe Bonaccini di Bologna – in vetta alla Montagnola. Ora intitola il Comune a Gino Strada e consorte: poi i quarratini possono anche schiantare. Chi se ne frega?


 


 

FALLA FINITA CON IDEE SÌ GUASTE:

INTITOLA A MORELLO DI MOGASTE!

 


 

E se a qualcuno venisse in mente di lamentarsi per il poco rispetto verso il «Coniglio Comunale», ci si ponga una domanda: quanto rispetto hanno questi «coniglieri quarratini» nei confronti delle leggi, delle norme e delle regole del Comune e dello stato? Quanto ne hanno i giudici di Pistoia…?

 

1. Spiegaci, Marco, cos’è la giustizia per te. È l’essere prosciolto dall’accusa di voto di scambio poco prima delle elezioni del 2017, grazie alla bontà comprensiva dei magistrati della procura di Pistoia, epoca-Canessa, sempre bendisposti nei confronti della politica e malissimo disposti nei confronti della stampa e dell’informazione che non rispetta le «autorità costituite»?

2. È tenere in giunta un assessore che aveva costruito stanzoni abusivi mentre faceva fare il culo agli altri cittadini di Quarrata in nome della legalità dell’assessora avvocata Francesca Marini?
Parlo di Simone Niccolai.

3. È comprimere il silenzio dei tuoi coniglieri e dei coniglieri delle opposizioni di Quarrata con chissà quali piccole regalie e pacchette sulle spalle? Dìcci, Marco!

4. È ignorare volontariamente norme e leggi pur di non prendere alcuna decisione nei confronti di altri tuoi protetti (per chiarezza, ad esempio, il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, a suo tempo strafavorito dalla Nadia Bellomo e da Giorgio Innocenti, con permessi che fanno venire un rovescio di stomaco: ma anche lui, forse, troppo noto e caro a Claudio Curreli: Coletta, del resto, non ha mai risposto a questa domanda…)?

5. È osannare la bontà della magistratura che ti lascia a piede libero: quella cosa che è stata tanto cara anche al tuo adorato Mattarella, il muto su Palamara & quella casta; la stortura dei PM, che, secondo Piero Sansonetti (ieri pomeriggio da Nicola Porro) ha detto che la lotteria Italia è stata vinta proprio dai signori del “facciamo come ci pare, perché nessuno ci tocca”?

6. Per te – che hai coperto e difeso Iuri Gelli, Marco Bai, Emanuele Gori, Andrea Casseri e altri ancora, compreso Franco Fabbri (poi chi dovrei aggiungere, Fiorello Gori? Me li dài tu altri tre o quattro nomi che conosci assai bene…?) –; per te, Mazzanti, cos’è fare il bene e di Quarrata? Lasciar, forse, marcire una fogna da 8 miliardi di lire – il tubone dei Casini pieno di cacca – mentre la procura di Coletta gira gli occhi dall’altra parte per… “aiutare la gente comune”?

Sindaco, te lo ricordi questo giuramento o hai perso gli occhiali?

7. Quanti altri secolidi scandali deve durare uno scempio politico-istituzionale di questa portata? E rivolgo la stessa domanda ai consiglieri/coniglieri quarratini, che sono a conoscenza di tutto, ma tacciono a bocca cucita sugli scempi del territorio depredato di giorno in giorno.

8. Intitola pure il tuo Comune a chi vuoi, Marco Mazzanti l’indegno. Fate quel che volete, uomini senza pudore del Coniglio Comunale di Quarrata. Non basta nessun Lysoform, nessuna Creolina, nessun acido per cercare di disinfettare un ente che, per quanto coltivi la legalità come vorrebbe far credere, è, quanto a rispetto della Costituzione, molto peggiore assai del laboratorio di Wuhan da cui è stato fatto fuggire il Covid.

9. E ora, campioni della fuffa e della ipocrisia, provate a dimostrare il contrario, ammesso che vi riesca senza violare tutti i diritti umani e civili dei cittadini come me che hanno ogni diritto di demistificare la vostra indigeribile falsità!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Morello di Mogaste in Via delle Cause, 11 febbraio 1971. Almeno sarebbe stato un quarratino… [foto Luciano Michelozzi]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email