A RISCHIO INFARTO: L’ODISSEA DEL 730 PRECOMPILATO

730 precompilato. E chi si fida...?
730 precompilato. E chi si fida…?

PISTOIA. Circa un mese fa sono entrata sul sito dell’Agenzia delle Entrate per capire come accedere al 730 precompilato. Ho scoperto che sarebbe stato online dal 15 aprile ma prima occorre registrarsi sul sito dell’agenzia, cosa non proprio semplice e immediata come la registrazione a qualunque altro sito, infatti occorre: entrare con il codice fiscale; viene chiesto di inserire il reddito dell’anno passato altrimenti non si procede, quindi dobbiamo ricercare il Cud o 730 dell’anno scorso, lo inserisco ma mi dice che non va bene perché la cifra deve essere arrotondata: riprovo e ok.

Ci viene fornito un numero che è la prima parte del Pin; la seconda parte arriverà a casa per posta dopo circa 15 giorni. Ho eseguito l’operazione sia per me che per mio marito. Dopo 20 giorni arriva l’altra parte del Pin, quindi si ritorna sul sito e ci si registra finalmente!

Insieme al Pin arriva anche la password per effettuare la registrazione, ma una volta entrati ci viene chiesto immediatamente di sostituirla. Bene, adesso penso che il più è fatto.

Accedo al mio 730 precompilato, verifico i dati desunti dal mio Cud e quello già inserito di un’assicurazione sulla vita. Alla fine mi dicono che sono in credito di 101 € e mi torna, a parte che mancano le spese mediche che dovrei inserire. Penso che poi le inserirò e così quest’anno risparmierò i soldi del Caf!

Ok procedo con quella di mio marito: registrazione, password etc. Entro e vado al prospetto riassuntivo dove trovo che mio marito dovrebbe pagare ben 3.400 €. Mi viene un colpo anche perché lui, come me, è un lavoratore dipendente e non abbiamo altri redditi, oltre quello dell’abitazione in cui viviamo.

Allarmata prendo tutta la documentazione e vado  di corsa al mio Caf di riferimento. 3.400 €,  ma siamo impazziti? L’impiegata, molto gentilmente, si mette a verificare tutto nonostante non avessi un appuntamento e si scopre (udite udite!) che nel 730 precompilato non erano state inserite le detrazioni spettanti per il lavoro dipendente.

Morale della favola mio marito dovrebbe pagare solo 400 € derivanti da un conguaglio perché durante l’anno ha cambiato lavoro e ha due Cud.

Dovrebbero semplificare le cose ai cittadini, il che sarebbe un gran passo avanti, ma si dovrebbero prima accertare di non commettere errori grossolani come questo. Forse è una strategia per eliminare con attacchi di cuore le persone così in futuro ci saranno meno pensioni da pagare.

Anche quest’anno quindi non potrò risparmiare i soldi del Caf, mi farò fare i 730 da loro come si deve. Risultato: spenderò gli stessi soldi dello scorso anno con la piccola differenza di due malori, quello di mio marito e il mio!

m.c.

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3 thoughts on “A RISCHIO INFARTO: L’ODISSEA DEL 730 PRECOMPILATO

  1. Capisco che l’inconveniente possa essere stato spiacevole, ma non credo che si possano trarre conclusioni universali ascoltando un solo caso: nella mia esperienza ho inserito la tessera sanitaria (precedentemente attivata presso il CUP della USL – operazione che comunque tutti dovrebbero fare perché comporta diversi vantaggi) nel lettore di “smart card” e in 5 secondi netti ho verificato la correttezza del mio 730.
    Impiegando altri 10 secondi (perché era il primo accesso ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate) ho verificato anche il 730 di mia moglie.
    Se non avessimo da inserire qualche detrazione per spese sanitarie potremmo essere già contenti così (con un credito complessivo di 1.600€ e senza aver perso tempo e denaro per andare ad un CAF), ma penso convenga attendere i 1° Maggio per poter inserire i relativi dati.
    Se la signora avesse aspettato probabilmente sarebbe riuscita ad accorgersi e correggere l’errore da sola; o comunque avrebbe potuto verificare che effettivamente mancavano le detrazioni (il 730 è visionabile per intero e può essere così confrontato con quello dell’anno precedente) e recarsi al CAF con minor ansia (tra l’altro le scadenze sono state allungate proprio in previsione degli inevitabili inconvenienti).
    Credo comunque che occorrerà aspettare i dati ufficiali per capire se l’operazione ha funzionato: qualche inghippo ci sarà sicuramente, ma globalmente direi che si tratta di una delle poche (pochissime) cose buone fatte negli ultimi 30 anni!!
    In definitiva, consiglio a tutti di andare ad uno sportello CUP per attivare la Tessera Sanitaria/Carta Nazionale dei Servizi e acquistare ad un prezzo simbolico (se non erro 2€) il lettore di smart card: in futuro questo sistema di riconoscimento sarà sempre più adoperato per i rapporti con la Pubblica Amministrazione (ad esempio a breve l’INPS consentirà di calcolare autonomamente la propria pensione , sempre accedendo al sito con la tessera sanitaria, mentre già da ora è possibile consultare/richiedere l’ISEE).
    Cordialità.

  2. Forse è vero che un errore non è detto che rispecchi la totalità delle situazioni (anche se il buongiorno si vede dal mattino), bisogna anche dire che per accorgersi dell’errore e poterlo correggere occorre avere delle nozioni di tributaristica che non tutti hanno ( io sono biologa e non capisco assolutamente nulla di queste cose).
    Per quanto riguarda la tessera sanitaria siamo di fronte ad un’altra piccola odissea; io ho fatto l’attivazione per la quale dobbiamo: andare presso il CUP e farsi attivare la tessera muniti di un documento di riconoscimento, acquistare sempre presso il CUP il lettore di smart card che costa € 4,20. Una volta a casa dobbiamo installare il lettore e per farlo bisogna scaricare dal sito della regione un software particolare che non è semplice trovare, l’installazione non è poi così immediata e richiede un pò di accorgimenti che magari una persona di una certa età non molto pratica di computer non è in grado di fare.
    Dopo tutta questa trafila (che mi ha portato via quasi una giornata) sono riuscita ad entrare nella mia pagina della tessera sanitaria e cosa scopro? Che non c’è assolutamente nulla tranne i miei dati anagrafici! I medici di base che avrebbero dovuto inserire tutta la nostra storia clinica non hanno messo nulla. La pagina è completamente vuota. Ho perso un sacco di tempo per nulla. Delusione. Per quanto riguarda gli altri servizi ai quali si può accedere con la tessera sanitaria secondo me non vale la pena di fare tutto il difficile percorso che io ho fatto per accessi ai quali possiamo entrare anche con altri strumenti.
    Cordialità.
    Mila

  3. Gent.ma Mila,
    concordo sul fatto che non sia una procedura a portata di chiunque (purtroppo il nostro è un paese ad elevata “analfabetizzazione informatica”, ma questo è un altro discorso), però credo che chi ritiene di provare ad aggiornarsi lo fa essendo conscio dei propri limiti e delle proprie conoscenze “tecnologiche”: non ci si avventura in mare se non si sa come pilotare una barca!
    E infatti ci è riuscita!
    Circa l’impiego come Tessera Sanitaria convengo con lei che al momento – e molto probabilmente per molti anni a venire – sia del tutto inutile (l’operazione tuttavia è risultata molto remunerativa per la società che gestisce il tutto… E che lo dico a fare?).
    Però, come ho sottolineato, ci sono altri usi della CNS (Carta Nazionale dei Servizi) che val la pena di imparare a sfruttare: dal 730 alle pensioni, all’ISEE, all’autocertificazione del reddito ai fini del ticket, fino ad altre possibilità ancora da sviluppare.
    A parte gli anziani, credo che nel 2015 chiunque sia almeno sotto la soglia dei 50 anni debba provare ad addentrarsi un po’ di più nelle possibilità offerte dalla tecnologia: solo un cittadino consapevole è un cittadino libero.
    Sapesse le risate che mi faccio quando salto le interminabili file ai caselli autostradali! E non ho il telepass… Sfrutto semplicemente la funzione fastpay – totalmente gratuita – della mia carta bancomat: chi è che non ha un bancomat oggigiorno?! Eppure…

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