A VILLA DI CIREGLIO PER MANGIAR BENE E SORRIDERE UN PO’

Verso Villa di Cireglio
Verso Villa di Cireglio

VILLA DI CIREGLIO. Conosci la cantina parigina o la tavernetta tal dei tali della capitale estera e, magari, te ne vanti con gli amici nel discorrere di vini e arte culinaria. Ma abiti a Pistoia e non sapere niente del circolo Arci Villa di Cireglio e Saturnana è un peccato.

Certo, la stradina per arrivarci è stretta e tortuosa, ma val bene qualche frenata e imprecazione (una messa sarebbe troppo, anche se bianchi e rossi fanno come i ladri di Pisa da un pezzo): perché Villa di Cireglio è un amore di paese e i locali dell’ambiente profumano di fresco.

Poi scopri che il presidente del circolo è un compagno di Liceo, Francesco Filoni, residente della frazione montana nonché ex vice sindaco e assessore del comune di San Marcello Pistoiese. Una persona in gamba se non fosse per il tifo interista che lo contraddistingue, che, ne converrete con noi, non è una bella cosa (ma tant’è, ormai ce ne siano fatti una ragione).

Gente accogliente e ospitale, con il sorriso sulla bocca, ma soprattutto capace di cucinare semplice e bene (che fare le cose semplici – e bene – è l’impresa più difficile). Mangiando di gusto, tra un antipasto toscano (meglio: villaciregliano, ci passino il termine) e una pizza, comprendi che il ritrovo è l’unico presidio sociale di un luogo di 84 anime.

E la magia, probabilmente, sta tutta qui: uomini, donne, anziani e bambini, persino amici a quattro zampe che hanno trovato il modo di trascorrere un po’ di tempo assieme, di socializzare tra un bicchier di vino e un sorso d’acqua mentre in città si corre e ci si sbrana come fossimo belve feroci (e al contrario siamo soltanto agnellini incazzosi).

Francesco Filoni
Francesco Filoni

Allora d’obbligo un bravo al presidente Filoni e pure alla vice presidentessa della struttura Francesca Palai, ai consiglieri Paolo, Giordano e Claudio Chiappelli, Maurizio Santini e Marco Ruggeri, ai sindaci revisori Monica Tesi, Lodovica Moncini e Stefania Chiappelli e a tutti gli altri dimoranti perché son proprio loro che ogni due settimane si ritrovano al circolino, il loro punto di riferimento e svago.

Perché per la prossima margherita e altre prelibatezze, dolci e salate bisognerà attendere sabato 7 novembre e ancora il 21 e così via e intanto ci ricordano che briscole, tombole e lotterie per indigeni e forestieri non mancheranno.

Ecco il punto: sinora, tra Villa di Cireglio e Saturnana, i soci sono all’incirca 150, “alcuni dei quali – ci spiega Filoni – figli di emigranti a Milano, che tornano da queste parti specie in estate”. La volontà di allargare la clientela esiste. Per cenare in un circolo Arci, però, bisogna sottoscrivere una tesserina, che ha un costo non ingente, ma non tutti se la sentono.

Per un paio di mesi all’anno (e il consiglio del circolo ha optato per luglio e agosto: mica sciocco) si può entrare e consumare anche senza tessera, per cui un modesto suggerimento: sperimentate questa tavola in autunno, inverno e primavera, poi tornateci con la bella stagione accompagnati da amici sinceri. Meglio prenotare perché i posti a sedere non sono infiniti.

Garantiamo: non ve ne pentirete. Ne vale davvero la pena. Anche fosse soltanto osservare la gioia che spunta dai volti. Dai visi di questa gente che prova a valorizzare la collina e la montagna lontana anni luce dalle promesse dei nostri politicanti.

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