abetone cutigliano. BUONA LA PRIMA: UN SUCCESSO PER IL FESTIVAL NEL NOME DI BEATRICE, LA POETESSA PASTORA

Lo scorso fine settimana la prima edizione della manifestazione che diventerà un appuntamento fisso. La soddisfazione degli organizzatori e la voglia di crescere: prossimo obiettivo l’istituzione di un parco letterario

Conversazioni nel parco 1

ABETONE CUTIGLIANO. Due giorni intensi ed emozionanti, una manifestazione riuscita oltre le aspettative. “Ci sono tutte le premesse per dare continuità e far crescere il Festival dedicato alla poetessa pastora Beatrice Bugelli di Pian degli Ontani, dopo la prima edizione andata in scena lo scorso fine settimana e intitolata Dimmene un’altra che a questa risponda’ sottolinea con soddisfazione Marco Pettini, che ha progettato l’evento insieme al Centro studi Beatrice.

Sabato 6 agosto, dopo l’inaugurazione del percorso audio e braille, sono andate in scena le conversazioni con il cantautore, regista e scrittore David Riondino, esperto di improvvisazione e ottava rima, accompagnato dalle voci e dalle chitarre di Giuditta Scorcelletti e Maurizio Geri, mentre la successiva domenica il recital con gli stessi Scorcelletti e Geri.

MUSICA E PAROLE CON RIONDINO, GERI E SCORCELLETTI – Riondino ha catalizzato l’attenzione con le sue riflessioni sul fascino di mettere la vita in versi di Beatrice e su un’esistenza che sembra la sceneggiatura per un film. Ampliando poi il suo ragionamento più in generale alla poesia popolare: La realtà detta in versi sembra più vera.

A Riondino si sono alternati gli interventi vocali e musicali di Geri e Scorcelletti e la disputa in versi della presidente del Centro studi Beatrice, Marisa Ceccarelli, con Ugo Seghi, che hanno ripreso le rime scolpite sulle pietre del parco, fino al gran finale d’improvvisazione con un travolgente botta e risposta fra il musicista e lo scrittore e regista. Ad un giorno di distanza Scorcelletti e Geri sono poi stati protagonisti di un recital che è stato una sapiente fusione di vecchie rime di Beatrice, canti popolari toscani e cileni e alcune canzoni autoprodotte.

Il pubblico al recital all’albergo Sichi

IL PARCO LETTERARIO UN OBIETTIVO POSSIBILE – L’edizione numero 2 del Festival è già acquisita, l’appuntamento è alla prossima estate. Ma i progetti non finiscono qui. Il Parco culturale Le Parole delle Tradizioni, costituito nel 2008, potrebbe trovare una declinazione ulteriore.

L“obiettivo al quale stanno pensando infatti i suoi promotori è la creazione di un parco letterario – a Pian degli Ontani e nel nome di Beatrice — e la conseguente adesione all’associazione dei Parchi letterari italiani. Un progetto ambizioso per la crescita del paese e di tutto il territorio.

DUE NOTE SU BEATRICE, LA POETESSA PASTORA

Beatrice Bugelli, (1803-1885) di Pian degli Ontani è la più nota poetessa improvvisatrice dell’Appennino tosco-emiliano tra Otto e Novecento. Analfabeta ma dotata di un’innata indole poetica e di grande vena creativa, trascorre la sua vita tra due piccoli villaggi della montagna pistoiese, il Conio del Melo e Pian degli Ontani. Dopo la morte della madre, accompagna, ancora giovanissima, il padre nei suoi duri lavori in Maremma. Si sposa a vent’anni con Matteo Bernardi, molto più anziano di lei, e proprio il giorno del matrimonio improvvisa la sua prima ottava, scatenando entusiasmo e stupore tra gli invitati.

Da allora sarà molto spesso invitata alle feste locali e alle cerimonie e in pochi anni la sua fama varca i confini dell’Appennino Toscano. Studiosi, letterati, estimatori di poesia e curiosi la invitano ad improvvisare versi in prestigiosi salotti di Firenze, Pistoia e Bologna e in altre località minori. Così incontra Niccolò Tommaseo mentre lo studioso di “poesia popolare” e poeta Giuseppe Tigri, i letterati Massimo d’Azeglio e Giuseppe Giusti, il linguista Giambattista Giuliani, vanno a trovarla a casa.

I suoi canti approdano fino in Inghilterra grazie alla passione suscitata in John Ruskin dai racconti dell’americana Francesca Alexander, appassionata di canti popolari e amica di Beatrice, che ne aveva trascritto i versi durante la sua villeggiatura sulla montagna pistoiese.

[paolo vannini]

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