«ABETONE-CUTIGLIANO: FUSIONE CHE CONVINCE E VINCE»

Tommaso Braccesi, Sindaco di Cutigliano
Tommaso Braccesi, Sindaco di Cutigliano

CUTIGLIANO. Lo confesso. Ho provato emozione nel sedermi in Consiglio Regionale per essere consultato dalla Commissione “Affari istituzionali” circa la nascita del nuovo Comune di Abetone Cutigliano. Capivo bene, e con me lo capiva il collega Danti, la grande opportunità di poter raccontare l’orgoglio dell’Alta Montagna pistoiese: territorio che sente forte la crisi nazionale ma che cerca di rispondere, trovando soluzioni straordinarie e innovative, per costruire il proprio futuro.

Ho spiegato come è nata la proposta del nuovo Comune, passata al vaglio della popolazione (tramite assemblea pubblica) e del consiglio comunale (senza alcun voto contrario) per poi essere approvata dalla Giunta Regionale come previsto dalla legge. Una scelta “dal basso”, avanzata dai cittadini e dai loro rappresentanti locali democraticamente eletti. Una scelta non imposta “dall’alto”: da chi ritiene che la sua soluzione, verticistica e opaca, sia l’unica.

Il nuovo Comune mette insieme due realtà, confinanti e integrate sia per storia che per caratteristiche, valorizzando il senso d’identità e di appartenenza come valori costitutivi di una piccola comunità locale di montagna. La nuova realtà istituzionale dell’alta montagna non solo semplificherà, ottimizzandolo, il quadro istituzionale montano ma ne favorirà lo sviluppo e la crescita economica.

Il nuovo Comune, dati alla mano, porterà risparmi gestionali, recuperi di efficienza, maggiore specializzazione dell’area tecnica, mantenimento degli standard nei servizi erogati al cittadino, nuovi e ingenti trasferimenti economici. Tutto ciò continuando a mantenere saldo e vicino il rapporto fra eletti ed elettori.

Sollecitato dal presidente della Commissione, ho poi espresso la contrarietà mia e del consiglio comunale di Cutigliano sul cosiddetto “Comunone”: una proposta ormai vecchia, desueta, di fatto in contrapposizione con l’Unione di Comuni, non convincente sul piano pratico e mai sostenuta né da un vero e partecipato movimento popolare né in modo convinto dai suoi stessi, oltretutto pochi, sostenitori.

Costruire il nuovo Comune con Abetone e Cutigliano è, al contrario, ipotesi seria che posa le proprie fondamenta nella storia di un territorio e che guarda anche al futuro dell’intera nostra montagna pistoiese. Non è certo possibile considerare in via contemporanea più ipotesi paragonando la costituzione di un nuovo Comune alla scelta del luogo di villeggiatura (quest’estate scelgo di andare in Sardegna o, in subordinata, in Corsica); allo stesso modo qualcuno, oltretutto, potrebbe alzarsi una mattina e proporre una fusione a cinque (con Sambuca Pistoiese) oppure a sei (anche con Marliana) e perché no a tre (senza San Marcello). Una confusione assurda, altro che fusione!

Sono lieto di aver potuto spiegare nel dettaglio la proposta di fusione fra Abetone e Cutigliano, ma anche fiducioso che la Regione Toscana vorrà, come sempre accaduto, rispettare la volontà delle comunità locali in un rapporto di proficua collaborazione istituzionale che la stessa Regione, anche di recente, ha dichiarato di voler rafforzare.

[*] – Sindaco di Cutigliano, ospite

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2 thoughts on “«ABETONE-CUTIGLIANO: FUSIONE CHE CONVINCE E VINCE»

  1. caro sindaco a chiacchiere i politici sono sempre stati bravissimi, ma se si fa passare una petizione popolare ( seppure di un centinaio di firmatari ) fatta da un comitato che perora la fusione a quattro come un nulla di fatto, anche l’assemblea pubblica indetta dai due comuni nel presentare la fusione di Abetone e Cutigliano non ha avuto una partecipazione di massa, infatti vi è stato una scarsissima presenza di popolazione, le anime interessate circa duemila abitanti ve ne era una sessantina, lei capisce non è molto entusiasmante, personalmente non sono restio come si pensa alle fusioni, dove si intravede l’utilità tipo risparmio, sviluppo economico con progetti fattibili nel lungo periodo, ma quelle a freddo non mi sono mai piaciute, (di solito prima di un matrimonio esiste un periodo di fidanzamento) e questo matrimonio giò nasce da una separazione avvenuta tanti anni fa, (non credo ai ritorni di fiamma) ma perche continuate a eludere di spiegare quali sono i risparmi e i guadagni per cui si dovrebbe procedere alla fusione?
    perchè continuate a non far funzionare l’unione dei comuni?
    l’unione dei comuni è il mezzo di verifica che permette di valutare se la fusione è utile oppure no, già la non trasformazione della ex Comunità montana in unione speciale dei comuni è stato un errore madornale, l’unica Comunità Montana non trasformata in tutta Italia e già questa la dice lunga se poi si valuta quello che è stato fatto in quell’ente è sotto gli occhi di tutti, anche di quelli della magistratura, e come può essere credibile oggi che le fusioni siano la risoluzione di tutti i mali che affliggono la nostra montagna?
    se come dite il popolo deve decidere lasciate libertà a loro di stabilire con chi fondersi oppure non fondersi, con il referendum aperto a tutte le ipotesi a due a tre a quattro ecc. ecc., questo comporta agli attuali reggenti dei comuni spiegare con i fatti e non a chiacchiere, ma presentando progetti veri e conti alla mano

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