ABETONE, QUASI DUE MILIONI DI EURO PER IMPIANTI E ATTREZZATURE

Stefano Ciuoffo
Stefano Ciuoffo

FIRENZE. Con la firma di ieri pomeriggio, 22 dicembre, dell’accordo di programma tra Regione e Comune dell’Abetone vengono messi a disposizione 1 milione e 850 mila euro per il rilancio del comprensorio sciistico.

La somma proveniente dalle casse regionali è parte dell’investimento pluriennale previsto nell’ambito del protocollo d’intesa siglato a fine novembre con Governo, Regione Emilia Romagna, Comune dell’Abetone, Unione dei Comuni dell’Appennino Pistoiese e Provincia di Pistoia.

“È soltanto il primo passo – annuncia l’assessore al turismo e alle attività produttive Stefano Ciuoffo – di un impegno che abbiamo preso un mese fa ma che affonda le radici un disegno complessivo per il rilancio della montagna. Le nostre risorse, insieme a quelle che arriveranno dal Governo (20 milioni ndr), consentiranno di migliorare e adeguare le infrastrutture ma anche di valorizzare e promuovere il comprensorio e di arrivare alla realizzazione di quello più vasto attraverso il collegamento con il versante emiliano”.

Secondo l’accordo di programma la somma messa a disposizione dalla Regione rappresenta il cofinanziamento per gli interventi tesi a riqualificare l’offerta turistico-sportiva attraverso l’acquisto di impianti di risalita e attrezzature.

La Regione si impegna a trasferire la somma all’organismo intermedio, Sviluppo Toscana Spa, il quale provvederà ad erogarla al Comune dell’Abetone al momento della presentazione del progetto esecutivo che dovrà avvenire entro 60 giorni dalla firma.

Lo stesso Comune si impegna a concludere l’intervento di riqualificazione degli impianti entro il 31 dicembre 2017.

[taverniti – toscana notizie]

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2 thoughts on “ABETONE, QUASI DUE MILIONI DI EURO PER IMPIANTI E ATTREZZATURE

  1. Caro Massimo,
    in forma di battuta, breve e sferzante, si può accettare senz’altro. Ma, in questi casi, si dice “va bene così” proprio perché non va bene per niente. Una delle domande, ma non la sola, da farsi è: “Ma che idioti abbiamo a governarci?” Oppure: “A quali forme di pressione sono sottoposti, per sprecare così questa massa di soldi, quando, con perfetta faccia di bronzo, si negano risorse per cose assai più importanti?”
    Nessuno di questi si è accorto, o si è fatto dire, quale enorme cambiamento climatico è avvenuto in così pochi anni, tale da sconsigliare questi massicci investimenti nel settore neve?
    Non è possibile che non ci sia nessuno a ricordare come, cinquanta anni fa ed anche meno, le ultime strisce di neve tra il Passo del Cancellino e lo Strofinatoio resistevano fino a giugno inoltrato, e adesso il dieci maggio non c’è più niente. E la stessa cosa accadeva nella conca tra il Lago Nero e le Tre Potenze, ed in tanti altri anfratti, ben visibili anche a distanza. O come, tra fine febbraio ed inizio marzo, sulle cime più alte, si raggiungessero altezze del manto nevoso superiori ai tre metri che adesso ci si sognano.
    E, per concludere, come un tempo fosse impossibile pensare ad un Natale completamente senza neve come questo ed altri recenti.
    Piero.

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