abuso d’ufficio. SCARAFUGGI E IL “MODELLO RUFFINI”, ASSOLTO L’EX DG ASL

Il fatto non costituisce reato. Il pm aveva chiesto 10 mesi di reclusione. «Il mio assistito non ha agito per interesse privato, ma solo per il bene dell’azienda» l’arringa dell’avvocato Bagattini
L’avvocato Bagattini, il dottor Scarafuggi, l’avvocato Corsinovi dopo l’assoluzione
L’avvocato Bagattini, il dottor Scarafuggi, l’avvocato Corsinovi dopo l’assoluzione

PISTOIA. Assolto con formula piena perché il fatto non costituisce reato.

Si è pronunciato così questa mattina, 5 maggio (data di per sé emblematica), il collegio giudicante, presieduto da Roberto Tredici, nell’aula penale del Palazzo di giustizia di piazza Duomo, nei confronti di Alessandro Scarafuggi, ex direttore generale dell’Asl 3 dal 2007 al 2012.

Scarafuggi era stato accusato di abuso d’ufficio: avrebbe ripetutamente affidato l’incarico di addetto alla comunicazione, marketing e ricerca fondi, a una figura professionale esterna all’azienda sanitaria, il giornalista massese Alberto Cesare Ruffini, anche se all’Asl vi era già un ufficio stampa funzionante (tuttavia non ritenuto all’altezza del compito da parte del direttore generale, com’ebbe lui stesso a dire ai giudici).

Secondo il pm Boccia, tra l’altro, la nomina di Ruffini avrebbe comportato anche un notevole aggravio di spesa. Per questa stessa vicenda la Corte dei conti, il 26 gennaio 2015, aveva condannato Scarafuggi e il direttore amministrativo Stefano Simonetti al risarcimento del danno erariale: poco meno di 130 mila euro il primo, 60 mila il secondo.

Questa mattina, dopo l’escussione di tre testimoni della difesa, ovvero Carlo Andrea Lazzoni, Adelmo Pagni e Ettore Severi, intorno alle 13, il collegio ha pronunciato l’assoluzione, mentre il pm aveva chiesto la condanna a 10 mesi di reclusione.

“Posso tirare un sospiro di sollievo” il commento dell’ex direttore alla fine dell’udienza. Soddisfatti anche gli avvocati difensori, Bagattini e Corsinovi del Foro di Firenze: “L’assoluzione con formula piena dimostra che Scarafuggi ha agito nell’interesse dell’Asl di Pistoia e non nel proprio”.

Si è incentrata infatti su questo l’arringa incisiva e puntuale della difesa, con la quale l’avvocato Bagattini ha smontato impeccabilmente il capo d’imputazione dell’accusa: “Il pm ha parlato di una non eccezionalità e non occasionalità della figura di Ruffini, un giornalista che avrebbe ricoperto ruoli già esistenti all’interno dell’azienda, andando addirittura a sovvrapporvisi. Ma, in realtà, si trattava davvero di un momento eccezionale per la costruzione del nuovo ospedale”.

Un vero e proprio “modello Ruffini” era emerso nel corso dell’istruttoria dell’udienza del 14 gennaio scorso, modello riconfermato anche questa mattina dagli altri testimoni. Una figura capace non solo di scrivere comunicati, ma anche di organizzare eventi, manifestazioni e iniziative, con uno stipendio di circa 35 mila euro l’anno. “Ruffini chiese di fare uno stage gratuito in azienda e, al termine del suo stage, mi ritrovai un piano di comunicazione fatto da lui veramente efficiente. Infatti lo chiamai a Pistoia per le sue competenze, tre mesi dopo il mio arrivo”, aveva detto la volta scorsa in udienza Scarafuggi.

Tre mesi considerati pochi dall’accusa, fin troppi invece dalla difesa che ha ribadito come “Tre mesi sono più che sufficienti per conoscere un’azienda nella quale il mio assistito lavorava quotidianamente”.

“Non solo – ha proseguito Bagattini –, il colloquio tra Scarafuggi e Cantini (direttore dello staff della direzione sanitaria), e il fatto che quest’ultimo non abbia fermato il mio assistito, dimostra l’insussistenza di figure professionali all’interno dell’Asl atte a svolgere compiti adempiuti dal giornalista massese. La stessa dottoressa Carli (testimone nella scorsa udienza) ha parlato di cose mai viste prima dell’arrivo di Ruffini, stesse parole dette questa mattina dall’ex Sindaco di Montecatini Ettore Severi”.

E l’avvocato Bagattini ha ricordato alcune iniziative di Ruffini che, prima del suo arrivo, non erano mai state organizzate dall’azienda: “Non c’è forse genialità in tutto questo? Male che prima di Ruffini nessuno avesse mai pensato a queste cose”.

Altra metà della luna la mancanza dell’elemento psicologico, cioè il dolo. Nessun interesse privato avrebbe raggiunto Scarafuggi nel prendere Ruffini, tesi confermata poi dall’assoluzione con formula piena.

[Alessandra Tuci]

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