accoglienza così-cosà. PROSEGUE IL PROCESSO AL CONSORZIO ASTIR, MA I TESTIMONI CONFERMANO LE TESI DELL’ACCUSA: POCO CIBO, POCA IGIENE E FREDDO NEI LOCALI DEGLI OSPITI

A distanza di tre anni dall’arresto di Loretta Giuntoli e dall’avvio dell’inchiesta, lo scorso 22 dicembre c’è stata una nuova udienza del processo al Consorzio Astir


 

Loretta Giuntoli esce dall’aula Alessandrini con i propri legali Badiani e Giovannelli

 

PRATO. Quale imputata residuale (gli altri due, Baldini e Pintus, hanno preferito il rito abbreviato) la presidente Loretta Giuntoli è sempre stata presente in aula accompagnata dai suoi legali Pier Nicola Badiani e Guido Giovannelli.

Dopo tre anni (l’arresto è del 28 dicembre del 2018) la ex presidente – diméssasi, come scrisse e sottolineò l’avvocato Giovannelli, ma solo per motivi tuzioristici – segue il processo molto attenta ai presenti.

Così che ha riconosciuti in aula concedendoci poi, all’uscita dal palazzo di giustizia, anche un selfie per la nostra attenzione, non mancando di complimentarci, con una vena polemica, per la nostra “fantasia” nella stesura degli articoli.

La Giuntoli nel 2016 era presidente dell’Astir

Una battuta che respingiamo all’imputata, visto che anche la stampa organica e quella nazionale hanno ampiamente riportato le cronache delle gravi irregolarità con frodi nelle forniture pubbliche emerse dalle indagini della polizia, impegnata in una inchiesta durata oltre sei mesi.

La Giuntoli non ha accettato che delle vicenda giudiziarie che la vedono protagonista, si sia occupato anche il quotidiano “La voce del Trentino” e per questa evidenza – da noi richiamata nel 2019 in un nostro articolo – ha anche fatto una formale denuncia contro di noi, patrocinata dall’avv. Guido Giovannelli del Foro di Prato, in stretti rapporti con l’ex-vescovo di Prato Agostinelli, con le Misericordie e le Caritas (neretto espressamente aggiunto dal direttore Bianchini).

Ci dispiace che non sia d’accordo, ma la pagina on line del quotidiano trentino è ancora lì: non è colpa nostra se l’Astir è stato tanto famoso, riscuotendo il plauso dell’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini, vero “anticristo” per il contrasto alle frodi allo Stato fatte crescere e fermentare dalle cooperative rosse o, forse, catto-rosse.

L’avvocato Guido Giovannelli [da Tv Prato]. Non vuole che la Giuntoli sia citata sui quotidiani per le cronache legate alla Astir e denuncia
Il dibattimento ha avuto séguito con l’escussione di alcune testimonianze di collaboratori interni ed esterni al Consorzio Astir che, con un gruppo di cooperative associate (tra le quali è risultata coinvolta anche la Pane & Rose, riaffiorata nelle malversazioni al Comune di Agliana, sotto l’assessorato della vicesindaca Luisa Tonioni, già dipendente di detta cooperativa) nate in vario modo per favorire l’accoglienza dei migranti e dei clandestini nell’area pratese.

Le testimonianze sono state fino a ora, convergenti e confermative delle tesi della pubblica accusa. Di particolare rilievo è stata quella della docente esterna che si occupava dell’insegnamento della lingua italiana: anch’essa ha confermato numerosi episodi di cattiva conduzione dei locali, con sporcizia diffusa, problematiche nella distribuzione dei pasti (che erano insufficienti per quantità e qualità) e carente riscaldamento delle strutture e, non ultima, la mancanza di igiene degli ospiti.

La Giuntoli ci concede un selfie, non risparmiando però qualche battuta sarcastica alle nostre cronache: ma è colpa nostra se l’Astir è stato  un mezzo-disastro?

Uno di questi, Iacuma Gens, anziano e senza alcun riferimento sul territorio, è stato ricordato per come venne ospitato già dal 2017 nel sottotetto del Cas di Poggio a Caiano, pagando una somma di circa 120 euro al mese che andavano conferite nella cassa comune per il gruppo degli ospiti: la testimone, risponde al Pm che non aveva contezza della irregolarità nella gestione di questo ospite, trovandosi impegnata nel sopperire alla contingente e prevalente conduzione degli altri ospiti (circa un quindici/venti soggetti), tenuti in modo precario e con varie problematiche legate all’igiene, al servizio di lavanderia e alimentare.

In pratica gli “accolti” dovevano non di rado mangiare acquistando il cibo in proprio con il pocket money di pochi euro giornalieri. Le doglianze degli ospiti erano riportate dai dipendenti ai dirigenti del Cas, che poi le riferivano alla Giuntoli, senza però avere una soluzione adeguata a tutti i problemi.

All’udienza del 22 dicembre non era presente l’Avvocatura distrettuale dello Stato che dovrebbe rivendicare gli eventuali risarcimenti per le “casse pubbliche” fatte oggetto di indebiti pagamenti per servizi parzialmente erogati e in violazione delle convenzioni stipulate.

Prossima udienza il 19 gennaio ore 11 Aula Alessandrini, Tribunale di Prato. E noi ci saremo.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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