ACCOGLIENZA PROFUGHI? NO, FILANTROPIA PELOSA CALATA DALL’ALTO!

E chi arriva viene subito sbolognato sulla Montagna già desertificata dall’abolizione di ospedale, banche e poste. La provincia di Pistoia è xenofoba e per giunta razzista
Migranti
Profughi sì, ma solo in Montagna…?

PISTOIA-MONTAGNA. La provincia di Pistoia è prettamente a vocazione xenofoba. Come sappiamo xenofobo significa colui che “ha paura dell’altro”, del “diverso proveniente” o di altra etnia. Etimologicamente, il resto è “fuffa”. Roba da cultura dell’obbligo.

La provincia di Pistoia è xenofoba, ma anche razzista.

Lo è nel momento in cui distribuisce i “graditi” e disperati ospiti in luoghi che ha già provveduto a desertificare togliendo loro ospedale, banche e poste: mi riferisco alla Montagna dove giungeranno extra comunitari a Le Piastre, Maresca e Collina. Già precedentemente Marliana e Lizzano avevano provveduto alla bisogna.

Il quesito è: perché in Montagna e non in città, dato che su ogni comparto, dalla sanità ai servizi generali, ci si appella a calcoli statistici per giustificare che in fondo i piccoli nuclei abitativi (che però coprono ben 209,88 chilometri quadrati per i quattro Comuni di San Marcello, Piteglio, Cutigliano e Abetone: quasi il 25% del territorio provinciale) devono fare a meno dei servizi essenziali in omaggio al taglio della spesa pubblica (spending review)?

Non dovrebbe esistere dunque un proporzionale impegno anche da parte dei centri urbani maggiori e ben più dotati di servizi e strutture per “favorire” l’integrazione e “il percorso” di questi nuovi ospiti? Cosa faremo fare loro in Montagna per “inserirli”, dovremo fargli contare i fiocchi di neve quando cadranno?

Quanta ipocrisia nelle chiacchiere di chi scarica questi disgraziati in località dove potranno solo contare, poi, sulla accertata, storica e umana partecipazione di territori popolati da gente disponibile ed accogliente per storia e tradizione! Questo è razzismo e sfruttamento, non dei migranti ma verso gli stessi abitanti di quei luoghi.

La Montagna, ancora una volta, si dimostra territorio da sfruttare per un buonismo a buon mercato e una filantropia “pelosa” calata dall’alto.

Che dietro poi ci sia un indecoroso “mercato” da parte di associazioni no profit (un corno!) è assodato e chi di dovere tace e scarica il problema sulla collettività minimale (come termine numerico).

Rallegramenti. Questa sì che è accoglienza, tanto c’è la Montagna!

E ai campioni dell’accoglienza… altrui: “Avete una stanza in più nelle vostre abitazioni? Bene: sapete cosa dovere fare”.

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One thought on “ACCOGLIENZA PROFUGHI? NO, FILANTROPIA PELOSA CALATA DALL’ALTO!

  1. Bisogna sempre porgere la mano al fratello in difficoltà e a queste persone i problemi proprio non mancano!!!
    Ma la Politica dei NUMERI non dovrebbe ripartire sul territorio e in modo proporzionale ai residenti e ai voti questi profughi?
    PistoiaCittà con oltre 80.000 abitanti non ne accoglie neanche uno. E gli altri comuni??? Quarrata, Monsummano, Montecatini, Montale, Agliana, ecc.
    La Montagna Pistoiese è stata ritenuta l’unica area idonea ad accogliere i 155 extracomunitari che saranno ospitati a Collina, Le Piastre, Maresca, Femminamorta e Massa e Cozzile.
    Queste persone sempre ben viste e comprese, se vengono ospitate da altri, sono invece accolte proprio da quelle comunità che come loro sono poco considerate, guardate con sospetto, emarginate e ghettizzate nello stesso modo.

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