ACQUA, ACQUEDOTTI ROTTI E FORSE ABUSIVI

Acquedotti colabrodo?
Acquedotti colabrodo?

MAMMIANO-MONTAGNA. In questi giorni la vicenda Gaia, è sulla bocca di tutti: persone, giornali e web compreso, d’altronde era una polveriera che aspettava d’esplodere; se in un articolo di Linee Future, questo ci faceva notare che in montagna l’acqua la paghiamo due volte, e qualcuno ha pensato che fosse un pezzo anche troppo critico, io devo dire che forse la situazione è ancora peggio e ve lo dice uno (e non credo di essere l’unico) che l’acqua la paga tre volte!

Dunque andiamo in ordine: nei vari articoli che ho letto in questi giorni, dove sono stati menzionati i vari problemi legali che si ha con la Gaia, non si è menzionato che i vari acquedotti della montagna sono dei veri e propri colabrodo, che perdono acqua da tutte le parti, che si muovono nei boschi appoggiati sopra il terreno, senza essere minimamente interrati, che aggravano il già pessimo degrado dei boschi! A Mammiano sembra la caratteristica moderna che è più rilevante, addirittura dal lato di San Marcello del ponte sospeso, proprio all’entrata, sporgendosi, è possibile vedere uno di questi caratteristici tubi scoperti.

Senza contare i vari problemi che ci sono nei vari paesi con le condutture dell’acqua, troppi per essere qui rielencati.

Questi problemi aggiunti al debito che la Gaia ha nei confronti dell’ amministrazione, avrebbero dovuto comunque far decidere il Sindaco Cormio, non per l’astensione ma per un secco e deciso no all’aumento delle tariffe e anzi incominciare a chiedere che l’acquedotto venga sistemato a dovere.

Le azioni legali vanno bene, anche se a San Marcello, grazie ad un errore del primo legale incaricato, siamo finiti in fondo alla lista dei creditori e mi ricordo che in un assemblea pubblica, a Maresca, dello scorso dicembre, il sindaco Cormio, affermava che era “poco male” perché in fondo anche gli altri comuni creditori non riuscivano a riavere i loro soldi: chissà se, ora che è finita nel mirino della corte dei conti e che Cutigliano è vicina a riavere una parte dei soldi, la pensa allo stesso modo.

Quanto a me, come ho detto all’inizio pago tre volte, perché ho scoperto che nel terreno accanto casa, il tubo della Gaia, anzi i due tubi, che passano in questo (naturalmente scoperti, non interrati e naturalmente gocciolanti), sono abusivi, non risultano al demanio, né che sia mai stata data alcuna autorizzazione dai precedenti proprietari alla posa! Qualcuno mi dirà che da qualche parte i tubi dell’acqua pubblica devano pur passare, e io rispondo vero, ma deve essere fatto un esproprio regolare, verificato che non possano passare da altre parti e questi devono essere messi a norma ed interrati; in una delle tante lettere da me inviate a Gaia e senza risposta, ho anche chiesto visto che:

  1. l’acqua che mi arriva non è depurata
  2. passa nel mio terreno in maniera abusiva e comunque non a norma
  3. le tubazioni perdono e fanno smottare anche parti del mio terreno

volevo sapere esattamente quale servizio pagavo all’ente, forse il piacere di stare con loro?

Senza contare che nei pressi del fiume una ragnatela di tubi nuovi e vecchia crea uno spettacolo decisamente degradante e pericoloso visto che innumerevoli rami vi si fermano.

Il comune è a conoscenza della situazione? Decisamente sì, visto che pure loro hanno una conduttura abusiva che capta l’acqua nel Rio Pagano, quella che porta acqua al laghetto sotto il ponte sospeso, che fu messa in maniera abusiva da una ditta delle Ferriere, e successivamente utilizzata per il lago, che la giunta del Sindaco Moreno Seghi, con la delibera N° 111 del 21/11/2002 pensò di autorizzarne l’acquisto, cosa comunque mai avvenuta, e qui devo fare i miei complimenti a quella giunta, perché acquistare qualcosa di abusivo, devo dire che è un ottimo modo di spendere soldi pubblici!

La situazione l’ho fatta presente anche all’amministrazione attuale e all’ufficio tecnico con varie lettere, l’ultima delle quali è del 20 agosto 2013, protocollata n° 8743, dove informavo il Sindaco Cormio, l’assessore Buonomini e l’architetto dell’ufficio tecnico, Paolo Massaini, della vicenda: tutti, fregandosene altamente del fatto che se un cittadino, se fa una domanda scritta, deve ricevere una risposta scritta, non si sono fatti minimamente sentire; io essendo in una situazione economica grave, non posso permettermi un avvocato e quindi la situazione è ancora così.

Naturalmente di tutto questo ho pile di fogli a dimostrarlo, compresa pure un indagine della polizia provinciale, che è stata fermata in maniera quantomeno “strana”.

Mi sembra il minimo, che il Comune sia finito nel mirino della Corte dei Conti, comunque la mia impressione personale, è che ci si sia andati col guanto di velluto con la faccenda Gaia; queste erano battaglie da condurre col polso fermo, non transennature di parcheggi, pareggi di bilancio aumentando le tasse al massimo o tacciare di violenza verbale qualsiasi critica, espressa nei confronti dell’amministrazione.

Marco Poli

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