ACQUA BENE COMUNE, PUBLIACQUA E LA VICESINDACO BELLITI

Quando l’assurdo corre sul filo della difesa della democrazia e del rispetto della legge

acquaPISTOIA. In data 4 giugno 2014 si è svolto presso il Palazzo di Giano un incontro tra il Comitato acqua bene comune di Pistoia e la vicesindaco del Comune di Pistoia dott.ssa Daniela Belliti in merito alle decisioni assunte dall’Autorità Idrica Toscana in riferimento alla gestione del Servizio Idrico Integrato gestito da Publiacqua.

La vicesindaco ha confermato che la restituzione dei pagamenti per il servizio di fogna e depurazione, che Publiacqua ha addebitato a utenti non raggiunti da tali servizi, saranno restituiti solo su esplicita richiesta degli interessati. Questo nonostante l’azienda abbia gli elenchi delle famiglie che hanno pagato cifre non dovute all’azienda.

Inoltre ha confermato che Pubbliacqua restituirà ai cittadini che ne facciano richiesta le somme di denaro riscosse indebitamente, recuperando tali somme dalle bollette di tutti gli utenti che sono serviti dai servizi idrici integrati cioè da fognatura e depurazione. Ciò significa che Pubbliacqua farà pagare agli utenti con depurazione la somma che ha incassato indebitamente.

Altro argomento affrontato è stato quello relativo ai 69 milioni di euro di investimenti pagati in bolletta e mai effettuati da Publiacqua.

La vicesindaco Belliti ha confermato che Publiacqua non ha effettuato 69 milioni di euro di investimenti presenti nei piani di ambito, nel contratto di servizio e nelle tariffe (quindi incassati dall’azienda).

Publiacqua ha detto che restituirà per quest’anno soltanto 8 milioni di euro dei 69 mancanti (circa l’11,6% del totale). In realtà non restituirà nulla, ma si limiterà a non riscuotere per quest’anno il rincaro della tariffa.

Ciò significa che per quest’anno la nostra tariffa sarà uguale a quella dell’anno scorso nonostante i sindaci dei Comuni serviti da Publiacqua abbiano approvato un aumento del 3,5% della tariffa, prevedendo che l’azienda non lo riscuoterà. Allora perché approvare comunque l’aumento? Molto probabilmente perché in questo modo l’anno prossimo la tariffa aumenterà di nuovo secondo l’adeguamento Istat facendo recuperare all’azienda anche il rincaro non riscosso quest’anno. Cioè nel 2015 Publiacqua riscuoterà gli 8 milioni di euro non incassati nel 2014 più l’incremento previsto per il 2015.

Daniela Belliti, Vicesindaco di Pistoia
Daniela Belliti, Vicesindaco di Pistoia

Abbiamo chiesto, inoltre, cosa ne sarà degli investimenti che dovevano essere realizzati con i 69 milioni di euro. Ci è stato risposto che verranno riprogrammati e riaddebitati in tariffa. Di conseguenza i soldi degli investimenti non fatti da Publiacqua saranno di nuovo fatti pagare ai cittadini.

Infine la Vicesindaco Belliti ha dichiarato che il Comune di Pistoia ha riscosso un po’ più di 400.000 euro di dividendi da Publiacqua (spartizione degli utili generati dal profitto sull’acqua). Poiché abbiamo osservato che fra i residui attivi del bilancio comunale risultano fra le entrate più di 1, 7 milioni di euro da incassare come divisione degli utili di Publiacqua, la Vicesindaco ha affermato che probabilmente quelle cifre erano sbagliate; le è stato fatto notare che l’errore è particolarmente grave in quanto quelle cifre sono la parte attiva del bilancio appena approvato.

Per chiarire quest’ultima questione, la vicesindaco ci invierà a breve una nota scritta che ci impegniamo a rendere nota.

[comitato acqua bene comune di pistoia]

 

UN PAESE DI BASTARD CHEF?

 

 

Crozza in Bastrd Chef
Crozza in Bastrd Chef

VI RICORDATE cosa diceva Crozza nella veste di Bastrad Chef quando si rivolgeva ai suoi allievi? Spesso e volentieri esclamava con disprezzo: “Prendi culo?”. Era chiaro che, fingendosi dileggiato e deriso, intendeva, al contrario, dileggiare e deridere quei poveracci, dinanzi ai cui piatti il cane dello chef avrebbe organizzato addirittura dei piscia-party.

Il cittadino italiano è l’allievo incapace di un sistema-chef – in Toscana di sinistra e piddino! – che prende ferocemente per il culo.

La vicenda che il Comitato qui ci presenta è emblematica e bastevolmente chiara. La cosa grave è che tutti vedono tutto e nessuno fa assolutamente niente.

Basterebbe il discorso di Publiacqua – che rende solo a chi richiede e rispalma il maltolto su tutti gli altri utenti – per far scattare, in un Paese che davvero merita questo nome civile, un’azione giudiziaria da togliere i peli a tutti e una volta per tutte.

Ma questo non è un Paese e perciò non succede. Questo è una banca. I cui proprietari si riuniscono come una vera e propria loggia in Danimarca (ce lo ha detto ieri l’altro sera Paragone su una rete non certo filoberlusca) e decidono chi affamare e come. Una banca le cui longae manus – gli strumenti operativi, la Compagnia di Gesù– sono, almeno qui da noi, gente rossa e piddina, amministratori, politici, funzionari e dirigenti di questo Stato di vergognosa ingiustizia amministrata «in nome del popolo italiano».

Secondo voi si può dire, questo, in virtù di quanto recita l’articolo 21 della Costituzione o è comunque un crimen lesae maiestatis da punire con il taglio della testa o di qualcos’altro…?

e.b.

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento