acquedotto 23. AGLIANA E LE CONDOTTE IN AMIANTO DEI DEMOKRATS

Un’altra storia di ordinaria irresponsabilità ai danni dei cittadini ignari. Ed ecco che spunta fuori la “ragioneria” dell’acquedotto
Publiacqua spa non ha fatto… un tubo

AGLIANA-PIANA. Siamo alle solite. I comunisti non ci stanno a fare ammenda e a riconoscere le proprie responsabilità e cercano di confutare anche gli elementi oggettivi, consolidati in anni di interpellanze e pubblicazioni scientifiche.

Prediamo atto che il già Sindaco Renato Risaliti abbia fatto costruire la rete idrica dall’impresa Flori, ma solo in parte con delle ottime tubazioni in Pet (polietilene): questa distinzione – eventualmente – lo potrà assolvere solo molto parzialmente sul piano delle sue responsabilità personali perché, da quanto risulta dalle note che pubblichiamo qui sotto, dal 1976 al 1979 Agliana ha fatto costruire acquedotti in fibrocemento per quasi 23 chilometri – proprio in epoca Risaliti.

Gerardo Modesto, archivio ambulante dei misfatti dei comunisti, conosce bene la cause delle tubazioni in amianto dell’acquedotto

In un colloquio con Gerardo Modesto – noto impresario e politico aglianese – ci venne riferito che la disgraziata faccenda delle parti di rete (sì, perché è sintomatico che la parte originaria – lo dice lo stesso Risaliti – era fatta in polietilene, e non per caso) con tubature in cemento amianto ha avuto origine negli affidamenti in regime di subappalto.

Sono state le amministrazioni rosse guidate da Giuntoli, Giunti e forse anche Magnanensi, che assegnarono alle imprese di costruzione dell’Emilia Romagna i suddetti appalti “drogati” al ribasso di aggiudicazione.

I demokrats sanno bene che quando c’è “carne intorno all’osso”, questa deve essere riservata alle cordate di cooperative, aziende o imprese che sono ricomprese nella sfera delle influenze del partito, per sfruttare i successivi ritorni in termini elettorali come consenso al partito “datore di lavoro”.

Una catena di Sant’Antonio che, laddove hanno governato le giunte rosse, è stata regola prefissata e indiscussa. Niente di nuovo sotto il sole, come insegnano la responsabile della segretaria AA.GG. Elena Santoro e il Rino-commissario Fragai: con una semplice email interna, tentarono di “staccare” oltre 33mila euro in favore di una cooperativa rossa (la Ancinnovazione srl) per attività di consulenza, dimenticandosi che era chiusa perché in “liquidazione volontaria”. Bella boccia, eh? Ve la siete dimenticata? Noi, purtroppo, no.

Il ribasso sulla “base d’asta” è una cosa pericolosa: se vinco l’appalto con delle riduzioni di prezzo, è chiaro che poi procederò con una riduzione della qualità del materiale impiegato nella costruzione dei manufatti; e questo principio è attuato sulla scelta del titolo di resistenza del cemento di gettata, i “ferri” delle travi dei calcestruzzi e, nel caso della rete idrica aglianese (ma questo problema è sistemico nell’intera area metropolitana della piana Fi/Po/Pt), la sostituzione delle tubature con le più economiche in cemento amianto è la cosa più probabile e giustificata alla sciagurata assegnazione delle costruzioni in affidamento fiduciario o di bando d’appalto delle costruzioni.

Una battaglia persa da Risaliti?

Questo spiega inoltre il gran numero e  l’alta frequenza delle rotture e delle diffuse perdite di impianto; restando da specificare che la pericolosità dell’asbesto (minerale originario dell’amianto) negli impieghi civili e industriali è sancita e conosciuta allo “stato dell’arte” fin dal 1943.

Se in una – comunque deprecabile e errata – logica di profitto si potrà immaginare come giustificato il suo uso in campo industriale (si pensi alla coibentazione dei treni e Pistoia con la Breda Ferroviaria è stata un esempio caratteristico), come si potrà giustificarlo in un ambito sensibile come la costruzione di una rete idrica per le utenze domestiche di una comunità vasta come la Piana metropolitana? Questo è successo ad Agliana e in molti altri territori governati dalle giunte rosse.

Dunque la “toppa” del Sindaco Risaliti è assai peggio del buco e conferma implicitamente – se mai ve ne fosse bisogno – l’irresponsabilità e la colpa delle amministrazioni Pci/Pds/Ds/Pd che hanno governato i territori inquinati da queste tubazioni.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealinea.info]


Opere Pubbliche attinenti all’acquedotto comunale
approvate ed eseguite negli anni 1975-1980
durante l’amministrazione del Sindaco Risaliti

Gli aglianesi bevono acqua che passa da qui?

 

♥ OP 19 del 1976, in compartecipazione con Montale e Quarrata per la realizzazione della presa consortile “Agna delle Conche”
ml 2.000 in fibrocemento
ml 600 in acciaio

♥ OP 30, approvazione progetto del. CC n° 51 del 1° marzo 1976
ml 1.100 in fibrocemento
ml 1.500 in ghisa
Via Provinciale Pratese

♥ OP 31, approvazione progetto del. CC n° 80 del 26 maggio 1978
ml 2.100 in fibrocemento
ml 2.200 in ghisa
ml 440 in polietilene
Vie: Lavagnini, Libertà, Santini, Carducci, Bellini, Amendola, Repubblica, catalani, Garibaldi, Buozzi, Cervi, Trieste, Puccini

♥ OP 33 del 1978
ml 1.880 in fibrocemento
ml 300 in polietilene
Vie: Amendola, Matteotti, Gioberti, Buonarroti, Serragliolo, Carducci, Mazzini, cervi, Piave, Torino, Settola, Bologna, Como, Trieste, Salcetana, Trento, Ticino

♥ OP 34 approvazione progetto del. CC n° 92 del 9 aprile 1979
ml 14.000 in fibrocemento
ml 10.800 in polietilene
Vie: Settola, Torino, Lischeto, Mameli, Cavour, Giovannella, Palaia, Matteotti, Marconi, Metastasio, Gorizia, Mascagni, Alfieri, Boccardi, Menotti, Genova, Bellini, Cellini, Puccini, Varante Pratese, Paganino, Leopardi, Don Gnocchi, Ticino, Travetta, Saverio, Costituzione, Casello, Chiusa

♥ OP 35 approvazione progetto del. CC n° 187 del 2 agosto 1979
ml 2.000 in fibrocemento
ml 300 in ghisa
ml 300 in acciaio
Vie: Roma, Provinciale Pratese, Bellini, Genova, Libertà, Repubblica, Piazza IV Novembre, Piazza Gramsci

Totale tubazioni in fibrocemento circa 23.080 metri lineari dal 1976 al 1979. Negli anni successivi sono stati realizzati ulteriori acquedotti in fibrocemento.

[Fonte: Comune di Agliana]


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