addetto-stampa. L’ORDINE DEI MEDICI PRECISA MA NON DICE

Sul comunicatore dell'ente si cerca di fare chiarezza, ma la chiarezza non sembra arrivare
Il Dott. Beppino Montalti e il Consigliere Dott. Egisto Bagnoni

L’Ordine dei medici ci scrive:

In merito alle affermazioni contenute in più articoli e mail in merito all’Avviso pubblico per indagine di mercato finalizzata al conferimento di incarico professionale (…) concernente la disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni” teniamo a puntualizzare alcune cose.

Innanzitutto, a differenza di quanto affermato, si è trattato di un “Avviso pubblico per indagine di mercato” e non di un bando. Questa distinzione è fondamentale per l’intera dinamica della procedura, poiché si è andati a valutare quelle che fossero le professionalità iscritte all’avviso. Una realtà come quella dell’Ordine dei Medici non ha la necessità di una figura comunicativa full-time, ma ha certamente bisogno di professionisti in grado di essere presenti – da remoto ed in loco – in modo costante e regolare, così come esplicitato già nel punto 2 dell’Avviso.

La selezione è stata ampia – abbiamo vagliato ed ascoltato oltre 30 giornalisti – e del tutto aperta; allo stesso tempo, così come avviene in tantissime altre selezioni pubbliche, non abbiamo attribuito punteggi specifici voce per voce, ma valutato autonomamente quali fossero i candidati che soddisfacessero le richieste dell’Avviso e stilato una graduatoria dei profili ritenuti maggiormente in linea con le nostre esigenze.

Infine, giusto per andare a precisare anche alle affermazioni sulla retribuzione del professionista individuato, teniamo a precisare che, proporzionalmente all’impegno (orario e lavorativo) garantito nell’offerta economica, il compenso sarà abbondantemente superiore a quelli previsti da avvisi e bandi di altre realtà pubbliche limitrofe per mansioni del tutto identiche a quelle previste dall’Avviso di questo Ordine. Cogliamo l’occasione per porgerVi i nostri cordiali saluti.

Ordine dei Medici di Pistoia

PISTOIA. L’Ordine dei Medici di Pistoia ha raccolto la nostra richiesta di chiarimenti e di critiche al “metodo” che ha usato per assumere a contratto determinato un collaboratore responsabile della comunicazione.

Non siamo però affatto soddisfatti della risposta: è necessario – a nostro parere – stabilire prioritariamente se l’Ordine è un Ente di diritto pubblico o diversamente non lo sia (come ha insegnato l’ipotesi di acquisto di beni immobili, ricordate?). Non ci basta la definizione sibillina di “parastatale”, che abbiamo udito altre volte: ci piace che l’Ordine, abbia appunto, un criterio più  ordinato e tassonomico.

L’eccezione sulla natura della “indagine di mercato” non risolve il peccato introdotto: infatti, se indagine era dopata dalla soggezione introdotta, cioè di aver dovuto – tutti i postulanti colleghi giornalisti – “ammansire” la commissione esaminatrice con la preventiva formulazione della richiesta di compenso, chiaramente al ribasso, non era una indagine ispirata a registrare i “prezzi di mercato” di un bene o servizio, regolato dalla Legge di Indifferenza dei prezzi (Jevons).

Una ricerca sul mercato delle professioni non dovrebbe essere controllata e compressa come lo è stata questa dei Medici. Grave è che lo stesso Ordine professionale dei Giornalisti la abbia incoraggiata e che, anche il sindacato Fnsi non abbia avuto niente da rilevare.

Sulla questione è rilevante il fatto che l’Ordine dei Medici abbia – sei anni fa  – scrupolosamente ottemperato alla disciplina del Decreto legge 33/2013 sulla Trasparenza (indicando il Dott. Ferdinando Santini) anche nominando un “sostituto provvedimentale” (delibera 54/2013 nella persona della Dott.ssa Gianna Mannori che bilancia Santini quale Rpct Responsabile prevenzione corruzione e trasparenza) è un elemento scriminante a favore del fatto che lo sia, in senso autentico. Roba da Enti di piena natura “pubblica”.

E dunque dovrebbe in tale caso ottemperare alle pubblicazioni previste sull’esito della selezione, in modo automatico. Non potremmo immaginare di sentirci rispondere che gli esiti di concorso della “indagine di mercato” sono secretati agli effetti della tutela dei dati sensibili (ne abbiamo le scatole piene di queste eccezioni).

La distinzione tra il pubblico “bando” o di una più liberale “indagine di mercato” – come loro avrebbero inteso distinguere nella replica – è un’eccezione che, per questi motivi, ci sembra una “toppa peggiore del buco”.

Che mestieraccio!

Nella precisazione il Consiglio dell’Ordine ci esprime una nota che ci impegna a fare un’ulteriore critica, leggendo che: non abbiamo (l’Ordine – ndr) attribuito punteggi specifici voce per voce, ma valutato autonomamente quali fossero i candidati che soddisfacessero le richieste dell’Avviso.

Ancora peggio: avrebbero fatto valutazioni soggettive e molto discrezionali?

Così restano comunque due domande cruciali:

  • A quando ammonta il compenso che viene erogato al neo assunto a contratto determinato Dott. Dario Cafiero per le attività di addetto stampa?
  • E quanto era il compenso che era proposto, in via preventiva ma non trascurabile, dagli altri postulanti?

Ci basta conoscere i primi 5…

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealinea.info]


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