ADESSO PESCIA: «È L’ORA DI SCIOGLIERE IL MEFIT»

«Sulla struttura del mercato dei fiori e sulle competenze della Regione è davvero arrivato il momento delle decisioni»
Il Mercato dei fiori all’interno
Il Mercato dei fiori all’interno

PESCIA. A proposito di questioni strutturali per il governo della città di Pescia, tra le priorità, oltre all’ospedale di cui abbiamo già parlato ma su cui a breve torneremo, si presenta come urgenza la vicenda dei destini futuri del Comicent (di proprietà della Regione) e della società che dentro vi gestisce l’attività di mercato ovvero il Mefit, ente di diretta derivazione del Comune di Pescia.

A un anno e mezzo dall’insediamento della nuova amministrazione comunale, apprendiamo che, entro il mese di dicembre, è stato convocato un consiglio comunale ad hoc per parlare delle problematiche inerenti sia la struttura che la società.

Non è un mistero che la struttura abbia bisogno di milioni di euro di investimenti per essere messa a norma e la società Mefit operi in regime di “deficit corrente” visto che i costi non fanno pari con le entrate, questo al netto dei fondi da liquidare ai dipendenti che hanno vinto la causa di lavoro.

Sulla struttura del mercato dei fiori e sulle competenze della Regione è davvero arrivato il momento delle decisioni: naturalmente il famoso piano di recupero, che prevedeva investimenti privati per 18 milioni e pubblici per 11, che la Regione stessa si era impegnata a coprire è rimasto lettera morta, qui la responsabilità non è tanto della Regione, che aspettava un progetto realistico di valorizzazione del mercato che non è mai stato presentato, quanto del livello locale che ha continuato, fino a poco tempo fa, a ritenere valido il vecchio progetto – che definire utopistico è un complimento – partorito sotto l’amministrazione Marchi, per realizzare solo oggi che c’è bisogno di prendere strade nuove.

Quali sono le strade nuove?

Probabilmente cercare di intercettare finanziamenti europei per riqualificare il Comicent nell’ambito dei piani di sviluppo rurale (Psr), questa soluzione prevede una programmazione di sistema per il rilancio del settore floricolo, istruita con serietà e determinazione, di concerto tra enti locali, Regione e categorie economiche. Speriamo di essere in tempo, ma ci pare che, al di là delle buone intenzioni iniziali dell’amministrazione comunale, la situazione sia ferma al palo nello sconforto degli operatori.

Continuiamo a pensare e che una parola decisiva riguardo il futuro della floricoltura la debba dire la Regione Toscana che, oltre a essere proprietaria della struttura Comicent, è titolare della programmazione del settore e ha in mano le leve per fornire indirizzi e risorse.

Riguardo al Mefit inutile dire che questa esperienza si è rilevata un fallimento e che sarebbe stato meglio che il Comune, già a suo tempo, si assumesse direttamente la gestione. Ora, dopo appena pochi anni, si parla giustamente di sciogliere il Mefit, pagando il conto degli errori fatti da chi l’ha amministrato, poiché è chiaro che se dopo tutti i proclami e le buone novelle si arriverà a scioglierlo, vuol dire che di errori gestionali ne sono stati commessi e quindi sarebbe poco ammissibile andare avanti negli stenti ancora per qualche mese, magari aggiungendo anche l’errore di confermare gli attuali responsabili.

Ci auguriamo quindi che già nel prossimo Consiglio comunale “dedicato” vengano prese alcune fondamentali decisioni:

  • Il Comune riassuma al più presto l’esercizio della privativa gestionale del mercato, trovando una formula che coinvolga gli operatori in modo fattivo e costruttivo.
  • Si faccia chiarezza su dove andrà svolta nel prossimo futuro l’attività di mercato e su quali idee ha la Regione per l’utilizzo del Comicent.
  • Si definisca il piano strategico di un organica e sistemica attività a sostegno del settore floricolo per aiutare gli operatori e intercettare risorse europee.

Adesso Pescia

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