aeroporto firenze. FUORI DALLE NORME E DAI REGOLAMENTI

Carrai riparte con delle dichiarazioni che impegnano il Coordinamento a salate repliche e contestazioni: l’Aeroporto di Firenze è un nuovo progetto, fuori dalle leggi e dai regolamenti
Marco Carrai

FIRENZE. Sull’aeroporto di Firenze siamo oramai alle folcloristiche e iperboliche dichiarazioni degli amministratori locali. Mentre Gianfranco Ciulli, consegna il dossier a Matteo Salvini, Marco Carrai, presidente di Aeroporti di Firenze, introduce il concetto della tecnicalità (affermando dunque che le valutazioni tecniche sono favorevoli e non solo quelle politiche, mentre è vero esattamente il contrario).

Il Coordinamento dei Comitati “Vas”, replica con Gianfranco Ciulli con una ulteriore serie di contestazioni che sono documentate in modo oggettivo e sostanziale che riportiamo di seguito:

  1. Il Presidente Carrai ha controfirmato un PNA che a nostro modo di vedere non è conforme alle regole della UE, quindi la nostra posizione è opinabile?
  2. Se il Presidente Carrai eleva l’illustrissimo Presidente della Repubblica, come soggetto insindacabile e ingiudicabile per il suo operato, ci domandiamo com’ è che lo stesso Carrai ed Enac non rispettano il Decreto Decisorio Presidenziale del 6/6/2012, guarda caso firmato dallo stesso Illustrissimo Presidente della Repubblica, che obbligava e obbliga tutt’oggi il Gestore Aeroportuale di Firenze ed Enac al rispetto delle Prescrizioni Precettive contenute nel Decreto di VIA 0676/2003, tuttora vigenti,necessarie e ottemperanti, come nella comunicazione che ci è stata inviata anche ieri dal Dott. Lo Presti, Direttore Generale della Direzione Generale Valutazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente.
  3. Concordiamo con il fatto che Enac è il regolatore e verificatore tecnico, ma non è “Dio in terra” e quindi ogni suo giudizio non può essere insindacabile: per questo combattiamo contro un erronea e a nostro modesto avviso, apodittica interpretazione dei regolamenti per la costruzione degli aeroporti.
Gianfranco Ciulli

Tuttavia ci preme ricordare in riferimento alle omissioni delle prescrizioni precettive del Decreto di “Via” 0676/2003 che la questione urbanistico-infrastrutturale addotta da Enac quale motivazione tecnica per il non rispetto di tali prescrizioni è solo una parte della realtà dei fatti, in quanto nello stesso Decreto che autorizzava lo sviluppo aeroportuale erano previste opere per la sicurezza e per la mitigazione dell’ambiente e della tutela sanitaria umana, che sono state sempre disattese.

Questo è chiaramente verbalizzato nel Parere CTVA 549 del 31 Luglio 2003, a corredo del Decreto di VIA citato, dove si pongono chiare condizioni riguardanti l’Airside Aeroportuale in funzione del previsto sviluppo indicando le rotte di decollo e atterraggio necessarie a garantire i limiti “Lva” (inquinamento acustico) indicati dai piani del rumore dei Comuni di Firenze e Sesto Fiorentino, con specifico riferimento alla delocalizzazione delle abitazioni con termini alla pista e alla predisposizione di barriere antirumore, doppi vetri e impianti di condizionamento per tutte le altre abitazioni non necessitanti la delocalizzazione.

Di questo Enac non può assolutamente sostenere di non essere a conoscenza, motivando come cerca di fare, che non sono state fatte opere infrastrutturali, ben sapendo che il Ricorso al Capo dello Stato, non sospendeva le prescrizioni (anche quelle sanitario-ambientali) e che le stesse erano la condizione prioritaria per lo sviluppo generale dell’aeroporto e dell’abilitazione all’utilizzo dell’Airbus A319 (operativo fin dal 2004) e che oggi disconoscendo tale Decreto Via 0676/2003 e tutte le mitigazioni necessarie e dovute, risulta a nostro avviso, essere ancora palesemente fuori legge!

Quindi le leggi, i regolamenti, le direttive UE, le sentenze dei Tribunali, del Consiglio di Stato, le firme dell’Ill.mo Presidente della Repubblica, si rispettano sempre e non solo quando fa comodo a una parte.

Perciò invitiamo il Presidente Carrai ed Enac a mettersi in regola e in conformità alle prescrizioni del Decreto VIA 0676/2003 per la pista attuale.

Se non lo riterranno opportuno …. vedremo quello che succederà.

Noi continuiamo a lavorare sodo, come al solito, sempre nel rispetto delle leggi e dei regolamenti di cui questo Stato si è dotato.

[coordinamento comitati per la salute della piana di prato e pistoia]

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