aeroporto. GENOVA NON È SERVITA A FIRENZE?

L’aeroporto di Peretola

FIRENZE. Mentre sul crollo del Ponte Morandi, si aprono inquietanti rivelazioni di dirigenti omertosi o reticenti, che hanno taciuto importanti rapporti di collaudo che denunciavano – già nel 2017 – gravi degradi delle strutture, viene da chiedersi se a Firenze, non stiamo assistendo allo stesso film.

Come hanno fatto i tecnici della Regione – impegnati alla omologazione del Masterplan del nuovo Aeroporto di Peretola a dare l’ok al quadro degli atti raccolti?

La stampa organica ha annunciato l’invio al Consiglio regionale di una delibera di Giunta, che è accompagnata dai soliti applausi di industriali, con l’imminente intervento azionario degli Emirati Arabi: può sembrare un dettaglio, ma si volerà a Dubai direttamente dalla Toscana.

Bella roba al grido di Tutto va ben, Madama la Marchesa.

Gianfranco Ciulli, Portavoce del Coordinamento dei Comitati della Piana Po/Pt

Su questi schermi, abbiamo pubblicato decine di comunicati stampa di denuncia del Coordinamento dei Comitati con le attribuzioni, fatte ai diversi livelli istituzionali, delle più ipocritiche valutazioni, omissioni, compilazioni parziali di relazioni e pareri, con delle conseguenti carenze istruttorie e altre amenità.

Tutti comportamenti finalizzati a rendere plausibile tutto, comunque e sempre oltre a ogni ragionevole dubbio, ed ecco che ci perviene un ulteriore comunicato stampa. Quindi, la nostra domanda è: ma siamo sicuri che le autorizzazioni sono tutte complete e corrette in relazione alla sicurezza del Nuovo aeroporto di Sesto Fiorentino?

Questo il comunicato del Coordinamento:

Come si fa ad abusare del detto “La legge è uguale per tutti”? E ribadire che “tutto è in regola”? Ci vorrebbero far credere che dal 7 Agosto scorso, in una materia così complessa e dunque in appena 3 giorni i tecnici preposti hanno avuto modo di valutare, verificare, controllare e confrontare!?

Si parla di documenti di una “variazione infrastrutturale” che è stravolta al 90% rispetto ai documenti presentati alla valutazione di Via (Valutazione Impatto ambientale) e che forse non erano ancora neppure in possesso della stessa Commissione Nazionale di Via (questo perché se li avessero avuti prima potrebbe esserci anche un reato di rilevanza penale?).

La faccia tosta non ha limiti, ma soprattutto per chi è “del mestiere” visto che sa benissimo come le cose non possono essere così. Una pista che potrebbe essere anche rialzata, rispetto alla documentazione presentata per ottenere la Via favorevole (chissà di quanti metri?);

il tutto per non pagare lo scotto dei costi necessari per la bonifica delle terre di scavo (… si parla di oltre 75/80 milioni di Euro). Ecco che dunque, non si licenzia e s’approva il Masterplan in soli 3 giorni, senza neppure verificare la correttezza normativa! Gli Ingegneri, Architetti, Geometri etc. etc. applicati al compito, lo sanno benissimo.

E allora, concludiamo che se chi “potrebbe parlare” non dice nulla e si fa letteralmente prendere per i fondelli “ingollando repulsioni professionali” è connivente. Anche se sta zitto!

[coordinamento comitati per la salute della piana di prato e pistoia – www.pianasana.org]

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