aeroporto. UNA “VIA” IRREGOLARE, UNA PISTA PERICOLOSA

Ancora una volta il Coordinamento dei Comitati propone un suo comunicato stampa apparentemente surreale, viste le denunce di irregolarità sottese alla violazione delle corrette procedure di autorizzazione di Via, con la compiacenza della stampa organica e inserzioni a pagamento su alcuni quotidiani di notizie erronee
Gianfranco Ciulli, Portavoce del Coordinamento dei Comitati della Piana Po/Pt

FIRENZE.  Prendendo atto dello sforzo mediatico dei portatori di interesse che non mancano mai di perdere occasione per riempire le pagine dei giornali (ora forse anche a pagamento), noi insignificanti cittadini leggiamo i testi e scopriamo come il D.lgs 104/2017 recepisce incostituzionalmente e impropriamente, la direttiva UE 52/2014 (tanto che oggi, otto Regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale).

Prima viene scritto che il quadro prescrittivo del parere 2235 è stato rispettato, poi invece nei testi con i pareri 2336 e 2570 viene invece completamente smantellato, con un trattativa privata alla quale i cittadini (causa il Decreto 104 a hoc), non hanno potuto né assistere e né controbattere e/o prendere visione dei testi.

Nella documentazione che ci è stata messa a disposizione (visto che l’altra nonostante la richiesta atti, viene inspiegabilmente tenuta nei cassetti) si legge una cosa molto interessante ovvero di come vengono interpretate norme e regole, che dovrebbero essere valide e comuni per tutti.

Per esempio, una delle motivazioni per la riapertura del procedimento già di fatto concluso con il parere 2235 è la seguente: preso atto che nel parere 2336 del 17 Marzo 2017 nella parte “inoltre e preso atto” di pagina 4 in riferimento alle prescrizioni si dichiara: “in merito alla realizzazione di specifiche attività di esclusiva competenza dell’Enac … che verrebbero riportate … in capo a soggetti non titolati nell’ambito del quadro normativo di riferimento. Si fa in particolare riferimento alle prescrizioni N. 3 (rischio incidente aereo) e 46 (analisi del rischio di bird strike).

Preso atto della citata dichiarazione Enac, reclamando l’esclusiva competenza valutativa, come mai l’ente e la Commissione di Via susseguentemente “abilitano” le valutazioni e gli studi delle Università, se come detto in precedenza gli stessi soggetti non sono abilitati e non titolati dal quadro normativo?

Forse faceva comodo così?

Ovvero me la canto e me la suono finché posso, cercando di evitare che un soggetto regolatore sovrastante a Enac – e quindi l’Easa di Colonia se non addirittura l’Icao di Montreal – ci metta “mani e occhi” e certifichi la correttezza delle valutazioni.

In questo caso è meglio ricorrere a tre Università non abilitate (!) senza che i cittadini e/o associazioni e/o soggetti terzi interessati (in contrasto con la direttiva UE 52/2014) possano vedere e soprattutto dire e scrivere qualcosa!

Quindi, dal nostro punto di vista quello di Firenze è un aeroporto a richiesta!

[comunicato stampa – vas/coordinamento comitati della piana]

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